Ermete TESSORE sdb "E Dio e Cesare"

      19 ottobre 2014 | 29a Domenica A | T. Ordinario | Omelia di approfondimento
Il brano evangelico di Matteo ci presenta, oggi, i farisei in allegra combutta con gli erodiani. Ma chi sono veramente questi ultimi? Luca e Giovanni non li menzionano affatto nei loro scritti. Matteo e Marco (12,13-17) li nominano una volta sola proprio in occasione della disputa-trappola sulla liceità o no del pagare le tasse all'usurpatore romano.
Essi formano un gruppo di fanatici sostenitori della politica di Erode Antipa che da Tiberiade governa la Galilea,
succube di Erodiade a cui non esita servire su un piatto la testa mozzata di Giovanni il Battista
L'episodio avviene all'ombra del Tempio, luogo sacro destinato alla preghiera ed all'adorazione di Jahveh, ma lentamente trasformatosi in una "spelonca di ladri" (Mt 21,13). Secondo Matteo Gesù ha sempre avuto un pessimo rapporto con il Tempio e con quanti lo amministrano. "Sul punto più alto del Tempio" (Mt 4,5-7) viene tentato dal demonio che dimostra molta familiarità con i luoghi sacri del tempo.
La vera divinità adorata dai capi religiosi di allora è mammona, con tutte le relative conseguenze che questo comporta: urla e strepito; vendita di tutto e di più; cambiavalute subdoli ed imbroglioni; sacerdoti e leviti distratti e svogliati nel compiere i loro doveri religiosi; farisei, sadducei ed erodiani rissosi e subdoli….Di fronte a questo squallido ambiente Gesù prende posizione e dichiara che prostitute e pubblicani, le categorie di persone escluse dalla salvezza, precederanno i capi religiosi nel regno.

L'affronto è bruciante e non può passare impunito. Per fargliela pagare i reciproci contrasti vengono accantonati, le dispute rinviate. Si lascia da parte tutti gli artifici diplomatici e lo scontro diventa diretto e palese. Gente che si odia dal profondo del cuore si presenta allegramente a braccetto all'incontro con Gesù. Il confronto deve essere per forza risolutivo per sempre. Le apparenze esterne sono viscide e melliflue, ma il tono della voce è perentorio.

L'attacco parte bruciante come una staffilata e l'argomentazione è una trappola ben congegnata: "Dì a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?".

L'imperativo usato e l'improntitudine della domanda fanno ricordare a Gesù i divieti contenuti in Dt 6, 4-13 che ogni buon ebreo deve osservare nei riguardi di Jahveh unico Dio che deve essere servito e a cui anch'Egli non può sottrarsi. Allo stesso tempo si ricorda dello zelota Giuda il Galileo finito, in tempi non troppo lontani, giustiziato dai romani per aver incitato il popolo a non pagare le tasse agli invasori stranieri.

L'hanno messo davvero in un gran bel pasticcio! Si dimostrano, subdolamente, diabolicamente maligni (Mt 13,19) e tentatori (Mt 4,3).

Ma Gesù conosce la loro malvagità ed abilmente sfugge alla presa delle loro spire mortali. Ribalta la frittata, con sublime destrezza dialettica, sotto il loro naso. Essi lo interpellano se sia lecito "dare" (in greco didomi) a Cesare, Lui ribatte che è doveroso "restituire" (in greco apodidomi) ciò che risulta essere di sua appartenenza in quanto ne riporta l'effigie.

Inoltre, girandosi attorno per abbracciare con lo sguardo tutta l'imponente costruzione del Tempio, proprietà esclusiva di Jahweh, sibila a loro l'obbligo del restituire a Dio quanto gli appartiene, cancellando ogni traccia della presenza dell'intruso mammona.

A questo punto l'unica via di fuga rimasta è quella di sparire dalla circolazione con la coda fra le gambe. Spariti farisei ed erodiani, rimaniamo solo noi davanti a Lui che ci interpella direttamente nel silenzio della nostra coscienza. Il suo atteggiamento serio e deciso ci obbliga ad andare a rimestare nei nostri forzieri più segreti per controllare se per caso, più o meno inavvertitamente, non abbiamo inguattato qualcosa di pertinenza solo divina.

Alla luce delle parole di Isaia: "Non esiste dio fuori di me. Io sono il Signore e non c'è alcun altro", siamo sicuri di vivere e testimoniare l'autentica fede di Gesù, oppure ce ne siamo appropriati inventandone una a nostra misura e consumo?

                                                                                    Ermete TESSORE sdb

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