S.E.R. Card. Angelo Scola Commento Veglia Pasquale

Arcidiocesi di Milano
Veglia Pasquale
Gn 1,1-2,3a; Gn 22,1-19; Es 12,1-11; Es 13,18b-14,8; Is 54,17c- 55,11; Is 1,16-19; 
At 2,22-28; Rm 1, 1-7; Mt 28,1-7
Duomo di Milano, 26 marzo 2016
Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano
1. In un’unica notte si svela il senso di millenni

«Lo svolgersi di questa veglia santa – ci ha annunciato lo splendido ed antico canto del Preconio – tutto abbraccia il mistero della nostra salvezza; nella rapida corsa di un’unica notte si avverano preannunzi e fatti profetici di vari millenni» (dal Preconio).
«Il Signore è in mezzo a noi sì o no?”» (Es 17,7). È questa la domanda provocatoria degli Israeliti nel momento più duro della traversata del deserto. A ben vedere però, essa è anche quella di noi donne e uomini spesso smarriti del terzo, sofisticato millennio.
Dio risponde, oggi come allora, coinvolgendosi di persona con la famiglia umana, “giocandosi” con la storia.
Lo testimonia la liturgia di questa Veglia Pasquale che è la più solenne dell’intero anno liturgico. In essa la Chiesa, nostra Madre, fa vivida memoria della lunga strada che Dio, dalla creazione del mondo, nelle diverse tappe della storia della salvezza, non cessa di percorrere con il suo popolo. Come abbiamo inteso lo fa nei suoi momenti più bui (la schiavitù in Egitto), in quelli di travaglio (la richiesta fatta ad Abramo di sacrificare il figlio della promessa), in quelli pieni di nostalgia e speranza (gli annunci dei profeti).

2. Misericordiae Vultus
Se Dio è fedele alle sue promesse, noi non riusciamo a mantenerci fedeli a Lui. L’«Eccomi» di Abramo e il seguente «è il mio Dio» dell’Esodo sono continuamente traditi dal peccato. Da qui il costante – e spesso inascoltato – richiamo dei profeti alla conversione («L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri» Is 55,7; «Lavatevi, purificatevi,… cessate di fare il male» Is 1,16). Ma la parola profetica di questa veglia segnala anche e fa presagire il potere di Dio di compiere ciò che il suo popolo non riesce a compiere e in modo sorprendente: «i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie» (Is 55,8).
In questa Notte santa noi impariamo, con commossa gratitudine, che la misericordia del Padre ha il volto personale del Figlio suo Gesù, “passo”, morto, risorto e “sacramentato”. Questo, come mostrano le due testimonianze di San Pietro (Settima Lettura, At 2,22-28) e di San Paolo (Epistola, Rm 1,1-7), e solo questo è il cuore del cristianesimo. In questa notte santa apprendiamo che il nucleo di ogni esperienza ecclesiale, personale e comunitaria, consiste nel «suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti a gloria del suo nome» (Epistola, Rm 1,5b).

3. La resurrezione di Gesù ha creato un nuovo ambito della vita
Il Vangelo ha proclamato: «Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa» (Vangelo, Mt 28,2). «L’angelo disse alle donne: “Voi, non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto» (Mt 28,5-6). Sono le parole più importanti dell’annuncio pasquale. Chi ha smosso la pesante pietra? L’irrompere del divino nella storia.
Il luogo in cui cercare Gesù non è più il sepolcro. È un altro perché Egli vive ora una nuova dimensione del Suo esistere e del Suo agire. «Nella resurrezione è avvenuto un salto ontologico che tocca l’essere come tale, è stata inaugurata una dimensione che ci interessa tutti e che ha creato per tutti noi un nuovo ambito di vita, dell’essere con Dio» (J. Ratzinger-Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, 2011, 304).

4. Segno prezioso della perenne giovinezza della Chiesa
Ricevendo i sacramenti dell’iniziazione cristiana, cari catecumeni, sarete incorporati a Gesù risorto e in Lui alla Santa Chiesa. Pieni di gioia, noi vi accogliamo in questa notte benedetta come fratelli e sorelle, membri della famiglia dei figli di Dio.
I catecumeni, provenienti da quattro continenti e da varie nazioni e culture, che abbracciano da adulti la fede cristiana, sono germogli eloquenti e preziosi della perenne giovinezza della Chiesa ambrosiana e non solo.
Papa Francesco, parlando a persone che come voi si preparavano a ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana, ha detto: «Lui ci precede e ci aspetta sempre. Non si allontana da noi, ma ha la pazienza di attendere il momento favorevole dell’incontro con ciascuno di noi. E quando avviene l’incontro, non è mai un incontro frettoloso, perché Dio desidera rimanere a lungo con noi per sostenerci, per consolarci, per donarci la sua gioia» (Ai catecumeni, 23 novembre 2013).
Sorelle e fratelli, il dono di questi nuovi cristiani è sorgente di rinnovato desiderio di sequela del Risorto. Questa sia per noi tutti e per tutti gli uomini e le donne delle nostre terre la vivificante sorpresa pasquale.
Happy Easter. Feliz Pascua. Bonne fête de Pâques. Frohe Ostern. Buona Pasqua. Amen.

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