D. Mario MORRA SDB, "La pace di Cristo regni nei nostri cuori!"

3 luglio 2016 | 14a Domenica T. Ordinario - Anno C | Omelia
La pace di Cristo regni nei nostri cuori!

Nel brano odierno del Vangelo, l'evangelista Luca ci narra un episodio sorprendente: Gesù invia 72
discepoli nelle città e villaggi dove si sarebbe recato, con il compito di preparargli la strada, cioè di predisporre gli animi ad accoglierlo. È la seconda volta che Gesù, prima ancora della sua Ascensione al cielo, investe i suoi della missione di evangelizzare: prima aveva mandato i dodici apostoli, ora manda i 72 discepoli.
L'intenzione di Gesù è evidente: egli vuole indicare che l'annuncio della salvezza deve essere portato da tutti i discepoli, non solo dagli apostoli. Ogni cristiano deve avere la consapevolezza e la convinzione di essere "mandato" da Gesù. La consegna di "andare" e di "predicare" riguarda tutta la Chiesa, in ogni suo membro, anche se in primo luogo ed in prima istanza, compete a chi ha questa specifica vocazione e missione. Non è un qualcosa di marginale o di facoltativo, dal quale il semplice cristiano possa tranquillamente dispensarsi, ma fa parte dell'essenza stessa del nostro essere cristiani. Ed è logico che sia così. Se si crede veramente a Gesù ed al suo messaggio di salvezza non si può non sentire il bisogno di comunicarlo ad altri. Quando invece la fede è languida e poco convinta, allora non si avverte alcuna esigenza di renderne partecipi anche altri.
Tutti dunque siamo chiamati a diffondere il messaggio di salvezza, nello stile, nel modo e nei contenuti voluti da Gesù. Certo non alla lettera, perché alcuni particolari della consegna fatta da Gesù ai 72 discepoli, possono sembrare anacronistici per noi. Tuttavia le raccomandazioni e le indicazioni di fondo sono valide anche per noi.
Quale è il contenuto del messaggio che dobbiamo portare al mondo di oggi, nel nome di Gesù?

a) Gesù insiste per ben due volte, di annunciare che il Regno di Dio è vicino. Dobbiamo annunciare che il dominio del male nel mondo non ha più motivo di esistere; con la venuta di Gesù il male può essere vinto in ogni sua forma. La salvezza è offerta a tutti gli uomini, ma attende una risposta pronta e decisa. Il rifiuto della proposta di salvezza è già di per se stesso una condanna.

b) Nostro compito, come cristiani, è poi quello di annunciare e portare nel nome di Gesù, la pace: in qualunque casa entriate, prima dite: pace a questa casa! La pace, in senso biblico, comprende tutti i beni promessi da Dio, di ordine spirituale, ma anche di ordine temporale: pace, ordine, equilibrio interiore, serenità dello spirito, sentirsi in armonia con Dio e con il prossimo. Tale pace è il dono pasquale di Gesù, conquistato a prezzo del suo sangue.

c) Compito e missione specifica del cristiano è poi quello di avere una particolare attenzione e cura verso gli ammalati, verso i più deboli, quelli che hanno bisogno di noi: curate i malati… e dite loro: è vicino a voi il Regno di Dio. È il messaggio dell'amore che si traduce in servizio per i fratelli più bisognosi.
Ma quale deve essere lo stile dell'annuncio? Con quali caratteristiche dobbiamo portare ai fratelli l'annuncio della salvezza? Gesù le spiega ai 72 discepoli:

a) Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi; di fronte ad un mondo arrogante, prepotente e pieno di sé, il nostro annuncio deve essere rivestito di mansuetudine, di mitezza, e non di violenza. La nostra forza ed il nostro coraggio devono nascere dalla fede nella potenza salvifica di Dio, dalla croce di Gesù, e dalla efficacia intrinseca del messaggio stesso.

b) Non portate borsa, né bisaccia, né sandali, non salutate nessuno lungo la strada; l'annuncio della salvezza deve essere portato in condizione di povertà ed austerità di vita. La testimonianza dello spirito di povertà e di distacco dalle cose terrene è ciò che rende più credibili nell'opera di evangelizzazione.

c) Quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, andate in un'altra!; per portare l'annuncio della salvezza e predicare il Vangelo è necessaria la disposizione d'animo di saper accettare l'insuccesso, di non scoraggiarsi di fronte al rifiuto da parte degli uomini. Non si è certo spaventato delle avversità e del rifiuto degli uomini, Paolo che dichiara apertamente di portare le stigmate di Gesù nel suo corpo, a causa delle persecuzioni e delle sofferenze sopportate per il Vangelo. Come Paolo, tutti gli Apostoli che diedero il proprio sangue a testimonianza del Vangelo che predicavano, e sono morti Martiri.
La prima raccomandazione che Gesù fa ai 72 discepoli è quella di pregare il padrone della messe, perché mandi operai per la sua messe. Siamo tutti coinvolti nell'impegno di annunciare il Vangelo! Preghiamo pertanto il Signore che mandi molte e sante vocazioni al sacerdozio ed alla vita religiosa, ma anche tanti laici, giovani e meno giovani, sposati e non, convinti della loro fede, coerenti, disponibili ad assumersi le proprie responsabilità in seno alla Chiesa.
Interceda per noi Maria la Madre di Gesù e della Chiesa.

Don Mario MORRA sdb
Fonte:  www.donbosco-torino.it

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