Don Bruno FERRERO sdb"L'altro conto corrente..... "

31 luglio 2016  | 18a Domenica T. Ordinario - Anno C   |  Omelia
L'altro conto corrente.....
Potremmo intitolare questa domenica "L'altro conto corrente".

Le leggende popolari ci aiutano.
Facciamo la conoscenza con il libro più simpatico della Bibbia, quello con il nome più strano: Qoelet.

IL TERREMOTO
Tre anziani compagni di scuola si ritrovarono dopo molto tempo e si raccontarono la loro vita. Uno era diventato un importante uomo d'affari, il secondo un eminente studioso e il terzo un giardiniere.
Conversando intorno a un bicchiere di buon vino si scambiarono le loro impressioni sulla vita che scorreva sempre più rapida e arrivarono alla conclusione che ogni giorno era un dono prezioso che ricevevano.
Giunsero così a un bizzarro accordo: "Domani ci impegneremo a realizzare il desiderio più intenso che ci portiamo dentro".
Tutti e tre confidarono il desiderio che nutrivano.
"Io voglio usare il mio prezioso servizio da tè di porcellana cinese e il mio magnifico cavallo per galoppare nella mia tenuta", proclamò il politico.
"Io mi procurerò una tazza di cioccolata profumata e un libro antico pregiato da leggere seduto nella mia biblioteca", annunciò lo studioso.
"Io", dichiarò il giardiniere, "vorrei godermi domani una bella giornata di sole, un ruscello di acqua gorgogliante, gli uccelli che cantino in cielo e sugli alberi, carichi di frutta".
Proprio quella notte, un forte terremoto scosse la regione.
Quando il politico cercò la sua porcellana, la trovò in frantumi e il cavallo era morto sotto il muro della scuderia che era crollato.
Lo studioso non riuscì a bere la cioccolata perché nella sua casa non c'era più una tazza intera. Inoltre la sua biblioteca aveva preso fuoco e tutti i suoi libri erano andati perduti.
Il giardiniere invece poté godersi il sole che scaldava il suo giardino, bere l'acqua fresca del ruscello e, anche se il deposito degli attrezzi era stato distrutto dal terremoto, gli alberi erano in piedi carichi di frutti e gli uccelli cantavano come tutti gli altri giorni.

Disse Gesù: "Non accumulate ricchezze in questo mondo. Qui i tarli e la ruggine distruggono ogni cosa e i ladri vengono e portano via. Accumulate piuttosto le vostre ricchezze in cielo. Là, i tarli e la ruggine non le distruggono e i ladri non vanno a rubare. Perché, dove sono le tue ricchezze, là c'è anche il tuo cuore.…" (Vangelo di Matteo 6, 19-20).

QUELLO CHE VALE DI PIÙ

C'era una volta un nobile, molto anziano, proprietario di una grande tenuta di buona terra che, se ben coltivata, produceva ortaggi, frutta e cereali con prodiga generosità. Il buon vecchio sentì che era giunto il momento in cui anche il suo corpo si sarebbe trasformato in terra, mentre il suo spirito sarebbe tornato al Creatore di ogni cosa. L'uomo aveva due figli che amava molto. Erano due giovani giudiziosi e buoni, ma il padre sapeva che avrebbe dovuto lasciare il suo posto a uno solo. Quale dei due avrebbe dovuto svegliere?

Una sera, il padre chiamò i due figli e fece loro una proposta: "Lascerò la mia proprietà a quello di voi due che domani mi porterà ciò che per lui vale di più al mondo".
Il giorno dopo, i due giovani si presentarono al padre con quello che ai loro occhi aveva il valore assoluto.
Il vecchio padre interrogò per primo il figlio maggiore: "Allora, figlio mio, che cosa mi hai portato? Che cosa, in questo mondo, vale più di tutto per te?".
Il giovane aprì la mano e mostrò una luccicante moneta d'oro.
"Questo è ciò che vale di più a questo mondo. L'oro è un metallo magico, apre tutte le porte e con un mucchietto di monete come queste si possono esaudire tutti i desideri e comprare tutto quel che si vuole!".
"Sì, certo", osservò il padre. "L'oro è davvero prezioso e vale molto. Hai scelto bene, figlio".
Si rivolse quindi al figlio minore per valutare la sua scelta. Il giovane aprì la mano e mostrò al padre un minuscolo seme di grano, che quasi spariva nel cavo della mano.
"Questo per me è la cosa più preziosa che esiste", spiegò il giovane. "Racchiusa in questo granellino minuscolo c'è una forza incredibile. Se lo nascondo nel terreno e lo lascio innaffiare dalla pioggia e scaldare dal sole, diventerà una vigorosa pianticella carica di molti altri semi che potranno trasformarsi in un altro bene preziosissimo: il pane. Mio fratello ha detto che con il denaro si può comprare tutto. Ma se sulla Terra non ci fossero più piante e frutti e terra coltivata, a che servirebbe tutto l'oro del mondo? Moriremmo tutti. Per questo ho voluto portarti un piccolissimo seme. È questo ciò che vale di più per me".
Il padre approvò sorridendo e disse: "Hai scelto bene, figlio mio. Quando chiuderò gli occhi per sempre, la mia terra sarà tua. Tuo fratello potrà sempre trovare lavoro in Banca…".

Don Bruno FERRERO sdb
 Fonte:  www.donbosco-torino.it