PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI"Vivere l’incontro."

Omelia domenica 17 luglio 2016
XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C 2016 
In queste ultime domeniche abbiamo meditato sull’invito a seguire Gesù e, quindi, sulla missionarietà
che rappresenta proprio la priorità dell’essere Chiesa.
In queste domeniche, invece, mediteremo sulla necessità di vivere l’incontro.
A volte ci capita di pensare che l’importante sia sempre il fare. Questo non è sbagliato. Occorre, però, riflettere su un concetto basilare:”Perché e da dove nasce questo fare?”.
Marta non ha sbagliato a servire Gesù. E’ sbagliato quello che si è sempre fatto: spiegare, cioè, questo brano del Vangelo confrontando Marta e Maria all’azione e alla contemplazione.
Questo brano del Vangelo si può comprendere meglio se si tiene presente quello di domenica scorsa, la parabola del Buon Samaritano.
Il Buon Samaritano, Cristo, ora è in sosta per Gerusalemme e possiamo dire che Marta rappresenta l’antico Israele. E’ importante osservare le regole e fare tutto quello che serve. Avete presente cosa succede quando invitate una persona a cena? Per voi mamme è importante che l’ospite trovi tutto pulito e sia soddisfatto della cena. Avete mai pensato che, forse, più che l’ospite state servendo la vostra soddisfazione? Osservare le regole, i dieci comandamenti e dimenticarsi della misericordia e del perché viverli, significa comportarsi come colui che osserva un digiuno più per dimostrare a se stesso che è capace di resistere alle tentazioni che per crescere nella fede.
“Se il pensiero è verità, esso, ove non incontrasse ostacoli, consisterebbe nella contemplazione di se medesimo.” (Leo Valiani)
Maria è il nuovo Israele, è il popolo che ha riconosciuto Cristo, è colui che vede ed ascolta, è la beatitudine del discepolo, è, diremmo, andare dritto allo scopo .
Mi colpiva un pensiero di Chesterton:”Per natura io sono simile a quel pellegrino che non riesce mai a vedere il Papa perché si sofferma troppo a contemplare le Guardie del Papa.”
Perché ho un ospite in casa? Perché ha bisogno di rifocillarsi o perché voglio godere della sua presenza?
Ricordiamoci che la contemplazione inizia solo dopo l’ascolto.
A volte ci capita di pensare che la preghiera non sia azione, perché è parola e pensiero, perché non si vede.
Come abbiamo meditato in questi ultimi martedì, la catechesi del Papa sugli anziani, il nostro Pontefice sottolineava l’importanza della preghiera.
E’ fondamentale vivere il tempo, non pensando che è fede solo il fare. Non possiamo ridurre il rapporto con Cristo con le categorie umane, altrimenti, diventeremo come coloro che praticano sport, che hanno un valore in base all’età, mettendo in secondo piano anche il talento.
Credere significa affidarsi a Colui che è.
Cosa porta la contemplazione? A scoprire la nostra miseria e a ricercare la vera ricchezza.
“Tu non troverai quello che desideri o quello che maggiormente brami, né per questa tua strada né per quella dell'alta contemplazione, ma in una grande umiltà e sottomissione di cuore.” (San Giovanni della Croce)

Fonte:guardavalle.net

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