PANE QUOTIDIANO, «Giovanni infatti diceva a Erode: 'Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello'»

La Liturgia di Lunedi 29 Agosto 2016  VANGELO (Mc 6,17-29) Commento:Fray Josep Mª MASSANA i Mola OFM (Barcelona, Spagna)
In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. 
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Parola del Signore

«Giovanni infatti diceva a Erode: 'Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello'»
Fray Josep Mª MASSANA i Mola OFM 
(Barcelona, Spagna)
Oggi ricordiamo il martirio di San Giovanni Battista, il Precursore del Messia. L’intera vita del Battista ruota attorno alla Persona di Gesù, di modo che senza di Lui, l’esistenza e l’opera del Precursore del Messia non avrebbero alcun senso.

Dal grembo di sua madre sente la prossimità del Salvatore. L’abbraccio di Maria e di Elisabetta, due future madri, aprì il dialogo dei due figli: il Salvatore santificava Giovanni, e questi saltava con entusiasmo dentro il grembo materno.

In tutta la sua missione di Precursore mantenne questo entusiasmo –che etimologicamente significa “essere pieno di Dio”- preparò i cammini, spianò le strade, abbassò le cime, lo annunciò già presente, e lo indicò puntando il dito come il Messia: «Ecco l’Agnello di Dio!» (Gv 1,36).

Nel declino della sua esistenza, Giovanni, al predicare la libertà messianica a coloro che si trovavano prigionieri dei loro vizi, è incarcerato: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello» (Mc 6,18). La morte del Battista è una testimonianza del martirio centrata nella persona di Gesù. Suo Precursore nella vita, e anche lo precede adesso nella morte crudele.

San Beda ci dice che «è rinchiuso, nel buio di una prigione, colui che era venuto a dare testimonianza della luce, e aveva meritato dalla bocca dello stesso Cristo (...) di essere chiamato “torcia ardente e luminosa”. Fu battezzato con il proprio sangue colui al quale prima fu concesso battezzare al Redentore del mondo».

Speriamo che la festa del Martirio di San Giovanni Battista ci entusiasmi, nel senso etimologico del termine e, così, pieni di Dio, anche noi possiamo dare testimonio della nostra fede in Gesù con coraggio. Che la nostra vita cristiana giri sempre attorno alla persona di Gesù, e ciò darà pieno significato alla nostra vita stessa.
evangeli.net

don Luciano Sanvito
In testa il primato di Dio

IL MARTIRIO DEL PROFETA RIPORTA IN TESTA IL PRIMATO DI DIO

Quello che viene sminuito, attraverso il martirio viene recuperato.

La Chiesa, insomma, non va avanti con le forse umane e dei potenti (anche se talvota può sembrare così e si è tentati di farlo), ma attraverso il sangue fisico o morale del martirio, della prova, delle sofferenze che, rivissute in Cristo, in riferimento al progetto di Dio, alla sua misteriosa volontà, ridonano alla forza della fede la piena e autentica potenza: quella dell'amore di Dio presente in quel momento.
* Dio non abbandona mai la nostra storia, ci dice il martirio di Giovanni; e tutte le forze contrarie non prevarranno sulle testimonianze che la Chiesa è invitata a rendere nel mondo e per il mondo.