PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI”Perché cercare altro quando nel Vangelo è tutto così semplice?”

Omelia domenica 21 agosto 2016
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C
Ricordo che un mio amico, esperto negli studi biblici, mi ripeteva sempre che, anche se il Vangelo di
Luca può apparire ”Tenero o sentimentale”, in realtà, tra i 4 Vangeli, è quello che riporta dei passaggi radicali per vivere la sequela di Cristo.
Del film su San Filippo Neri mi piace rivedere sempre il passo che racconta la parabola del Padre misericordioso e dei suoi allievi che vivono il rapporto come se fossero il fratello maggiore e il figliol prodigo. Il primo si lamenta perché è difficile vivere il Vangelo e il Santo gli risponde:”Perché è semplice”.
Si racconta che Santa Teresa di Lisieux, riprendendo il Vangelo dopo aver letto il libro di teologia, avesse detto: ”Perché cercare altro quando nel Vangelo è tutto così semplice?”
E già. La semplicità ti porta ad una scelta. Non puoi dire di non aver compreso, non puoi rifugiarti dietro il dubbio.
Questo brano del Vangelo si riferisce in particolare a chi ha già iniziato a vivere un cammino di fede.
C’è una “porta”, una persona: Cristo. Si vive la fede e non una religione. Viviamo un incontro con una persona che è Cristo. Non seguiamo una filosofia come se essere cristiani significasse essere persone miti, del tipo:”Vivi e lascia vivere” a cui, in realtà, si vorrebbe ridurre la Chiesa cattolica e tutte le altre religioni, con espressioni del tipo:”Fate questo perché è un’opera buona, ma lasciate stare la politica”.
Nell’uomo si riscontra il desiderio, il bisogno di vivere Cristo e chi avverte questo bisogno passa la porta che conduce al Paradiso.
Questa porta è stretta. L’uomo deve oltrepassarla con un grande zaino carico delle sue sicurezze e dei tesori di questo mondo. Il peccato stesso deve essere lasciato fuori. Egli deve riconoscersi solo bisognoso della Grazia del Padre..
Scriveva Emerson:”Gli uomini superficiali credono nella fortuna”.
La conclusione del Vangelo”Gli ultimi saranno i primi” è un’espressione che ripetiamo in tante occasioni, che il più delle volte ridicolizziamo e che non si riferisce alla fila della Posta. Porta con sé il grande messaggio della Misericordia:”L’ultimo, l’uomo che si riconosce peccatore, l’uomo che vive questo bisogno della Grazia, passa avanti, cioè, è accolto come se fosse il più grande”.
Di fronte a Dio, non bisogna usare la logica umana.
La fede non deve limitarsi solamente all’ascolto esterno e ad un vivere la religione più per tradizione che per scelta. Essa muta di fronte al male del mondo e lascia con sé tutto ciò che porta.
A volte ci si domanda:”Perché fare?” Perché chi è innamorato vive la propria scelta.
Chi non è innamorato, sta lì a guardare, anzi peggio, si unisce agli altri.
Avete presente l’espressione”Si dice questo….” ripetuta più volte ?
La risposta più logica sarebbe: ”Tu cosa hai risposto?”
Molte volte il nulla, il perché imbrattarsi, non porta ad avere consolazioni.
Ricordiamo la storia del vecchietto che si presentò in Paradiso dicendo: ”Ecco, oh Signore, io non ho fatto mai del male, non ho fatto questo o quest’altro. Guarda le mie mani, sono pulite”. Il Signore gli rispose:” Si, è vero, ma sono anche vuote”.

Fonte:http://www.guardavalle.net/