Vincenzo Corrado, Commento XXV Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Commento su Luca 16,1-13
XXV Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (18/09/2016)
Vangelo: Lc 16,1-13
Cento barili d'olio erano un capitale, corrispondevano a più di tre anni di paga per un operaio. Anche
cento misure di grano erano circa 260-280 quintali. Si trattava in ogni caso di un debito enorme, fuori dalla comune capacità. Così come la misericordia del Signore nei nostri confronti: un amore senza parallelo.
Gesù ricorre a una parabola audace. È reale l'accusa all'amministratore che sta per essere licenziato; eppure, con scaltrezza, riesce ancora a procurarsi riconoscenza e favori dai debitori del padrone. Il Signore non loda la furbizia, ma mostra, ancora una volta, fin dove si spinge la sua giustizia, che è l'altro nome della misericordia: quasi ad apparire ingiusta, esagerata, come sembrò al fratello maggiore la festa per il prodigo ritornato a casa.
Questa misericordia del Padre viene ora chiesta a noi ed è custodita - pur mantenendo un'enorme differenza! - nella richiesta del Padre nostro: perdonaci come anche noi perdoniamo ai nostri debitori. Il Signore ci chiede di praticare la sua stessa compassione e di farlo in suo nome. Il fatto che i peccatori siano definiti "debitori", come i personaggi della parabola, suggerisce il legame tra la misericordia e la "ricchezza" che è disonesta quando non è data, non è condivisa nella comunione dei beni.
Misericordia è partecipare e condividere l'amore di Dio, ricevuto e ridonato. Fuori da questa danza (pericoresi è il termine che indica il rapporto fra le Persone divine), le ricchezze di questo mondo sono cose di poco conto, anche cento barili d'olio o cento misure di grano.
Alcune parole dei Padri della Chiesa. L'ultima è luminosa nella sua audacia, come la parabola di oggi.
"Non pensiate che tutto quello che avete sia esclusivamente vostro. Fatene parte anche ai poveri, agli amici di Dio. Di Lui infatti, che è nostro Padre, sono tutte le cose. Noi siamo fratelli". (San Gregorio Nisseno)
Commento a cura di Vincenzo Corrado

Fonte:http://www.qumran2.net/

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