GIOVANNINI Attilio sdb, "Siate santi"

1 novembre 2016 | Tutti i Santi - Tempo Ordinario - Anno C | Spunti per la Lectio
Siate santi
*Io il Signore sono santo.
È l'affermazione che, a partire dal Levitico, riempie le Scritture. C'è una distanza incolmabile, una
alterità assoluta rispetto al mondo, che impone rispetto: Dio è al di sopra di ogni cosa, di ogni pensiero. È così trascendente che nessuno può reggere la sua visione senza morire.
Ma, se lui è santo, sarà santo anche tutto quello che gli appartiene. Santa la sua Legge, santo il suo altare, santo il giorno di sabato...
A seguito dell'alleanza, anche il suo popolo è fatto santo, perché gli appartiene, perché deve servire come suo rappresentante sulla terra. Questo comporta che debba vivere in conformità al Santo suo Signore; che sia animato dalla giustizia, dalla pietà, e che non abbia niente a che fare con l'idolatria.

*Siate santi perché io sono santo
è l'imperativo categorico e insieme la sfida per i figli di Israele. Ed essi, lungo la loro storia, scopriranno che non sono proprio in grado di vivere da gente santa, se Dio non infonde in loro la sua santità. In altre parole, se non ricevono lo Spirito di Dio.
Questo dono dello Spirito si verifica già in alcuni personaggi particolari, come i profeti, i saggi, i condottieri liberatori... E da qui prende corpo la speranza che sorga un giorno un "unto di Spirito" (= un consacrato, un santo) che riscatti definitivamente Israele e imponga al mondo la sovranità di Dio.
Ora, quando appare Gesù di Nazareth, la gente deve constatare che nessuno come lui è pieno di sapienza, di autorità, di doni soprannaturali e capacità di miracoli; in una parola nessuno come lui è pieno di Spirito. Lo testimoniano perfino i demoni, come a Nazareth all'inizio della sua vita pubblica, quando l'indemoniato urla:
*Io so chi tu sei: il Santo di Dio.

Per cui i suoi discepoli si convincono facilmente che quel "unto" aspettato in Israele era proprio lui. A nome di tutti loro Pietro proclama:
*Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio.
E quando poi Gesù farà parte anche a loro del suo Spirito, rendendo anch'essi santi e portatori della signoria di Dio come lui, non ci saranno più dubbi che era davvero lui il Santo di Dio.
Ma sarà anche chiaro che adesso sì che si può parlare di popolo santo. Tutti coloro che aderiscono a Gesù non sono solo suoi seguaci... tesserati del suo partito. Sono partecipi della sua figliolanza divina, portano Dio dentro di loro, sono "tempio dello Spirito Santo". Non è strano allora che san Paolo scriva ai cristiani delle sue comunità chiamandoli santi, tipo:

*...alla Chiesa di Dio che è in Corinto e a tutti i santi dell'intera Acaia, grazia e pace
C'è un gesto preciso che segna il divenire una cosa sola con Cristo, e quindi santi: il battesimo. Da quel momento lo Spirito comincia ad agire, e per il cristiano la santità diventa un dono e un compito:
*In lui (Cristo) Dio ci ha scelti per essere santi e immacolati al suo cospetto

Per essere santi dunque basta essere cristiani, ricordandosi del proprio battesimo. Ricordarsi che apparteniamo a Cristo e che lo Spirito ci guida a divenire sempre più conformi a lui, se non lo neutralizziamo.
Ricordarsi che apparteniamo a un popolo di santi e che le continue prese di distanza dalla Chiesa per le sue vere o presunte colpe (che caso mai sono le nostre colpe) servono solo a cancellare la realtà del sacrificio di Cristo e a confondere la gente.
Ricordarsi che non saremo mai felici finché non saremo santi. Perché è la nostra chiamata.

Don Attilio GIOVANNINI sdb
 Fonte:  www.donbosco-torino.it

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