Luciano Bartoli" Se aveste fede quanto un granellino di senapa


Se aveste fede quanto un granellino di senapa
Luciano Bartoli
XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (02/10/2016)
Vangelo: Lc 17,5-10
Curiosi questi Apostoli, chiedono al Signore l'aumento della fede. Forse erano già contaminati dal
vortice dell'aumento della paga, chiedono l'aumento della fede, i sempliciotti, come se della fede ne avessero. La fede è simile a un granello di senapa, non a un granello di sabbia, ne potete fare un mucchio di granelli di sabbia, ma sempre sabbia sarà. La senapa, invece, è un granellino piccolo, ma è un passaggio sostanziale: dalla non vita, alla vita. Sarebbe sufficiente avere tanta fede come un granellino di senapa per potere trasformare radicalmente prima di tutto noi stessi, poi anche la realtà che ci attornia.
A titolo di ricordo, ci sono state delle imprese che furono dovute a un atto di fede. Per esempio le piramidi, per esempio la muraglia cinese, (hanno detto che è l'unica opera umana che si vede dalla luna): opere grandiose, senza parlare delle imprese e dovrei citarvi Serse, quando venne per occupare la Grecia e cosa fece. Tutto questo con un atto di fede, che però concepiva la società come una piramide in cui c'è qualcuno che paga qualcun altro, perché faccia il lavoro. Ed ecco allora che quelle piramidi, se da un lato sono il simbolo di un atto di fede, sono anche il simbolo di ingiustizie infinite, perché lì c'è il sangue degli schiavi.
A questo punto viene fuori questo episodio che fa venire i brividi: chi di voi ha un servo ad arare o pascolare, lo fa agricoltore, pastore, poi, quando torna a casa, lo fa diventare cuciniere, cameriere, finché il padrone abbia mangiato e solo dopo mangerà anche lui. Voi credete che Gesù abbia raccontato questo perché ha preso il servo come simbolo nel rapporto che dobbiamo avere con Dio? Questa è una ironia tremenda. Tremenda nei confronti della concezione che della società avevano anche gli apostoli, insieme con tutti gli altri. In questi giorni molti cristiani mi domandano: adesso questo Sinodo... il Papa....Sono anni ed anni che facciamo Sinodi, Concili e via via attività di questo genere; questa mattina sui giornali leggo una notizia strana: le suore chiedono di contare di più, perché una di loro dice: ci accettate solo come forza lavoro. Il cardinale Ratzinger osserva: la Chiesa è in crisi, si occupa troppo di se stessa e non parla con la necessaria forza e gioia di Gesù Cristo. I vescovi devono testimoniare Cristo e non discutere della decentralizzazione del loro potere e così via. Ed ecco allora la suorina che prende la parola e dice: voi ci accettate solo come forza lavoro. Uno con dei casi emblematici è stato Madre Teresa di Calcutta. Teresa di Calcutta era in un ordine con le sue regole, ma questa donna aveva capito che quello non era cristianesimo autentico. Fece allora un colpo di testa, nessuno lo dice, ma tutti lo sappiamo, uscì dall'ordine e ne ha fondò uno. É la stessa situazione di Francesco, il quale era continuamente richiamato perché entrasse in uno degli ordini esistenti, ma Francesco (folle) puntò i piedi e disse: no! Io non entro in nessun ordine, perché l'unica cosa da fare è quella di attuare il Vangelo.
Voglio riconfermare che l'episodietto evangelico, se è di Gesù, è certamente detto con sublime ironia. La piramide sociale come è costruita: voi avete dei servi che distruggete, li fate lavorare 24 ore su 24 a vostro servizio. I nostri nonni lavoravano in queste condizioni, ricordo mio nonno - poveraccio - il quale nel paese era l'unico che sapeva parlare, che sapeva scrivere, ma lì c'erano i soliti dominatori e tutto il paese era a servizio di quella casa nobiliare. Il mio paese era una Roccacannuccia, quattro persone, eppure ecco come era congegnato tutto il sistema. Da piccolo dissi a mio nonno: quale è il tuo ideale? Mi rispose: è quello di avere almeno quattro pezzi di terra da poter lavorare liberamente, per procurarmi il pane e basta, mentre gli altri erano quei mezzadri di cui avete sentito parlare. Se il passo è di Gesù è per la denuncia di questa situazione drammatica e la conclusione viene giusta: attenzione, o tutti siamo servi del Signore 24 ore su 24, non i miei servi al lavoro e io a grattarmi il pancino, o diversamente non c'è comunità cristiana.
Ora voglio rispondere a quei signori che parlano di Concili, Convegni...e mi rifugio in un richiamo storico, poi ognuno di voi faccia l'applicazione.
Ecco qui un canone di un Concilio Ecumenico Romano che risale al 1179, - Francesco nasce nel 1182 - quindi quattro anno prima della nascita di S. Francesco. State a sentire e capirete perché Francesco rifiuta il cavallo e si dice: cavallo di S. Francesco l'andare a piedi e capirete tutta la sua rivoluzione sulla povertà. Cito: "Un Arcivescovo non avrà più di 50 o 40 cavalli, un Cardinale non ne avrà più di 25, un Vescovo potrà averne da 20 a 30, un Arcidiacono da 5 a 7, un Diacono potrà averne 2. Nessuno di questi dignitari avrà con sé, cani, uccelli, né reclamerà tasse dispendiose o metterà taglia alcuna". Se qui si dice che non si possono tenere più di 50 cavalli, vuol dire che la realtà era questa che c'era chi ne aveva 100, ed ecco lo scandalo, ed ecco l'abuso di autorità e via via tutte le questioni che ci portarono alla Rivoluzione Francese.
Queste cose bisogna dirle, da un lato si dice: unitevi, unitevi, sì, ma per far che cosa? Per mettere un limite a un orrore che resta, già si fa un limite, ma un arcivescovo non può avere più di 50 cavalli, voi vi rendete conto cosa vuol dire 50 cavalli: le stalle il personale che li deve accudire... ci vuole una ricchezza spaventosa; come oggi avere una decina di macchine da 300 milioni l'una. Questa è la situazione in cui noi ci troviamo ogni qualvolta si parla di riforme. Allora Gesù, ecco la critica e l'ironia: voi, voi vi comportate in questo modo, invece dovremmo essere tutti servi del Signore, in modo tale da dedicarvi 24 ore su 24 ore e non 0 ore noi e 24 il nostro servo. Poi, quando abbiamo fatto tutto, questo diciamo: siamo dei servi inutili.
Allora torno all'apertura della predica. Ma, signori, voi non dovete chiedere l'aumento della fede che credete di avere, voi dovete mettervi in ginocchio e chiedere finalmente al Signore: "Signore, dacci la fede, perché noi siamo carichi di religione, ma siamo privi di questa novità che Tu hai introdotto nel mondo".

Fonte:http://www.qumran2.net/

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