PARROCCHIA S.MARIA DEGLI ANGELI, "Il miracolo più bello è vivere la fede con novità.

Omelia domenica 09 ottobre 2016
XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C
Prima di leggere questa pagina del Vangelo, mi è capitato di leggere un articolo sulle nuove
disposizioni della canonizzazione dei santi e mi colpiva come la Chiesa sottolinea sempre che il miracolo non è la guarigione del fisico, ma l’invito a risvegliare la fede. Il miracolo più bello è vivere la fede con novità. Riflettiamo sulla conclusione del Vangelo:”Alzati e và. La tua fede ti ha salvato”.
La salvezza avviene se c’è il riconoscimento nella fede. Siamo già stati salvati per mezzo del Battesimo che, però, dobbiamo vivere per salvarci. “Se la perla s’imbratta di fango non è per questo meno preziosa. Anche se la polvere sale al cielo, non è per questo meno vile”.(Sahadi)
Gesù non ha fatto diventare lebbrosi gli altri nove perché non sono ritornati. Essi hanno ricevuto un dono, ma non l’hanno riconosciuto.
L’espressione di Sant’Ignazio ”E’ meglio essere cristiano senza dirlo, che dirlo senza farlo”, ci fa capire tanto.
Il samaritano, nel ritornare e nel ringraziare, riconosce il dono e l’incontro con Cristo. L’ invito ad “alzarsi” diventa la nuova vita.
La bellezza di questa pagina si riscontra anche nella differenza tra il samaritano, uomo considerato lontano da Dio perché non faceva parte del popolo eletto e i nove ebrei che hanno considerato il miracolo come un atto dovuto.
Noi non comprenderemo mai la logica di Dio se si accostiamo al reale secondo i nostri parametri.
Come abbiamo ascoltato nella 1^ lettura e come anche Gesù riprende in un’altra occasione, il miracolo fatto a Naaman il Siro, uomo di un’altra nazione, sottolinea che l’offerta della salvezza è universale.
In un convegno della Caritas (Fiuggi 2011) Don Nervo, riguardo agli immigrati, ripeteva:”Si parte per terre lontane per portare il Vangelo, ora abbiamo l’occasione di annunciarlo a coloro che dalle terre lontane vengono da noi”.
Vi racconto questa breve storia.
LA LEZIONE
Una madre stava preparando delle frittelle dolci per il figlio Tobia di 5 anni e Matteo di 3.
I bambini cominciarono a discutere su chi avrebbe preso la prima frittella.
La madre ne approfittò per dare loro una lezione morale e ripeté:”Se Gesù fosse seduto qui, direbbe:”Mio fratello prenderà la prima frittella. Io posso aspettare”.
Ci fu un attimo di silenzio. Poi Tobia, il più grande, si girò verso il fratellino e disse:”Matteo, tu fai Gesù”.
Questo il più delle volte è il nostro ragionamento e, anche nella carità verso il prossimo, viene prima chi ci è più simpatico.
La salvezza è per tutti. Ricordiamoci sempre che in Dio non esiste la logica dei numeri. Nella Sua logica , 1+1 fa sempre UNO.

Fonte:http://www.guardavalle.net/

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