D. Gianni Mazzali SDB, "MADRE DI DIO PER TANTI FIGLI"

1 gennaio 2017 | Santa Maria, Madre di Dio - A | Omelia

MADRE DI DIO PER TANTI FIGLI

Anni fa si parlava con preoccupazione della fuga, dell'assenza del padre. Oggi viviamo una
preoccupazione che riguarda l'identità stessa del padre e della madre, la natura e costituzione della famiglia umana. Lo ha detto con chiarezza Papa Francesco: alcune teorie contemporanee sull'identità femminile e maschile sono una vera minaccia e hanno come conseguenza la distruzione della famiglia. E' sufficiente scorrere i vari programmi televisivi per constatare che tali teorie si insinuano nelle vicende più svariate, mirano a creare un nuovo pensiero e soprattutto comportamenti individuali e sociali "alternativi". La nostra confusione, il nostro annebbiamento hanno bisogno di punti saldi, di ancore di salvataggio che, da soli, con i soli mezzi della ragione e del pensiero, non siamo in grado di creare. Nel primo giorno del nuovo anno la Parola di Dio pone di fronte agli occhi della nostra mente e del nostro cuore la figura di una madre, della Madre di Dio. Ed è significativo che nell'icona universale della Madre preghiamo per il dono della pace.

UN FIGLIO NATO DA DONNA

Un accenno scarno, quasi una pennellata solitaria, descrive nel brano proclamato oggi dalla lettera ai Galati, la donna da cui è nato il Figlio di Dio: "(…) Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge". Solo un cenno, senza alcun commento o sviluppo, per annunciare il mistero di Dio che prende carne umana, che diventa uomo nel Figlio. Eppure gli elementi essenziali perché ciò sia credibile ci sono: una donna che genera, una madre per Dio, e un contesto, un popolo, una lingua, una fede in cui Dio si identifica.
Sentiamo di doverci confrontare con una verità essenziale, un fondamento di natura. Per essere autenticamente uomo il Figlio di Dio non è disceso miracolosamente dal cielo, ma è stato generato dal grembo di una donna. Il Padre, il Creatore aveva bisogno di una madre che desse un corpo, un volto di uomo, un'identità umana al Figlio suo, riconosciuto da tutti come uomo. Il paradigma umano di Dio contempla la paternità e la maternità. Non ha fatto eccezione neppure per l'incarnazione del Figlio.
Non possiamo sottrarci ad una meditazione urgente per il nostro tempo. Ci sono contesti in cui paternità e maternità sono stati eliminati dal linguaggio ufficiale, in nome di una indistinzione sessuale che sembra presentarsi come alternativa nel processo di umanizzazione. Ci si imbatte oggi sempre più frequentemente con espressioni quali: il genitore uno e il genitore due, per legittimare e non discriminare situazioni in cui "donne" assumono il ruolo di padri e "uomini" il ruolo di madri.
"Per riscattare quelli che erano sotto la legge". Il riferimento di Paolo al riscatto dalla legge, nella lettera in cui egli esalta la libertà conquistataci da Cristo, riguarda i canoni della legge a cui ci si doveva attenere per essere ebrei e quindi membri del popolo eletto. Oggi, se non siamo cittadini attenti ed anche saggiamente critici, abbiamo bisogno di riscattarci da tendenze teoriche che ispirano comportamenti umani spesso regolati da leggi. E ci troviamo di fronte al grottesco paradosso che la legge positiva contraddice alla legge di natura. Dio quindi avrebbe discriminato nell'assegnare ad una donna il compito di madre di suo Figlio! La Parola ci chiama ad obiettare, a difendere la famiglia, il paradigma universale voluto da Dio per l'umanizzazione.

UNA MADRE CUSTODE DI UN MISTERO

Non va passata sotto silenzio l'espressione di Luca: "Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore". Anche questa espressione è molto sintetica, ma racchiude elementi che ci illuminano e ci guidano. Maria, come Madre, è custode e garanzia del mistero dell'incarnazione. E' donna e, con tante altre donne, ha ricevuto dalla natura la possibilità di generare nuove creature umane. Ed è consapevole che ha generato un figlio senza rapporti sessuali con un altro uomo. Maria custodisce la verità della sua maternità "divina", perché è ben consapevole di aver generato una persona che non è soltanto umana. Questa consapevolezza consegnata a Luca probabilmente da Maria stessa, è diventata verità di fede accolta dalla Chiesa nel 432 nel Concilio tenutosi ad Efeso: Maria è Madre di Dio, è "teotokos".

LA PACE : UNA BENEDIZIONE DI DIO

Abbiamo un anno intero di fronte a noi per rendere efficace quanto la Parola dice del figlio che ci è stato donato: "Principe della pace". In Gesù si racchiudono per noi tutte le benedizioni di Dio: "Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace". La pace come dono di Dio e non come alchimia umana, spesso contraddetta da situazioni di violenza, di egoismo, di sopraffazione. Preghiamo perché in quest'anno il Signore ci benedica, ci custodisca e faccia risplendere su di noi il suo volto.

"La parola più bella
sulle labbra del genere umano è "Madre",
e la più bella invocazione è "Madre mia".
È la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre".

(Khalil Gibran)

Don Gianni MAZZALI sdb
 Fonte:  www.donbosco-torino.it