FIGLIE DELLA CHIESA, #LectioDivina"Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce"

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Antifona d'ingresso
Esulto e gioisco nel Signore,

l’anima mia si allieta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza,
mi ha avvolto con il manto della giustizia,
come una sposa adornata di gioielli. (Is 61,10)

Colletta
O Padre, che nell’Immacolata Concezione della Vergine
hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio,
e in previsione della morte di lui
l’hai preservata da ogni macchia di peccato,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.

PRIMA LETTURA (Gen 3,9-15.20)
Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.
Dal libro della Gènesi

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

SECONDA LETTURA (Ef 1,3-6.11-12)
In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

Canto al Vangelo (Lc 1,28)
Alleluia, alleluia.
Rallègrati, piena di grazia,
il Signore è con te,
benedetta tu fra le donne.
Alleluia.

VANGELO (Lc 1,26-38)
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Preghiera sulle offerte
Accetta, Signore, il sacrificio di salvezza,
che ti offriamo nella festa dell’Immacolata Concezione
della beata Vergine Maria,
e come noi la riconosciamo preservata per tua grazia
da ogni macchia di peccato,
così, per sua intercessione,
fa’ che siamo liberati da ogni colpa.

PREFAZIO
Maria felice inizio della Chiesa

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai preservato la Vergine Maria
da ogni macchia di peccato originale,
perché, piena di grazia,
diventasse degna Madre del tuo Figlio.
In lei hai segnato l’inizio della Chiesa,
sposa di Cristo senza macchia e senza ruga,
splendente di bellezza.
Da lei, vergine purissima,
doveva nascere il Figlio,
agnello innocente che toglie le nostre colpe;
e tu sopra ogni altra creatura
la predestinavi per il tuo popolo
avvocata di grazia e modello di santità.
E noi,
uniti ai cori degli angeli,
proclamiamo esultanti
la tua lode: Santo...

Antifona di comunione
Grandi cose di te si cantano, o Maria,
perché da te è nato il sole di giustizia,
Cristo, nostro Dio.

Preghiera dopo la comunione
Il sacramento che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro,
guarisca in noi le ferite di quella colpa
da cui, per singolare privilegio,
hai preservato la beata Vergine Maria,
nella sua Immacolata Concezione.

Lectio
Nei primi giorni del Sacro tempo di Avvento, la Santa Chiesa pone davanti a sé il mistero della Vergine Madre di Dio Immacolata. Mistero insondabile, indicibile, inesprimibile. Tutta la storia (antica) della salvezza annuncia la visita del Signore al suo popolo.
L’Avvento del Signore apre alla speranza, la Chiesa fa sue le parole dei profeti. “Date l’annuncio ai popoli: Ecco il Signore viene, e con lui tutti i suoi santi. Verrà il Signore in tutta la sua gloria.” Geremia rassicura: “Poiché così parla l'Eterno: Quando settant'anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiterò e manderò ad effetto per voi la mia buona parola, facendovi tornare in questo luogo.
Poiché io so i pensieri che medito per voi, dice l'Eterno: pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi m'invocherete, verrete a pregarmi e io v'esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete”.
Ecco venire da lontano il Signore: il suo splendore riempie l’universo. Non solo il popolo, ma anche Dio vive l’avvento perché Egli attende premurosamente e silenziosamente che il Verbo sia tutto in tutti. Con una fanciulla di Nazareth Dio inizia a compiere la sua promessa. C’è grande movimento nel cielo. Un messo celeste e una vergine della terra.

… l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Di quella fanciulla conosciamo il nome, la casa, il paese, l’interlocutore. Solo l’evangelista Luca sosta così lungo nella contemplazione dell’incarnazione del Verbo, che dal seno del Padre si fa carne nel seno della Vergine.
E’ lui l’evangelista al quale è attribuita l’icona della Teotokos, icona che porta davvero il suo nome: Madonna di San Luca, non perché egli abbia posto i tratti della Vergine con i colori bensì nel racconto di quanto Dio ha operato in lei.

Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
Rallegrati, dice, sii felice, sei abitata dal Signore. Oh stupore sublime il cielo tocca la terra, l’invisibile abita il visibile.

A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
Rimase turbata. Turbata o carica di meraviglia? Le icone che mostrano l’atteggiamento della Vergine la vedono in mille modi e fanno trasparire i sentimenti e le emozioni più diverse: ora con lo sguardo verso l’Angelo che quasi come azione liturgica avanza con la veste diagonale; ora con il libro aperto, ora con il rotolo della legge, ora con un gomitolo di lana rossa quasi in movimento perché il filo si dirige verso il grembo.
Lei ha trovato grazia presso Dio Padre e così, dalle sedi celesti, dal grembo di Dio Padre il Verbo è tessuto nel grembo di Maria. E Lei tesse, srotola, cioè percorre e ripercorre le tappe della storia del suo popolo sin dalla fondazione del tempo. E’ lei che ricorda gli anni lontani, che medita i giorni dei tempi antichi, che interroga suo padre e conserva tutte queste cose nel cuore, tessendo.
Le icone non fanno trasparire agitazione, paura bensì relazione interiore. Solo Luca sosta a lungo davanti al mistero dell’incarnazione del Verbo. Quando questo evangelista ascolta il dialogo, l’incontro di Maria con la cugina ne riferisce una sintesi teologica così potente che la Chiesa la ripeterà ogni sera nella sua liturgia quotidiana.

Ancora Luca farà esultare e cantare la vergine di Nazareth quando racconta le straordinarie tappe della storia della salvezza nell’incontro con Elisabetta. Ella mostra una conoscenza profonda dell’alleanza stabilita tra Dio e Abramo, mostra conoscenza e ardire puntuale circa lo spiegamento del suo braccio potente. Una fanciulla di Nazareth predice che generazioni e generazioni la diranno beata. Il Verbo, che Ella tesse nel suo seno, ha disperso i faraoni nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni e innalza i poveri. I poveri che Maria vede innalzati siamo noi. E’ la Chiesa. Ogni battezzato è chiamato fin dalla creazione del mondo a divenire “madre di Dio”.
L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Non temere dice, proprio come ad Abramo. Non temere Maria sarai madre. Non temere Abramo sarai padre. Quante volte Gioacchino ed Anna hanno narrato a Maria la storia di Abramo. «Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro. Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto, molto». Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui: «Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli».
Proprio come ad Abramo accade a lei

Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».
Urge a questo punto dare la parola ad uno dei grandi maestri di vita spirituale. Urge sostare e unirsi alla preghiera accorata di Bernardo. Davvero urgente partecipare al lungo avvento dell’umanità: “Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito santo. L'angelo aspetta la risposta; deve fare ritorno a Dio che l'ha inviato. Aspettiamo, o Signora, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una sentenza di dannazione.  Ecco che ti viene offerto il prezzo della nostra salvezza: se tu acconsenti, saremo subito liberati. Noi tutti fummo creati nel Verbo eterno di Dio, ma ora siamo soggetti alla morte: per la tua breve risposta dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita.  Te ne supplica in pianto, Vergine pia, Adamo esule dal paradiso con la sua misera discendenza; te ne supplicano Abramo e David; te ne supplicano insistentemente i santi patriarchi che sono i tuoi antenati, i quali abitano anch'essi nella regione tenebrosa della morte. Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano O Vergine, da' presto la risposta. Rispondi sollecitamente all'angelo, anzi, attraverso l'angelo, al Signore. Rispondi la tua parola e accogli la Parola divina, emetti la parola che passa e ricevi la Parola eterna. Perché tardi? perché temi? Credi all'opera del Signore, dà il tuo assenso ad essa, accoglila. Nella tua umiltà prendi audacia, nella tua verecondia prendi coraggio. In nessun modo devi ora, nella tua semplicità verginale, dimenticare la prudenza; ma in questa sola cosa, o Vergine prudente, non devi temere la presunzione. Perché, se nel silenzio è gradita la modestia, ora è piuttosto necessaria la pietà nella parola.
Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all'assenso, il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti batte fuori alla porta. Non sia, che mentre tu sei titubante, egli passi oltre e tu debba, dolente, ricominciare a cercare colui che ami. Levati su, corri, apri! Levati come la sposa del cantico quando lo sposo bussa alla porta. Corri per i monti, per i colli. Apri, introduci il re nella tua stanza».
«Ecco», dice, «sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto»
Non solo a Bernardo ma anche a Dante lasciamo la parola.
E’ una contemplazione che la Santa Chiesa fa sua inserendola nella sua liturgia.
“Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d'eterno consiglio,
Tu se' colei che l'umana natura Nobilitasti sì, che 'l suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore
Per lo cui caldo nell'eterna pace
Così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
Di caritade, e giuso [intra]1 mortali
Se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande, e tanto vali,
Che qual vuol grazia, e a te non ricorre,
Sua disianza vuol volar senz'ali.
La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia,in te pietate,
in magnificenza, in te  s’aduna
quantunque in creatura è di bontate”.

Appendice
Gesù Cristo, come Dio e come uomo, nasce da una concezione verginale
Vediamo ora da quale fonte nasca il nostro nuovo Sole. La sua origine è divina, nasce da Dio. E` Figlio, dunque, della Divinità; della Divinità, dico, incorrotta, integra, illibata. Capisco bene il mistero: in tanto poté essere feconda la nascita da Maria immacolata, in quanto la prima nascita, da Dio, era stata illibata; non poteva essere ingiuriosa la seconda nascita di colui, che ne aveva avuta già una prima gloriosa. Cioè, come Dio lo generò in purezza verginale, così Maria lo generò in verginità. (Massimo di Torino, Sermo 4, n. 844)

Da Maria, colui che è salvezza degli erranti
Vieni, dunque, e cerca la tua pecora, non per mezzo di servi e mercenari ma da te stesso. Accoglimi con quella carne che cadde in Adamo. Accoglimi non da Sara, ma da Maria; che sia vergine illibata, vergine illibata per grazia da ogni macchia di peccato. Portami su quella croce, che è salvezza degli erranti sulla quale soltanto trovano riposo gli affaticati, per la quale soltanto vivranno coloro che muoiono. (Ambrogio, In psal. 118, 22. 30)

In Gesù e Maria la vera bellezza
Veramente tu e tua Madre siete i soli belli in ogni parte. In te, infatti, Signore, non c`è macchia, e nessuna macchia è nella madre tua. (Efrem, Carmina Nisibena, 27, 8)

Maria rifugio di salvezza
Benedetta Madre di Dio, aprici la porta della tua benevolenza. Non resti delusa la nostra fiducia, che spera in te; liberaci dalle nostre avversità. Sei tu la salvezza del genere umano.
E` così grande il numero dei miei peccati, o Madre di Dio! Ricorro a te, o immacolata, in cerca di salvezza. Consola l`anima mia desolata e chiedi a tuo Figlio, nostro Dio, che mi conceda il perdono dei miei peccati, o sola immacolata, sola benedetta!
Ripongo in te tutta la mia speranza, o madre della luce; accoglimi sotto la tua protezione. (Cosma il Melode, Carmen pro magna feria quinta, n. 1899)

G come grazia: vedi Maria
Dici grazia e pensi Maria. Grazia è l’amore gratuito, fedele e irrevocabile di Dio. La verità fontale, la realtà assolutamente originale, primordiale e originante non è il peccato originale. È la grazia: il Padre ci salva generando il Figlio per noi e includendo in questa generazione chiunque sia in comunione con il Figlio, a cominciare dalla Madre. Maria è santificata dal primo istante del suo concepimento proprio perché intimamente associata al Figlio; la sua innocenza originale si spiega con questa immediata vicinanza a lui: con Cristo e come Cristo, ella discende fisicamente dal vecchio Adamo, ma appartiene a un’epoca precedente il primo peccato del mondo. È “più giovane del peccato, più giovane della razza da cui è venuta. Il vecchio mondo anteriore alla grazia, l’ha cullata a lungo sul suo cuore – per secoli e secoli – nell’attesa oscura, incomprensibile di una virgo genitrix … Per secoli e secoli ha protetto con le sue vecchie mani cariche di delitti, le mani pesanti, la ragazzina meravigliosa di cui non conosceva neppure il nome. Una ragazzina, questa regina degli angeli! E tale è rimasta, non dimenticarlo …”: così si esprimeva un vecchio parroco con il curado di campagna, di G. Bernanos.
“Tutto è grazia”: sono le ultime parole del diario dello stesso giovane curato. Tutto è grazia, cioè niente è dovuto. Tutto è dono gratuito di Dio: il suo amore non si può acquistare; non si può conquistare il suo favore. Ma questa non è né la nostra condanna inesorabile né la nostra irrimediabile sfortuna; è piuttosto il nostro vero guadagno e il nostro incalcolabile merito: “tutto dipende non dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che usa misericordia” (Denz 9,16). “Tale è la misericordia di Dio verso gli uomini – afferma il concilio di Trento – da considerare meriti nostri quelli che sono in realtà doni suoi” (Denz 1548). Ci è chiesto solo di accogliere e di ringraziare; e, secondo l’ottica evangelica, niente è più attivo dell’accogliere, niente più concreto del ringraziare. Il merito vero del cristiano consiste nel ricevere: “Che cosa mai possiedi che tu non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come non l’avessi ricevuto?” (1Cor 4,7).
Questo è il messaggio dell’Immacolata: l’angelo la proclama “piena di grazia”, cioè “graziata”, salvata dall’istante zero della sua esistenza, e perciò “graziosa”, ricolmata dell’amore divino. E Maria acconsente alla grazia e vi si abbandona: “Eccomi, si faccia in me quello che hai detto”, risponde a Gabriele. Non dice: “io faccio o io debbo fare o io voglio fare secondo la tua parola”, ma: “si faccia in me”: nessun doverismo in lei, nessun volontarismo …. “E la Parola si è fatta carne” nel suo grembo. La storia di Myriam di Nazareth ci dice che l’essere viene prima del fare, e che ciò che più conta è lasciarsi fare per essere veramente come Dio ci vuole. Maria è ricettiva, ma non passiva: come a livello fisico si lascia fecondare dalla potenza dello Spirito Santo ma poi dona carne e sangue al corpo del Figlio di Dio che si va formando in lei, così a livello spirituale accoglie la grazia e vi corrisponde con la fede. Per questo dicono i Padri della Chiesa che la Vergine “ha concepito prima nel cuore che nel grembo”.
La conseguenza che s’impone è una sola: la gratuità. Se abbiamo ricevuto gratuitamente, gratuitamente siamo chiamati a dare (cf. Mt 10,8): come Maria, che subito dopo aver accolto il messaggio dell’angelo, va a condividere la grazia dell’inattesa fecondità con la parente Elisabetta. Perché se tutto ci è stato donato, tutto dev’essere ridonato. Davvero non possediamo se non ciò che diamo. Se ti è stato fatto il dono è perché tu diventi dono, ricordando che non si è dato nulla finché non si è donato tutto. Se la mia esistenza si è lasciata trasfigurare dalla grazia del Signore, non potrò trattenere per me la luce che viene dal suo volto, ma la lascerò passare perché illumini gli altri. “Guardate a lui, sarete raggianti”. Maria ha tenuto costantemente lo sguardo fisso sul Figlio e il suo volto è diventato “la faccia che a Cristo più si somiglia” (Dante). (ABC della fede, F.Lambiasi, pp 31-34)

Cari fratelli e sorelle!
Oggi il nostro appuntamento per la preghiera dell’Angelus acquista una luce speciale, nel contesto della solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. Nella Liturgia di questa festa viene proclamato il Vangelo dell’Annunciazione (Lc 1,26-38), che contiene appunto il dialogo tra l’angelo Gabriele e la Vergine. “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” – dice il messaggero di Dio, e in questo modo rivela l’identità più profonda di Maria, il “nome”, per così dire, con cui Dio stesso la conosce: “piena di grazia”. Questa espressione, che ci è tanto familiare fin dall’infanzia perché la pronunciamo ogni volta che recitiamo l’“Ave Maria”, ci offre la spiegazione del mistero che oggi celebriamo. Infatti Maria, fin dal momento in cui fu concepita dai suoi genitori, è stata oggetto di una singolare predilezione da parte di Dio, il quale, nel suo disegno eterno, l’ha prescelta per essere madre del suo Figlio fatto uomo e, di conseguenza, preservata dal peccato originale. Perciò l’Angelo si rivolge a lei con questo nome, che implicitamente significa: “da sempre ricolma dell’amore di Dio”, della sua grazia.
Il mistero dell’Immacolata Concezione è fonte di luce interiore, di speranza e di conforto. In mezzo alle prove della vita e specialmente alle contraddizioni che l’uomo sperimenta dentro di sé e intorno a sé, Maria, Madre di Cristo, ci dice che la Grazia è più grande del peccato, che la misericordia di Dio è più potente del male e sa trasformarlo in bene. Purtroppo ogni giorno noi facciamo esperienza del male, che si manifesta in molti modi nelle relazioni e negli avvenimenti, ma che ha la sua radice nel cuore dell’uomo, un cuore ferito, malato, e incapace di guarirsi da solo. La Sacra Scrittura ci rivela che all’origine di ogni male c’è la disobbedienza alla volontà di Dio, e che la morte ha preso dominio perché la libertà umana ha ceduto alla tentazione del Maligno. Ma Dio non viene meno al suo disegno d’amore e di vita: attraverso un lungo e paziente cammino di riconciliazione ha preparato l’alleanza nuova ed eterna, sigillata nel sangue del suo Figlio, che per offrire se stesso in espiazione è “nato da donna” (Gal 4,4). Questa donna, la Vergine Maria, ha beneficiato in anticipo della morte redentrice del suo Figlio e fin dal concepimento è stata preservata dal contagio della colpa. Perciò, con il suo cuore immacolato, Lei ci dice: affidatevi a Gesù, Lui vi salva.
Cari amici, oggi pomeriggio rinnoverò il tradizionale omaggio alla Vergine Immacolata, presso il monumento a lei dedicato in Piazza di Spagna. Con questo atto di devozione mi faccio interprete dell’amore dei fedeli di Roma e del mondo intero per la Madre che Cristo ci ha donato. Alla sua intercessione affido le necessità più urgenti della Chiesa e del mondo. Ella ci aiuti soprattutto ad avere fede in Dio, a credere nella sua Parola, a rigettare sempre il male e a scegliere il bene. (Papa Benedetto XVI, 8 dicembre 2010)

Fonte:http://www.figliedellachiesa.org/