MACHETTA Domenico SDB,"Immànu-el: Dio-con-noi.

18 dicembre 2016 | 4a Domenica - Avvento A | Omelia

4ª - Domenica d'Avvento A

Domenica tutta incentrata sul tema dell'Emmanuele. 
Immànu-el: Dio-con-noi.
Abbiamo due pagine fondamentali: Is 7,10-14 e Mt 1,18-24
Domenica tipicamente mariana (i nostri occhi sono puntati sul grembo di Maria), ma è giusto e
doveroso, soprattutto nell'anno di Matteo, far emergere anche la figura di Giuseppe.

1ª LETTURA: Is 7,10-14

Dobbiamo subito dire una parola sulla guerra chiamata siro-efraimita.
734 a.C.: La Siria (aramei), per non essere travolta dal-l'Assiria, sua confinante, cerca di farsi alleata Samaria (Israele-Efraim, il regno del Nord).
Siria e Israele cercano di trascinare nella coalizione anche Giuda (il regno del Sud).
A Gerusalemme ci sono due partiti: uno favorevole alla coalizione anti-assira, l'altro filo-assiro. Acaz, re di Giuda, dopo alcuni tentennamenti, si piazza in quest'ultimo, convinto della superiorità dell'Assiria. Per Damasco e Samaria allora non resta che neutralizzare Giuda, prima di attaccare l'Assiria, governata allora da Tiglat-Pilezer III.
Le armate alleate marciano dunque su Gerusalemme. Acaz è preso dalla "fifa". Mentre sta perlustrando la zona dove fervono i lavori di difesa, anche per proteggere la piscina superiore per il rifornimento idrico in caso di assedio, si vede comparire davanti nientemeno che il profeta Isaia accanto al suo figlio Shearjashûb (che significa "Un resto tornerà").
La parola che il profeta dice al re è molto chiara:

"Calma, non temere!
Fidati del Signore.
Non cercare alleanze,
attaccati a lui".

Per Isaia, le grandi potenze sono strumenti nelle mani di Dio. "Ma se non crederete... (v. 9)". Ci sono le radicali del verbo di Isaia: 'M N (alef, mem, nun), il verbo della fede da cui viene la parola AMEN. Indica fiducia piena, appoggiarsi su qualcosa di roccioso, incollarsi come l'edera. Isaia, per spingerlo a credere, gli propone di chiedere un segno al Signore. L'incredulità di Acaz si camuffa di religiosità: "Non voglio tentare il Signore".
Allora qui Isaia alza la voce: "Ascoltate, casa di Davide!". E predice ciò che avverrà. Sì, Damasco e Samaria saranno allontanati da Tiglat-Pilezer III, ma Giuda che confida nel grande fiume (l'Eufrate), rifiutando le acque di Siloe che scorrono in silenzio (8,6), si assorbirà l'irruzione delle grandi acque nelle quali ha confidato: saprà cosa significa servire l'Assiria. Comunque, dice Isaia, Dio tira dritto nel suo progetto di amore. Ciò che vuol fare lo farà, nonostante gli uomini.
Isaia è sicuro di una cosa: che Dio è fedele alle sue promesse. Il profeta conosce la profezia di Giacobbe morente (Gn 49): "Non sarà tolto lo scettro da Giuda...", e dice: Una ragazza (almàh) si sposerà e diventerà madre. Ci sarà un figlio secondo il cuore di Dio. Pensa forse a un figlio di Acaz, Ezechia. Parole comunque che vanno al di là della comprensione del profeta. Almàh indica solamente una giovane che poi si sposerà e diventerà madre, strumento nelle mani di Dio, perché Dio vuole essere presente nel suo popolo: il figlio si chiamerà Emmanuele (Dio-connoi).
È comunque interessante che la Settanta traduca almàh con parthe&hibar;nos (vergine)!
E la tradizione cristiana, partendo da Mt 1,23 vedrà in questo figlio della Vergine, Gesù, l'Emmanuele. Il sensus plenior di quella profezia lo scopriamo a fatti compiuti.

VANGELO: Mt 1,18-24

È il Vangelo di Giuseppe. Chiamandolo "giusto" l'evangelista dice tutto. "Giusto" è colui cha si lascia coinvolgere nei piani della salvezza. La "giustizia" è la volontà del Padre.
Giuseppe ha "fame e sete della giustizia". Dio gli parla attraverso il sogno. Il sogno di cui si parla qui suppone uno stato interiore di piena accoglienza, di prontezza, di consegna, di obbedienza, un cuore in posizione di attacco. Tutto per lui diventa mediazione di Dio. Giuseppe - per così dire - vede angeli dappertutto...! Dopo il sogno, non indugia, si alza e, senza fare domande, esegue. Anche senza capire. Questo è fondamentale!
È importante parlare di lui nell'Avvento, nel misterodel Natale. Lo abbiamo lasciato troppo nell'ombra. È una figura di primo piano, tutta da scoprire.
Il testo fondamentale di Matteo mette in luce questo ruolo di Giuseppe. Purtroppo questo testo non è stato sempre capito bene, perché si partiva dal presupposto che Giuseppe non sapesse niente di ciò che stava capitando in Maria, come se tra loro non ci fosse dialogo. Non è l'angelo che gli rivela il segreto. Qual è il tormento di Giuseppe? In questo mistero in cui è entrato lo Spirito Santo, lui come deve comportarsi? Decide di ritirarsi. Dopo un lungo dramma interiore, l'angelo mette fine al suo tormento: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Sebbene quello che è generato in lei venga dallo Spirito Santo, tuttavia (de in greco) essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù". Imporre il nome è funzione del padre.
Giuseppe sarà padre davidico del Messia.
È il personaggio "tipo" del Vangelo di Matteo, come Maria è il personaggio "tipo" del Vangelo di Luca. Matteo introduce il tema della "giustizia", che Giuseppe impara nell'ascolto dell'angelo. La frase che lo caratterizza è: "Alzatosi, fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore". Senza capire, esegue in silenzio. Quello che Giuseppe è, lo è per Dio solo, e Dio gli ha affidato i suoi tesori più cari: Maria e Gesù.

Quarta domenica d'Avvento:
tutto è pronto per il Natale.
Avviamoci senza indugio verso Betlemme,
dove sappiamo di essere attesi!

Da: Domenico MACHETTA
Fonte:  www.donbosco-torino.it

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