Padre Paolo Berti, “...i pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino”


Solennità di Maria SS. Madre di Dio 
Lc.2,16-21 
“...i pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino”
Omelia   
E' ben giusto che il primo giorno dell'anno cominci con la solennità di Maria, Madre di Dio. Il Verbo eterno della gloria ha voluto nascere da una donna, pur potendo comparire in mezzo a noi con un corpo unicamente fatto dall'onnipotenza della sua parola: "Nato da donna, nato sotto la legge" ci dice san Paolo. Il che vuol dire che ha voluto in tutto vivere la nostra esperienza di uomini e che ha voluto essere l'obbediente del Padre nel cammino di un popolo che era stato costituito in vista di lui, in ragione di lui e che lui avrebbe portato a salvezza liberandolo dai peccati e questo non solo per quel popolo, ma per tutto il genere umano. 
"Nato da donna"; chi può negare la realtà dell'umanità di Cristo? Egli ha assunto una carne come la nostra, discendente da quella di Adamo come la nostra tranne il grande portento dell'azione dello Spirito Santo, per cui il concepimento di Cristo non conobbe uomo. 
Madre di Dio è riconosciuta Maria e se anche questo titolo non piace ad alcuni, è assolutamente veritiero; infatti, in Cristo ci sono due nature, quella umana e quella divina, nell'unità di una sola Persona, quella della seconda Persona della santissima Trinità. Ne consegue che in Cristo vi è un'unità singolare, che in nulla nasce da una mescolanza delle due nature. Proprio per questo Maria è detta Madre di Dio. L'errore di Nestorio fu quello di pensare a due persone in Cristo: quella di uomo e quella di Dio, ma errò perché in Cristo vi è una sola Persona, per cui la natura umana di Cristo ha come persona, la Persona divina. Mistero questo, ma non assurdità! E noi lo crediamo, sulla scorta dei Vangeli e del Magistero della Chiesa. 
Si legge nel vangelo di Luca (1,35): "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra". Queste parole sull'ombra della potenza dell'Altissimo sono ricche di echi biblici che vanno considerati. Sulle acque primordiali, si legge nel libro della Genesi (1,2), aleggiava lo Spirito di Dio. Noi di solito ricorriamo all'immagine di un uccello che aleggia sulle acque e in questo ci appoggiamo alla colomba che compare nel Battesimo di Gesù nel Giordano; ma non dobbiamo proprio pensare direttamente ad una figura alata, poiché l'espressione vuol dire che lo Spirito di Dio sovrastava le acque con la sua sovrana potenza, per produrre opere sempre più perfette. Dio, di opera in opera, giunse all'uomo, ma l'uomo, opera perfetta, non è l'assolutamente perfetto. L'assolutamente perfetto la potenza di Dio l'ha compiuto nell'incarnazione del Verbo della gloria nel grembo verginale e immacolato di Maria. 
L'ombra di cui parla il testo lucano richiama l'ombra della nube sulla tenda del convegno (Nm 9,15) dove sull'arca c'era "la presenza di Dio"; ma l'ombra nel testo di Luca non è però più originata da una nube, che fu figura dello Spirito Santo, essa è un'ombra non generata da qualcosa di corporalmente simbolico, ma rappresenta l'azione di Dio, ovvero dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo, che investe Maria per dare una natura umana al Verbo, compie l'opera suprema di Dio. La perfezione della perfezione è l'Uomo-Dio, nel quale gli uomini diventano figli di Dio. Figli di Adamo secondo la carne, figli di Dio per l'unione con l'Uomo-Dio, il Cristo, il Figlio di Dio. Lo Spirito Santo, per volere eterno del Padre, a cui da sempre ha corrisposto il sì del Verbo, "scese" su Maria con la sua potenza creatrice - comune a tutta la Trinità -, per produrre l'umanità assunta dal Verbo. Quell'umanità ebbe carne da Maria, sangue da Maria, cosicché veramente Cristo è Figlio di Maria, ma va innanzitutto affermato che quell'umanità venne dalla onnipotenza di Dio. 
Ma ecco, grazie al sì di Maria, contemporaneamente all'incarnazione, si ebbe che il suo cuore venne unito dallo Spirito Santo, in un incendio d'amore, al Verbo incarnato; e lo Spirito Santo innalzò quel cuore unito al Verbo incarnato al Padre, all'Altissimo, che si può dire, per l'incarnazione, "sposo di Maria", come avanzava il Card Bérulle (1575-1629). Questa unione di Maria col Verbo incarnato è la ragione precipua dell'azione dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo che diede essere all'incarnazione centrò Maria nel Verbo incarnato aprendola alla lode, alla gratitudine verso il Padre. Il Montfort (1673-1716) ci dà questa luce nel suo "Trattato sulla vera devozione a Maria", che lo Spirito Santo non producendo, per così dire, nel seno della Trinità altra persona, ebbe il compito di dare essere all'incarnazione del Verbo nel grembo di Maria. 
Ma, amici, vediamo l'immensa distanza che c'è tra la descrizione evangelica e quanto dice il Corano. Nel Corano Maria è un semplice strumento, il suo sì non conta, non è atteso; Maria è un essere passivo che non gode di libertà di scelta e perciò non gode della gioia dell'amare, perchè l'amore vuole la libertà di scelta dell'Amato. E Maria non è un puro luogo biologico; una volontà che non esiste; una libertà soppressa. No, Maria è stata interpellata; tutto il cielo ha atteso il suo libero sì. E quel sì è stato umile, responsabile, grato: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". Dio non ha chiesto a Maria l'annullamento della sua libertà, ma il suo esercizio perché le ha chiesto di credergli e di amarlo. "E beata colei che ha creduto", esclamerà santa Elisabetta. 
In questo primo giorno dell'anno guardiamo dunque all'opera suprema di Dio; quell'opera suprema che ci sarebbe stata anche se l'uomo non avesse peccato, ma che è diventata opera di infinita perfezione per quella morte salvifica che l'Uomo-Dio ha subito e accettato e amato per la nostra salvezza. 
Anche le tenebre in questi giorni guardano a Maria, la guardano per oscurala agli occhi degli uomini affinché non ne siano illuminati e non abbiano dal "frutto del suo grembo" salvezza. 
Cosa dicono le tenebre? Dicono che Gesù non è il Figlio di Dio, che perciò fu solo un uomo concepito da Giuseppe. Cosa dicono le tenebre? Che la maternità divina deriva dall'accoglienza dei miti dell'ellenismo. I miti ellenistici proprio niente hanno in comune col Vangelo; sono concepimenti in cui l'atto viene fantasticheggiato, assurdizzato in un "meraviglioso" che mai lascia la materialità. Cose confutate e riconfutate da libri e libri, ma che in questi giorni in vari siti internet vengono rilanciate con una cocciutaggine che raggiunge l'incredibile. Ma, niente paura, Giovanni ci dice che sebbene le tenebre non vogliono accogliere la luce (Gv 1,5), pure, loro malgrado, la fanno risplendere meglio. Così è. Le tenebre producono fermenti di morte, di orrore, di crudeltà, di odio. Il Vangelo produce amore. Il sì di Maria, esempio perfetto di ogni sì dell'uomo a Dio, produsse nei secoli pace, luce, salvezza, civiltà, e ancora produrrà tutto ciò. 
Ma cosa dicono le tenebre? Per loro val bene il detto che "tutto fa brodo" e così non perdiamoci a cercare nelle tenebre una logica, un senso. Ma tanto più il "tutto fa brodo" si accanisce con estrema cocciutaggine, tanto più nelle tenebre brilla la luce, è ben visibile la luce, come dice Giovanni nel suo prologo (1,5). 
Meditiamo, amici, nel nostro cuore la Parola come fece Maria, e la Parola ci nutrirà e ci difenderà da ogni menzogna. 
E ora è ben giusto che si dia una benedizione. I sacerdoti dell'antico testamento, abbiamo ascoltato nella prima lettura, benedivano con una formula bellissima. Per noi è ancora più bella. Veramente il Padre ha fatto brillare il suo volto su di noi inviando il Figlio. E fa brillare il suo volto quando lo accogliamo diventando suoi figli. Egli ci concede la pace e noi sappiamo che la pace l'abbiamo nel Figlio, che è il Principe della pace. "Porranno il mio nome sugli Israeliti" si legge, ma noi benedicendo ravviviamo quel nome che Dio con la sua grazia ha posto nei nostri cuori, quel nome nuovo di cui parla l'Apocalisse (2,17) e che lo possiede colui che vince le tenebre rimanendo nella Luce. Amen. Ti saluto, piena di grazia, Vergine Maria. 

Fonte:http://www.perfettaletizia.it/

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