PANEQUOTIDIANO, Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace ,perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza»

La Liturgia di Giovedi 29 Dicembre 2016  VANGELO (Lc 2,22-35) Commento:Chanoine Dr. Daniel MEYNEN (Saint Aubain, Namur, Belgio)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e
Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Parola del Signore
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace (...), perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza»
Chanoine Dr. Daniel MEYNEN 
(Saint Aubain, Namur, Belgio)
Oggi, 29 dicembre, festeggiamo il santo Re Davide; ma la Chiesa vuole onorare tutta la famiglia di Davide e, specialmente, il più illustre di tutti loro, Gesù, il Figlio di Dio, Figlio di Davide! Oggi, in questo eterno “oggi” del Figlio di Dio, l’Antica Alleanza del tempo del Re Davide, si realizza e si compie in tutta la sua pienezza. Dunque, come narra il Vangelo di oggi, il Bambino Gesù viene presentato nel Tempio dai Suoi genitori, nell’osservanza dell’antica Legge: «Quando furono compiuti i giorni della purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il Bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore come è scritto nella legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» (Lc 2,22-23).

Oggi si eclissa la vecchia profezia, per cedere il passo alla nuova: Colui che il Re Davide aveva annunciato all’intonare i suoi salmi messianici, è entrato finalmente nel Tempio di Dio! Oggi è il grande giorno in cui quello che San Luca denomina `Simeone´, presto abbandonerà questo mondo di oscurità per entrare nella visione della Luce eterna: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli» (Lc 2,29-32).

Anche noi, che siamo il Santuario di Dio, nel quale abita il suo Spirito (cf. 1Cor 3,16), dobbiamo stare attenti a ricevere Gesù nel nostro interiore. Se oggi abbiamo la fortuna di ricevere Gesù nell’Eucaristia, chiediamo a Maria, la Madre di Dio, che interceda per noi presso il Figlio: che muoia l’uomo vecchio e che il nuovo uomo (cf.Col 3,10) nasca in tutto il nostro essere, perché possiamo trasformarci nei nuovi profeti, coloro che annuncino al mondo intero la presenza di Dio tre volte santo, Padre, Figlio e Spirito Santo!

Come Simeone, siamo profeti della morte dell’ “uomo vecchio”! Come disse il Papa , Giovanni Paolo II, «la pienezza dello Spirito di Dio viene accompagnata (...) innanzitutto dalla disponibilità interiore che proviene dalla fede. Da questo, l’anziano Simeone, uomo giusto e pietoso, ebbe l’intuizione nel momento della presentazione di Gesù nel Tempio».

don Luciano Sanvito
"Lumen gentium"

NELLA LITURGIA AVVIENE QUELLO CHE E' AVVENUTO A SIMEONE
Anche noi oggi possiamo "vedere la salvezza preparata per tutti i popoli".
La luce della fede illumina chi cerca nell'attesa il Signore nella propria vita.
L'attesa si fa presenza viva quando il lume della sapienza, dono dello Spirito Santo, opera nel cuore, nell'anima e nella mente di chi crede.
Come Simeone, vecchio ma giovane nello Spirito, la Chiesa è chiamata a vedere anche nel segno della "spada" che trafigge l'anima a Maria il momento della contraddizione del Vangelo.
La luce delle genti non è soleare, una insolazione da spiaggia dei turisti, ma avviene nel raggio di luce che trafigge il cuore per poterlo purificare dalle tenebre e dall'ombra della morte.
Risultati immagini per il simeone del vangeloLa purezza di Maria - non bisognosa di tale purificazione -contiene da sempre questa spada del dolore, dall'inizio alla fine della sua esperienza terrena.Ma questa è la garanzia della contraddizione evangelica, e duinque ne è anche la garanzia dell'efficacia piena e completa...QUEL VECCHIETTO DA' LO STILE DELLA GIOVINEZZA SPIRITUALE