#PANEQUOTIDIANO«Che cosa siete andati a vedere nel deserto?»

La Liturgia di Giovedi 15 Dicembre 2016  VANGELO (Lc 7,24-30) Commento:Rev. D. Carles ELÍAS i Cao (Barcelona, Spagna)
Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle:

«Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro».
Parola del Signore
«Che cosa siete andati a vedere nel deserto?»
Rev. D. Carles ELÍAS i Cao 
(Barcelona, Spagna)
Oggi, per tre volte Gesù ci chiede: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto?»; «E allora, che cosa siete andati a vedere?»; «Allora, che cosa siete andati a vedere?» (Lc 7,24.25.26).

Oggi sembra come se Gesù volesse liberarci dall’affanno della curiosità sterile, la sufficienza dei farisei e dei maestri della Legge che disprezzavano il piano di Dio per loro, rifiutando la chiamata di Giovanni (cf. Lc 7,30). “La conoscenza di Dio”, sola, non ci salva; bisogna conoscerlo, amarlo e seguirlo; è necessaria una risposta dall’interno; una risposta sincera, umile e grata.

«Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni» (Lc 7,29): adesso viene la salvezza. Come San Giovanni Crisostomo predicò, adesso viene non il momento di essere esaminati, ma il tempo del perdono. Il momento è oggi e adesso, Dio è vicino, sempre più vicino a noi perché è buono, perché è giusto e ci conosce a fondo, e per questo è così pieno d’amore che perdona; perché attende ogni sera il ritorno a casa dei suoi figli per abbracciarli.

Ci regala il Suo perdono e la Sua presenza; rompe ogni distanza con noi; chiama alla nostra porta. Umile e paziente, adesso chiama al tuo cuore: nel tuo proprio deserto, nella tua solitudine, nel tuo fallimento, nella tua incapacità... in tutto questo vuole che tu veda il Suo amore.

Dobbiamo uscire dalle nostre comodità e lussi per affrontare e confrontarci con la realtà così com’è: distratti dal consumo e dall’egoismo, abbiamo dimenticato cosa attende Dio da noi. Desidera il nostro amore, ci vuole per Lui. Ci vuole veramente poveri e semplici, per poter darci la notizia di quel che, nonostante tutto, attendiamo ancora: Sono con te, non avere paura, abbi fiducia!

Addentrando in noi stessi, diciamo adesso con voce calma: “Signore, Tu che sai come sono e mi accetti così come sono, apri il mio cuore alla Tua presenza; voglio accettare il Tuo amore, voglio accoglierti adesso che vieni, nel silenzio e nella pace”.

La voce della Liturgia
«Il Cristo fu annunziato da tutti i profeti, la Vergine Madre l'attese e lo portò in grembo con ineffabile amore, Giovanni proclamò la sua venuta e lo indicò presente nel mondo. Lo stesso Signore, che ci invita a preparare il suo Natale, ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode»
Dal prefazio proprio dell'Avvento

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