#PANEQUOTIDIANO,«(Giovanni) era una lampada che arde e risplende»

La Liturgia di Giovedi 15 Dicembre 2016 VANGELO (Lc 7,24-30) Commento:Rev. D. Rafel FELIPE i Freije (Girona, Spagna)
Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle:

«Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro».
Parola del Signore
«(Giovanni) era una lampada che arde e risplende»
Rev. D. Rafel FELIPE i Freije 
(Girona, Spagna)
Oggi, noi cristiani dobbiamo imparare molto da Giovanni Battista. Gesù lo paragona con il fuoco che brucia e dà luce: «Giovanni era la lampada che arde e risplende» (Gv 5,35). La sua missione, come la nostra, fù quella di preparare il cammino del Maestro: spianare i cuori perchè solo Cristo emerga, annunciare che la vita piena è possibile, se seguiamo Gesù Cristo con fedeltà. Giovanni è la voce che invoca nel deserto: «preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!» (Mt 3,3). Il figlio di Dio viene alla terra per riposare nei nostri cuori. —Però... nel mio cuore comanda la mia libertà, ed Egli mi chiede “permesso” per entrare lì: per questo, bisogna “spianare” la difficile rotta che appunta verso il cuore umano. «che il nostro pensiero sia pronto per il ritorno di Cristo con una preparazione non inferiore a quella che faremo se Egli ancora dovesse venire al mondo» (San Carlo Borromeo).

Oggi ci si chiede di imparare da Giovanni. Non è facile. La rinuncia, il sacrificio, il compromesso, la verita... non sono di moda attualmente. Quanti sono quelli che agiscono solo per il denaro, per il piacere, per la comodità, per la bugia...? bisogna mantenere il cuore pulito e disoccupato di cose innecessarie. Altrimenti li non potrà trovare lo spazio nè Gesù, nè le altre persone.

Però il Vangelo è cammino di vita di felicità. Solo la verità ci puo rendere liberi, anche se questo possa comportare la persecuzione o la morte. Giovanni Battista lo aveva già intuito però accetta perchè questa è la sua missione. Il suo battesimo era liberatorio e le sue parole —invitando alla conversione— il cammino per arrivare.

Gesù trova il cammino spianato, preparato, maturo per la penitenza del Battista, le sue opere sono la testimonianza che Egli è l’inviato. Incontra già i cuori pentiti e umilliati grazie alla testimonianza di Giovanni. Per egli, il Maestro non trova altro che parole di elogio.

Magari, fossero parole identiche per ognuno di noi. Soprattutto, se siamo stati capaci di indicare il Maestro, presentandolo e allo stesso tempo, scomparendo noi stessi.

La voce del Precursore

«Lui (il Cristo) deve crescere; io, invece, diminuire»
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Gv 3, 30









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