Bruno FERRERO sdb, "Come e' fatto Dio?"

8 gennaio 2017 | Battesimo di Gesù - A | Omelia
Come e' fatto Dio?
Poco dopo la nascita di suo fratello, la piccola Sachi cominciò a chiedere ai genitori di lasciarla sola
con il neonato. Si preoccuparono che, come quasi tutti i bambini di quattro anni, potesse sentirsi gelosa e volesse picchiarlo o scuoterlo, per cui dissero di no. Ma Sachi non mostrava segni di gelosia. Trattava il bambino con gentilezza e le sue richieste di essere lasciata sola con lui si fecero più pressanti. I genitori decisero di consentirglielo. Esultante, Sachi andò nella camera del bambino e chiuse la porta, ma rimase una fessura aperta, abbastanza da consentire ai curiosi genitori di spiare e ascoltare.
Videro la piccola Sachi andare tranquillamente dal fratellino, mettere il viso accanto al suo e dire con calma: "Bambino, dimmi come è fatto Dio. Comincio a dimenticarmelo".

Ci sono tante cose che crescendo dimentichiamo. Anche Dio. Eppure, per quasi tutti noi, la vita è incominciata nel segno di Dio. La festa del Battesimo di Gesù che celebriamo in questa domenica intende proprio risvegliare la nostra memoria, quasi a dirci: "Quello che è accaduto a Gesù è accaduto a te!"
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento".
La storia inizia con il compiacimento del Padre nel Figlio. Lo "squarcio" nel cielo raccontato dall'evangelista ci consente di vedere uno spicchio della vita intima di Dio. Nel cuore della vita di Dio c'è il compiacimento reciproco, del Padre nel Figlio e del Figlio nel Padre. Questo compiacimento è lo Spirito Santo.

Meister Eckhart, un domenicano tedesco del XIV secolo, dice: "Il Padre sorride al Figlio e il Figlio sorride al Padre, e il sorriso porta piacere e il piacere porta gioia e la gioia porta amore". Il Vangelo è la storia del modo in cui viaggiamo verso la nostra casa con quella gioia, la stessa gioia della Trinità.

Il Padre fa una dichiarazione d'amore per il Figlio. Questo è il Battesimo di Gesù e questo è il nostro Battesimo. È una gioia profonda, come testimonia un ragazzo di 17 anni: "Sono stato veramente contento ieri sera: per la prima volta sono uscito con mio padre. Mi ha presentato agli amici ed ha detto di me che ero un bravo figliolo".
Eppure quanti battezzati dimenticano ben presto questa voce. Mentre il nostro Dio è una madre che non si dimentica di nessun figlio. Dice per bocca di Isaia: "Può una donna dimenticare il suo bambino o non amare più il piccolo che ha concepito? Anche se ci fosse una tale donna, io non ti dimenticherò mai".

Noi troppo spesso ci dimentichiamo di Dio, ma Dio non si dimentica di noi. È questo il segreto del nostro battesimo: il ricordo di un incontro, come una piccola sorgente che è sbocciata in noi e che chiede di fluire liberamente e diventare vita. Come ci ha detto San Paolo:

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo…

Possiamo lasciare che la sorgente inondi la nostra esistenza, perché è magnifico sentirsi "figli prediletti di Dio" come Gesù, nello Spirito Santo. Accettare di vivere consapevolmente il proprio battesimo significa semplicemente essere cristiani. Significa vivere in modo "speciale".
Il Cristianesimo in effetti si presenta con una possente originalità. Non come una delle tante scelte possibili al "supermarket" delle religioni.

E' un modo unico di concepire la bellezza, la grandezza, il grado di valore assoluto della vita. La vita è il grande dono di Dio Creatore, valore fondamentale che esige perciò rispetto assoluto in sé e negli altri.
E' l'incontro con un Amico che porta un'idea di Dio sconvolgente e si fa garante della verità. Gesù non è semplicemente un campione d'umanità vissuto in un'epoca storica. E' vivente e operante, oggi.
Rompe il guscio di un'esistenza destinata alla morte e apre un orizzonte impensabile. Il primo dono della fede è quello di una speranza radicale che illumina tutta l'esistenza.
Fornisce un'identità forte, un sistema di valori coerente. L'ambiente in cui vivono molti ragazzi oggi è disgregante. La fede consolida, indica punti di riferimento, orienta l'essere umano. Mostra la linea di distinzione tra bene e male. E tutto senza mai ledere in nulla la libertà dell'individuo, a cui viene lasciata la decisione finale. In modo misterioso ma reale.

Assegna una missione. La vita diventa una chiamata per un compito, non un caso o una combinazione di cromosomi. La vita è responsabilità.
Prospetta una meta infinitamente esaltante. "Ama il prossimo tuo come te stesso". L'amore è l'essenza di Dio, il tessuto e la legge dell'esistenza.

Dà un senso alla vita quotidiana anche alla sofferenza, alle perdite, allo scacco, alle lacrime.
Inserisce in una comunità che sostiene, perdona, accoglie, incoraggia, conserva la Parola stessa di Dio.
E' benedizione. Vivere sentendosi "benedetti" è forza e sicurezza, anche nei momenti più bui.

E' sentire in ogni momento : "Sei un figlio amato e voluto da Dio Onnipotente disposto a tutto perché tu non vada perduto".

Si sente dire che diminuiscono i battesimi dei bambini. Non ha alcun senso privare i figli di un dono come questo. I genitori hanno anche questo magnifico potere di grazia. E come il dono della vita viene da Dio attraverso i genitori, così la fede viene da Dio attraverso i genitori e la Chiesa.

Nella festa del Battesimo di Gesù, possiamo anche noi inviare un amorevole e riconoscente ricordo a coloro che hanno voluto che la nostra vita cominciasse nel sorriso di Dio.

Don Bruno FERRERO sdb
Fonte:http://www.donbosco-torino.it/

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