LUCA DESSERAFINO,Una luce si è levata… Ed essi subito, lo seguirono.

22 gennaio 2017 | 3a Domenica - T. Ordinario A | Omelia
Una luce si è levata… 
Ed essi subito, lo seguirono.
La liturgia ci propone in questa III domenica del Tempo Ordinario, delle letture che portano ancora in sé un'eco natalizia.


La prima lettura, infatti, ci ricorda l'attesa nella speranza di quella luce che illumina coloro che vagano nelle tenebre. Tutto il brano è rivestito di questo sentimento gioioso, infatti, tutte le similitudini sono tratte da quei momenti umani in cui la gioia è molto visibile. Lo scopo di questa potente luce che irrompe nell'esistere buio dell'umanità è per la liberazione dalla schiavitù del peccato e della morte; una schiavitù che soggioga la libertà umana, ma non la sconfigge.

Questa luce di cui la prima lettura ci narra, che è paragonabile al sorgere del sole, si riveste di significato compiuto allorquando poniamo la nostra attenzione sul Vangelo proposto in questo giorno. Esso, infatti, ci presenta il Sole, Gesù, Colui il quale, come abbiamo ascoltato dalla testimonianza del Battista la scorsa domenica, è l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e ristabilisce il giusto ordine della realtà secondo il piano voluto dal Padre stesso.

E Gesù, ci dice il Vangelo, va proprio in quel luogo preciso, in quella terra a cui le profezie di Isaia si riferivano; "nel territorio di Zabulon e di Neftali, perché si adempisse ciò che era stato detto".
E qui, da questo luogo Gesù comincia la Sua missione, inizia a predicare la conversione perché il regno dei cieli (cioè le promesse di Dio, che Egli aveva fatto al popolo eletto, stanno per essere adempiute, il tempo delle tenebre sta per essere riempito dalla Luce) è prossimo.

In questa cornice narrativa, l'evangelista Matteo pone anche la chiamata dei primi discepoli. Da subito Gesù chiama e si serve di collaboratori, di uomini che insieme a Lui annuncino e siano testimoni di quel Regno tanto atteso dalla sua gente e dalle genti tutte. Gesù passa, vede e chiama. Egli sta facendo il suo "lavoro" (predicare) e mentre cammina per la sua strada vede due uomini, due fratelli: Simone, chiamato Pietro e Andrea che pure loro stanno svolgendo con dovere il loro lavoro di pescatori. Ma ora Gesù, durante la sua predicazione si rivolge a loro e gli propone di unirsi a Lui per "diventare pescatori di uomini".

"Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono". Questa stringata proposizione del Vangelo ci fa comprendere quale sia il modo di chiamare gli uomini al loro compito, alla loro vocazione che Dio Padre usa, perché ce lo mostra l'agire di Gesù. Di fronte al bene promettente di Gesù (Gesù è il Regno di Dio, colui nel quale si attua la nuova creazione e la redenzione) questi due uomini (potremmo annotare: due pescatori, due uomini di "mondo", sicuramente non altolocati, non dotti, forse anche incapaci di fare ciò cui Gesù richiede loro) acconsentono, si fidano della promessa che è davanti a loro in tutta la sua realtà e concretezza e si lasciano "prendere" nel cammino di Gesù.

Così succede anche ad ogni credente che si affida al senso promettente che nella realtà si offre e si lascia illuminare da quell'Amore che da sempre il Padre offre ad ognuno e che il Figlio mediante lo Spirito l'ha reso disponibile e accessibile.

Questa è la dinamica della vocazione cristiana, scoprirci figli amati di un Amore unico e personale, e a corrispondervi in tutti i livelli del nostro agire e in tutte le relazioni che determinano la nostra vita, imparando ad affidarci a Gesù, che nulla toglie ma che ci rende sicuro il passaggio a quel Regno di amore e giustizia che tutti ci attende, nel tempo e nell'eternità.

Diacono Luca DESSERAFINO sdb

Post più popolari