p. José María CASTILLO, "VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO"

V TEMPO ORDINARIO – 5 febbraio 2017 - Commento al Vangelo
VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO
di p. José María CASTILLO
Mt 5,13-16
[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:]
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A
null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
1. Mediante queste metafore che appaiono nel sermone della montagna, Gesù utilizza due espressioni che vogliono dire quanto segue: i discepoli, cioè i cristiani, sono la luce del mondo quando fanno brillare le loro opere, come il sale è sale solo quando serve per salare (U. Luz). In questo modo, utilizzando le metafore del sale e della luce, il testo di questo vangelo fa risaltare il finale: Gesù vuole sottolineare che i suoi discepoli debbono vivere ed agire in maniera tale che tutto il mondo veda le loro opere buone; e che queste opere buone siano tali che chi vede come vivono e quello che fanno i discepoli di Gesù, per questo stesso motivo si senta motivato a dare gloria a Dio. Cioè, la vita dei discepoli deve essere tale che la gente, quando li vede, per questo e solo per questo pensi che esista Dio. E che questo Dio meriti di essere creduto e lodato.
2. Le metafore utilizzate da Gesù solo eloquenti e semplici. Gesù parlava in maniera tale che chiunque poteva comprenderlo. Il sale e la luce sono necessari per la vita. E perché la vita abbia sapore. L’insipidezza e l’oscurità sono ovviamente due espressioni di una vita triste, sgradevole, forse insopportabile. Ebbene, Gesù vuole dire che il suo progetto include il fatto che la vita sia piacevole, in maniera tale che possiamo goderne, sentirci a nostro agio, godere del sapore e del colore delle cose e della convivenza con le persone.
3. Il Vangelo, quindi, non è un messaggio di rinunce e di pene. E men che mai è un invito a trascorrere una vita sgradevole e senza gli stimoli che Dio stesso ha messo in questo mondo ed in quest’esistenza. Ma l’aspetto più importante di questo vangelo sta nel fatto che il positivo ed il bello della vita non saranno dati a noi, ma dobbiamo darli noi agli altri. Non mediante sermoni, comandamenti, ordini, proibizioni e minacce. Gesù non vuole nulla di questo. Gesù vuole che viviamo in questo modo e che il nostro comportamento sia di tale natura che la gente, quando ci vede, si senta meglio, si senta felice e si senta desiderosa di avere fede in Dio. Ma, come è logico, questo si realizza solo basandosi su due cose fondamentali: 1) una grande umanità, 2) una profonda spiritualità. Ecco le due fonti dell’energia che dà vita. E vita felice ed abbondante.

Fonte:http://www.ildialogo.org/