p. José María CASTILLO"SIAMO VENUTI DALL'ORIENTE PER ADORARE IL RE"

EPIFANIA – 6 gennaio 2017 - Commento al Vangelo
SIAMO VENUTI DALL'ORIENTE PER ADORARE IL RE
di p. José María CASTILLO
Mt 2, 1-12
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a
Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.
Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Il racconto dei Magi, venuti da popoli lontani per adorare Gesù, non è un racconto storico. È una leggenda che esprime quello che la Chiesa celebra in questo giorno: l’Epifania del Signore a tutte le genti della terra. Gesù non è patrimonio del Cristianesimo o della Chiesa. Gesù è patrimonio dell’umanità. È anche di coloro che non lo conoscono. E di coloro che non credono in lui. Gesù è un bene universale, che supera le frontiere ed i credo di tutte le religioni. Perché il cristianesimo non è una religione. Il cristianesimo è un “progetto di vita”: il progetto dell’onestà, della rettitudine, del cuore buono, della solidarietà. Ossia, tutto quello che ci unisce tutti e ci rende uguali a tutti. Questo dà senso per questa vita. E dà speranza di un’altra vita senza fine.
Senza dubbio, questo racconto dei Magi non ha valore storico. Ma ci interessa come parabola della vita. Qui infatti sono evidenti varie cose di enorme importanza: 1) La frequente crudeltà del potere politico quando è assoluto e si sente minacciato. 2) La collaborazione che tante volte presta il potere religioso al potere dominante, sicuramente perché entrambi hanno interessi che sono loro comuni. 3) L’utilizzazione dei libri religiosi fatta dai sacerdoti e dai loro teologi (in questo caso, la Bibbia) per servire gli interessi del potere politico ed economico. 4) L’accanimento dei potenti con i deboli, come Erode si è accanito senza pietà con Maria, Giuseppe ed il Bambino. 5) In generale, quelli che appaiono come i “deboli” hanno più capacità di pazienza e di resistenza dei “forti”, come Gesù ed i suoi genitori, per sopportare di più e meglio di Erode. 6) Il potere è cinico, bugiardo ed mente su tutto quello che gli interessa, come Erode ha mentito ai Magi. 7) Alcuni strani “stranieri” (i Magi) con Gesù sono stati più generosi dei poteri politici e religiosi del suo popolo.
È importante saper percepire come tutto questo continui a capitare nell’attualità. Ed a partire da quanto detto, costruire il nostro “progetto di vita”.

Fonte:http://www.ildialogo.org/

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