Clarisse Sant'Agata, LectioDivina"Nel cuore della Legge"

VI Domenica del Tempo Ordinario-AAntifona
d'Ingresso
Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva, perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome.

Colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero
custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per Cristo, nostro Signore.
Prima Lettura
Sir 15, 16-21 (NV) [gr. 15, 15-20]
Dal libro del Siracide.
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli
ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli uomini stanno la vita e
la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza del
Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi sono su coloro che lo temono, egli conosce
ogni opera degli uomini. A nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di
peccare.
Salmo
Salmo 118 (119)
Beato chi cammina nella legge del Signore.
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.
Seconda Lettura
1 Cor 2, 6-10
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo
mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della
sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la
nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l'ha conosciuta; se l'avessero conosciuta, non
avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: "Quelle cose che occhio non vide, né
orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano". Ma a
noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le
profondità di Dio.
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.
Vangelo
Mt 5, 17-37
Dal vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i
Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non
siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto
sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare
altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà
considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli
scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non
ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il
proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere
sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu
presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il
tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non
ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non
uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: "Non
commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso
adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via
da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato
nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene
infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu
pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia
la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una
ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma
adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché
è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la
città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o
nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno".
Sulle Offerte
Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la
ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.
Comunione
Hanno mangiato e si sono saziati e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio, la loro brama non è stata
delusa.
Dopo la Comunione
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fa' che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la
vera vita. Per Cristo nostro Signore.
Nel cuore della Legge
La liturgia di questa domenica ci conduce dentro la novità dello sguardo di Gesù non solo sull’uomo,
come abbiamo letto nelle beatitudini, ma anche sulla legge alla quale non si oppone,ma la
reinterpreta svelandocene il senso più profondo.
“Avete inteso che fu detto…Ma io vi dico”Nell’antitesi tra la prima parte della frase e la seconda nel testo
originale non c’è tanto un “ma” e si potrebbe più correttamente tradurre “ avete inteso che fu
detto…quanto a me io vi dico”. Gesù non contesta il precetto in quanto tale, ma una certa
interpretazione del precetto che ritiene tradire la legge stessa.
Gesù propone una categoria nuova che per i cristiani diventa il modo con cui loro si rapportano a
Gesù e all’antica alleanza ed è la categoria del compimento. Gesù non è venuto ad eliminare, ma a
compiere. Innanzi tutto questo compimento indica un portare a pienezza di conoscenza:non viene a
dire qualche cosa di nuovo, ma ad illustrare fino in fondo il significato di quel precetto. Poi
probabilmente in questo compiere di Gesù c’è anche un secondo elemento e cioè che Gesù è venuto
materialmente a fare quello che c’è scritto nell’antico testamento. Non dimentichiamo quante volte
Matteo ci dirà che Gesù fece una cosa o un'altra “perché si adempisse ciò che era stato detto dai
profeti”. Gesù viene a portare, a compiere nel senso di farci capire fino in fondo il senso della
scrittura e nello stesso tempo viene a farlo, in quanto uomo nuovo, prima di noi e insieme a noi.
“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”
Che senso ha quello che dice Gesù? Come si può misurare la giustizia? Gesù dice che si può misurare
la giustizia e questa è la vera novità, il problema non è la norma, ma che quella norma la si può vivere
in modo diverso, più o meno giusto. C’è una giustizia da scribi e farisei che conosciamo molto bene e
c’è un “di più” che siamo chiamati ad imparare e che ci consente di entrare nel regno dei cieli, che ci
consente di vivere la dimensione del regno dei cieli qui. Questo di più che mi fa vivere ora la realtà
del regno anche se ci compromette molto di più e prima che cambiare la realtà cambia il nostro modo
di vederla e viverla. Per farci capire meglio quello che sta dicendo, Gesù, da bravo rabbi, ci prende per
mano e ci fa degli esempi concreti, ci mostra come si può leggere il precetto partendo dal cuore di
esso.
“Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido",
dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu
presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono
davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” Innanzi tutto
secondo le parole di Gesù ci sono tanti modi per uccidere l’altro. Il fratello lo si può uccidere anche
disprezzandolo, anche dicendogli pazzo perché lo pongo fuori dalle relazioni, fuori dal mio orizzonte,
e anche questo significa uccidere. L’uccisione non è solo quella che facciamo con le nostre mani, ma
anche quella che facciamo nel cuore, che facciamo con lo sguardo o la parola. Uccidere la relazione
con il fratello significa anche uccidere la relazione con Dio ecco perché non si può fare l’offerta a Lui
se non è restaurata l’unità. Gesù qui è tremendo perché non dice “se tu ti ricordi di avere qualche
cosa contro tuo fratello”, ma “se ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te”. Gesù con questo
linguaggio molto forte vuol dire che il rapporto con il comandamento è un rapporto totalizzante: non
esiste Dio e poi a parte i fratelli, perché tutti i comandamenti hanno come scopo la comunione. Non
a caso quando Gesù ci lascia un comandamento preciso non ci cita tutti i 613 precetti ebraici, ma ci
ricorda che il comandamento è uno solo ed eppure abbraccia ogni atto e ogni momento della vita
“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso.
Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti". (Mt 22,37-40).
Il primo elemento del “di più” quindi, è proprio il fatto che lo spazio del comandamento è
totalizzante e tocca in primo luogo la rete delle relazioni umane.
“Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.” Anche qui
le parole di Gesù ci appaiono dure e forse esagerate, ma Gesù ci vuole portare a capire come il
comandamento ha una profondità. Non basta non fare una cosa, il problema parte già dal fatto se io
la desidero o meno, il problema è lavorare sul mio uomo interiore e non solo su quello esteriore. Al
comandamento non interessano degli uomini perfetti esteriormente, ma interessano degli uomini che
sono liberi interiormente, capaci di amore e libertà nel profondo e non solo nei gesti. Il secondo
punto è scendere alla radice dei nostri atteggiamenti nel nostro osservare il comandamento.
“Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie,
eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.”
E anche qui il problema non è quello della parola, di un testo, di una frase del comandamento, ma
dobbiamo chiederci perché il Signore ha dato quel comandamento, quale è l’origine, il desiderio
primario di colui che ha dato tutta la legge. Anche qui siamo chiamati da Gesù ad andare dal
frammento della Scrittura al desiderio del Legislatore che è dietro a tutta la Scrittura, l’intenzione di
Dio e non solo la parola a cui si può rischiare di aggrapparsi come fondamentalisti applicando quel
pezzettino, quella disposizione. La scrittura non è un codice, ma un universo dietro al quale c’è una
Persona con una logica con dei sentimenti, con un modo di pensare e sognare la vita dell’uomo.
I comandamenti sono i segni essenziali di un atteggiamento interiore totale che deve coinvolgere le
scelte quotidiane. Non si è chiamati ad essere giusti solo in alcuni atti estremi, ma siamo sempre e
totalmente chiamati all’amore del prossimo, rispettandolo, in una piena donazione, consacrati alla
verità e alla giustizia secondo Dio, anche nelle piccole cose.
Preghiamo
Dio nostro Padre,
resta con noi durante il giorno che incomincia,
affinché pensiamo, parliamo e agiamo
secondo la tua volontà:
come fai splendere il sole sul mondo,
illumina la nostra intelligenza con la luce del tuo Spirito,
affinché camminiamo nella via della giustizia.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
(preghiera dei giorni- monastero di Bose)

Fonte:http://www.clarissesantagata.it/