don Giacomo Falco Brini " Non ti dimenticherò mai"


Non ti dimenticherò mai
don Giacomo Falco Brini  
VIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (26/02/2017)
Vangelo: Mt 6,24-34 
"A ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà", diceva due domeniche fa il libro del Siracide nella prima
lettura della liturgia. Nel vangelo di oggi Gesù ci spiega perché. L'uomo è un essere bisognoso di ricevere e dare amore. L'amore che parte dal suo cuore, alla lunga, gli darà piacere in quello che ama. Ma, nello stesso tempo, gli farà sentire disprezzo verso ciò che gli si oppone. Perciò avviene che, a un certo punto della vita, ci si renderà conto che non si possono amare due realtà incompatibili tra loro come Dio e le ricchezze di questo mondo. L'apostolo Giacomo ce lo annota nella sua lettera: non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito di Dio che abita in noi? (Gc 4,4-5) In altre parole: Dio pazienta con noi, ma non possiamo tenere a lungo un piede nel regno di satana e un altro nel regno di Dio. Affrettiamoci dunque a conoscere l'amore personale del Signore per noi e non rimarremo delusi! Perché il denaro e ogni altra ricchezza di questo mondo, al contrario, non mantengono quello che promettono: ti illudono di farti felice, di darti pace e sicurezza. E invece tristezza, un cuore schiavo della paura e sempre agitato, la propria disumanizzazione e infine la possibile perdizione, sono i frutti amarissimi di chi accumula tesori per sé e non arricchisce davanti a Dio (Lc 12,21). Ricordate la parabola dell'uomo ricco e del povero Lazzaro? (Lc 16,19-31)
Come sempre, Gesù va alla radice del problema del cuore umano e chiede ai propri discepoli di imparare a vivere fidandoci di Lui. Non preoccupatevi, è il ritornello che sentiamo ripetutamente nel vangelo di oggi: in nove versetti ricorre per ben sei volte.
L'invito del Signore è quello di fondare la propria vita sulla scoperta continua del suo amore che oggi, nella prima lettura, ci assicura : si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se ce ne fossero, io invece non ti dimenticherò mai (Is 49,15). Questo per me è uno dei nomi di Dio più belli nella Scrittura: IO NON TI DIMENTICHERO' MAI. L'amore umano, (persino quello della mamma!..), può sempre tradire. Ma l'amore di Dio giammai tradisce! E se qualche volta satana ti insinuasse più di un dubbio su quanto ci dice la Bibbia, allora vai davanti a un Crocifisso, fai un bel sospiro, cerca di creare dentro di te un po' di silenzio e trattieni i tuoi occhi su quell'uomo inchiodato alla Croce: quella è la parola irreversibile di Dio per te e per me! Oppure, fa quello che dice oggi Gesù nel vangelo per farci uscire dalla insidiosa spirale delle umane preoccupazioni. Guarda gli uccelli del cielo, i gigli del campo...e io aggiungo: guarda anche le formiche per terra e i pesci nel mare, osserva gli alberi che ti circondano, le stelle che illuminano un cielo notturno...Siamo circondati da una creazione che ci parla dell'amore di Dio per noi. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le sue creature (Sal 145,9). La creazione e la Bibbia sono due libri che contengono lo stesso messaggio d'amore di Dio per l'uomo. Il Signore Gesù ci pianta una domanda nel cuore: non valete forse più di loro?...non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Queste parole non spingono a un magico disimpegno solo perché abbiamo Dio che pensa a noi: l'uomo infatti deve lavorare per procurarsi cibo e vestito. Ma ci dice di credere che siamo al centro di un grande amore, che siamo l'opera più importante della sua creazione e di non fare del lavoro, del cibo e del vestito un assoluto; di non farne l'orizzonte ultimo della nostra esistenza.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta (Mt 6,33): questa è la sfida lanciata ai suoi discepoli. Sperimenta la provvidente cura di Dio nel cibo, nel vestito e in ogni altro nostro bisogno chi non antepone nulla alla giustizia del suo regno; chi invece gioca con Lui a nascondino, sarà più di una volta scettico nei suoi confronti. In quel "anzitutto" c'è il segreto dell'esperienza della premurosa bontà di Dio. Se nelle mie decisioni mi guida la ricerca continua del suo regno, scopro la paternità inesauribile di Dio: e il primo regalo che mi fa è sentire che non c'è una gioia e una ricchezza più grande di essere e vivere come figlio suo e fratello di ogni uomo. Allora, poco a poco, i pensieri e le azioni si assestano sulla lunghezza d'onda del pensare e dell'agire divino. Si sentirà sempre più il bisogno di condividere quello che si ha e quello che si è con chi soffre l'ingiustizia di una esistenza non umana, e crescerà sempre di più la propria disponibilità a costruire il regno.
Vorrei concludere con questo racconto edificante accaduto veramente negli USA nell'immediato secondo dopoguerra. Ci farà tanto bene ricordarlo quando davanti ai nostri occhi passerà un uomo che bussa alla porta di casa cercando una vita più umana come la tua e come la mia.
Un ragazzo cercava di pagarsi gli studi vendendo fazzolettini di carta e altri oggettini di poco valore bussando di porta in porta per le case. Un giorno, molto affamato, si accorse di avere in tasca solo pochi centesimi. Decise che avrebbe chiesto anche qualcosa da mangiare alla prossima casa dove avrebbe bussato. Tuttavia, si sentì mancare di coraggio quando ad aprire alla porta venne una graziosa giovane dai grandi occhi verdi. Così, invece del cibo, chiese solo un bicchiere d'acqua. La ragazza però si accorse della sua fame e invece di acqua gli portò un grosso bicchiere di latte. Il giovane la ringraziò calorosamente e poi chiese: «le devo qualcosa?» - «Non mi deve niente» gli rispose la ragazza. «Mia madre mi dice che non si deve niente per un atto di gentilezza». Lui replicò: «Allora grazie, grazie con tutto il mio cuore!». Appena Howard lasciò quella casa, non si sentiva meglio solo fisicamente, ma la sua fiducia in Dio e negli uomini era cresciuta molto. Era infatti sul punto di rinunciare e rassegnarsi a non studiare, ma quel piccolo gesto gli aveva ridato la forza e la volontà di continuare a lottare.
Molti anni dopo, quella stessa ragazza, ormai divenuta adulta, si ammalò gravemente. I medici locali non sapevano che fare. Alla fine la mandarono in una grande città dove c'erano degli specialisti in grado di curare quella malattia così rara. Il dottor Kelly, un luminare in materia, fu uno degli invitati per il consulto medico. Quando il professore udì il nome della città da cui proveniva la donna, una strana luce gli brillò negli occhi. Accorse immediatamente nel reparto e si fece indicare la camera dove era ricoverata l'ammalata. La riconobbe immediatamente, e non solo per gli occhi verdi. Subito dopo si avviò verso la stanza dove si teneva il consulto medico deciso a fare di tutto per salvare la vita della donna. Da quel momento dedicò tutto il tempo possibile a quel caso. Dopo una lunga e strenua lotta, la battaglia fu vinta. Durante la convalescienza in ospedale della donna il professor Kelly chiese all'ufficio amministrativo di passare a lui il conto finale delle spese mediche. Lo esaminò e poi scrisse alcune parole in un angolo del foglio. Il conto fu poi portato alla paziente. La donna esitò un poco ad aprirlo: era sicura che avrebbe dovuto impegnare tutto il resto della vita per pagare quel conto di certo salatissimo. Alla fine con cautela lo aprì, ma la sua attenzione fu subito attirata dalle parole scritte a mano su un lato del conto. C'era scritto: «Pagato totalmente, molti anni fa, con un bicchiere di latte». Firmato: dr. Howard Kelly.

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