don Luciano Cantini,"L'abbondanza della giustizia"

L'abbondanza della giustizia
don Luciano Cantini  
VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (12/02/2017)
Vangelo: Mt 5,17-37 
Pieno compimento
Sembra che al mondo, all'opinione pubblica, piacciano i "rottamatori" o i "picconatori" (personaggio
autorevole che esercita una critica demolitrice delle istituzioni di cui è parte - Dizionario Garzanti), a volte si sente il bisogno di "svecchiare", di "cambiare aria" e quando si presenta qualcuno con la voglia di abbattere ciò che sembra obsoleto è il benvenuto. Le soluzioni sono molteplici e antitetiche, ai tempi di Gesù c'era chi ha fatto rivoluzione ritirandosi nel deserto fondando una comunità di "puri" come gli Esseni, o gruppi pronti a dare battaglia con le armi come gli Zeloti. Gesù, che non possiamo definirlo un conservatore, compie la sua rivoluzione senza rottamare o picconare piuttosto dando pieno compimento.
Della Legge e dei Profeti "non si tocca neppure una virgola", lì è la Memoria dell'azione di Dio per e con il suo popolo, lì è contenuta ogni Promessa di Salvezza che va oltre i confini ristretti di un popolo. Se è vero che la Scrittura è opera umana è altrettanto vero che in essa si interseca e si intreccia in modo inscindibile l'Opera di Dio.
Gesù è venuto a riempire (Pleroun) la pienezza di quella Parola con il suo Spirito perché fosse evidente l'origine e la forza di quella Parola che in Lui è diventata Carne, cuore pulsante d'amore. Quella parola che è echeggiata di generazione in generazione nelle terre della Promessa e che ancora riecheggerà in ogni angolo della terra, nella pienezza dei tempi (Eb 9,26) assume la concretezza della storia e in Cristo diventa compimento d'Amor, perché Dio è Amore (1Gv 4,8).
La vostra giustizia
La parola giustizia, nella Scrittura, ha poco a che vedere col senso comune di giustizia degli uomini. La definizione classica tramandata dall'antichità greca e latina: è dare a ciascuno ciò che gli appartiene. Giustizia, in ebraico zadeck, vuol dire anche verità e amore misericordioso. La giustizia per realizzarsi completamente deve essere vera e piena di misericordia per questo la giustizia non basta a se stessa perché ha bisogno di amore.
La giustizia di Dio si manifesta nella difesa del suo popolo quando è vittima, nella misericordia quando sbaglia perché Dio è fedele alla Promessa: non ci tratta secondo i nostri peccati non ci ripaga secondo le nostre colpe (Sal 103,10). Della giustizia divina è impregnata tutta la creazione perché nella storia Dio ha impresso la sua volontà.
Parimenti la giustizia degli uomini non può ridursi alla farisaica fedeltà a precetti e norme, eppure è assurdo come l'umanità ancora oggi sia dedita a cavillare, disquisire, burocratizzare, formalizzare, normare. Basta guardare alle relazioni internazionali, alle discussioni politiche ma anche ai talk show che parlano di calcio. La giustizia che Dio desidera dall'uomo entra nella scia della creazione, costruisce la storia orientata verso il Regno, risponde alla vocazione all'unità, si esprime nella capacita di amare, sa usare misericordia.
Ma io vi dico
Sono sei le "antitesi" (ne abbiamo letto soltanto quattro) in cui Gesù non contrappone la sua alla Parola della Tradizione perché la seconda espressione ha la capacità di rivelare il senso contenuto già nella prima. Gesù assume l'antico comandamento biblico rifiutandone l'interpretazione riduttiva tipica di un certo atteggiamento (che ritroviamo nell'arco della storia fino ad oggi) mostrandone l'anima: chiede l'abbondanza della giustizia, una lettura della Tradizione profonda caricata di amore; Perché la lettera uccide, lo Spirito invece dà vita (2 Cor 3,6). La Parola del Vangelo ci chiede di aprire nuovi orizzonti, di proiettarsi lontano, vivere nella prospettiva della crescita, spalancare la Libertà, costruire un amore gratuito.

Fonte:http://www.qumran2.net