p. José María CASTILLO,"GESU’ DIGIUNA PER QUARANTA GIORNI NEL DESERTO ED È TENTATO"

I QUARESIMA – 5 marzo 2017 - Commento al Vangelo
GESU’ DIGIUNA PER QUARANTA GIORNI NEL DESERTO ED È TENTATO
di p. José María CASTILLO
Mt 4,1-11
Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato
quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
1. Il racconto delle tentazioni, che Gesù ha respinto nel deserto, non è un racconto storico. È una lezione magistrale presentata in forma di “teologia narrativa”. Chi meglio ha spiegato la portata di questo racconto geniale è stato Fëdor Dostoevskij (I fratelli Karamazov, libro V, cap. 5). Gesù improvvisamente ritorna al mondo e si presenta a Siviglia. E l’Inquisitore gli dice bruscamente: “Perché sei venuto a darci impaccio?”. La presenza di Gesù è inquietante, non solo scomoda, ma soprattutto enormemente preoccupante per la Chiesa. E l’Inquisitore spiega il perché: “Tu vuoi andare nel mondo, e ci vai con le mani vuote, con non so quale promessa di libertà, che quelli […] non possono neppur concepire, e ne hanno timore e spavento – giacché nulla mai fu per l’uomo e per la società umana più insopportabile della libertà!”. Qui ed in questo sta il segreto e la chiave della scontro tra il Vangelo e la Chiesa. Perché?
2. Perché a partire dal momento in cui il cristianesimo, mediante la Chiesa, si è organizzato più come “Religione” che come “Vangelo”, la Chiesa non ha avuto altra soluzione che passare per dove passano le religioni, che si ergono come “un sistema di ranghi, che implica dipendenza, sottomissione e subordinazione a superiori invisibili” (W. Burkert, H. Steible). Questa è la grande tentazione che Gesù ha superato ed alla quale si è piegata la Chiesa.
3. La Chiesa è saggia con saggezza umana. Per questo non solo ha mantenuto al margine le esigenze di Gesù, che rivendica. Non solo ha attenuato, trasformato e moderato il suo messaggio. In alcuni punti essenziali, ed in qualità di istituzione, la Chiesa ha frainteso completamente quello che Gesù ha detto e voluto (F. Lenoir). Adesso siamo troppo lontani dalla vita di quell’uomo buono, che è stato assassinato dalla religione. Tra la religione e Gesù, siamo in troppi ad aver preferito il modus vivendi, sopportabile e confortante, che ci impone la Chiesa. Per questo l’insegnamento fondamentale del vangelo delle tentazioni è così decisivo per la Chiesa intera e per ognuno di noi cristiani.

Fonte:http://www.ildialogo.org