don Luciano Cantini "Conoscere e conoscersi"

Conoscere e conoscersi
don Luciano Cantini
III Domenica di Quaresima (Anno A) (19/03/2017)
Vangelo: Gv 4,5-42
«Dammi da bere»
"Liscia, gassata o..." è stato per lungo tempo un tormentone pubblicitario che ha paragonato l'aspetto
esteriore, o il tipo di atteggiamento alla tipologia di acqua bevuta: naturale, addizionata a gas o effervescente naturale.
Era una battuta talmente efficace che ha condizionato a lungo tempo altre battute, prese in giro, e considerazioni di tutt'altro genere. Il gioco psicologico della battuta pubblicitaria applicava alla totalità della persona la tipologia dell'acqua bevuta. Comunque sempre di acqua in bottiglia si tratta. Acqua che viene da lontano, spesso pescata in pozzi artesiani di grande profondità, rinchiusa in bottiglia, ormai quasi sempre di plastica, trasportata, depositata da un magazzino a un supermercato prima di arrivare in casa e sulla tavola. La differenza è la forma, il colore della bottiglia e l'etichetta che attrae più o meno il consumatore. L'altra variabile alla richiesta di acqua da bere - lasciando perdere tutte le altre bibite - è la temperatura ambiente o di frigo.
Tutto questo per dire quanto siamo distanti dal tempo in cui per avere dell'acqua bisognava raggiungere un pozzo e avere con sé una brocca e una corda per raggiungere il fondo e accontentarsi dell'acqua che vi si trova. Bisogna immedesimarsi in questa situazione e in quella di tante popolazioni oggi che sono assetate dalla siccità, i cui pozzi sono più rari e inaccessibili. Pensiamo alla Somalia in cui sono a rischio milioni di persone e se non arriveranno le piogge, si rischia una carestia devastante.
Gesù chiede da bere, la sua semplice richiesta diventa occasione di dialogo, di approfondimento, di scoperta. Solo Gesù ha la brocca e la corda necessaria per raggiungere la profondità del pozzo nell'animo dell'uomo, per rivelarne il contenuto e trasformarlo in dono.
Se tu conoscessi
Conoscere e conoscersi è l'intrigo nascosto che il Vangelo di Giovanni ci propone attraverso il racconto di questa donna che da samaritana, donna per sei uomini, diventa annunciatrice di novità di vita. Gesù da giudeo, profeta, rabbì, diventa Messia. I discepoli preoccupati per il mangiare, intravedono nel fare la volontà del Padre, una fatica a cui subentrare e i campi che già biondeggiano per la mietitura.
Acqua viva
Per noi moderni non è immediata l'immagine interiore dell'acqua viva, il significato dell'acqua dalla roccia (Nm 20,8-11) nel mezzo di un deserto che arde, o una sorgente di acqua dolce sulla riva per navigati costretti a mesi ad accontentarsi di acqua stagnate nei barili.
Gesù ci provoca a farci dono per scoprire in noi stessi una sorgente inesauribile capace di dissetare l'«oltre» - per la vita eterna.
«Oltre» la quotidianità della vita, le nostre bassezze, le relazioni malate, le fatiche, le pesantezze, le visioni ristrette: alzate i vostri occhi è l'invito di Gesù ai discepoli che non riescono a vedere più in là della loro sete e della loro fame.
In lui
Lo strabiliante cammino che Gesù offre alla Samaritana, fa intravedere ai discepoli e chiede a tutti noi, un cammino che permette di conoscersi e di conoscere Lui, diventa "in noi" una sorgente incredibile, inaspettata.
Il popolo d'Israele attanagliato dalla sete non riesce a vedere l'acqua nascosta sotto la roccia e che Mosè fa scaturire con un colpo di bastone (Es 17,3-7); i discepoli presi dalle loro ansietà non vedono la prospettiva di una abbondante mietitura.
Il fatto è che cerchiamo altrove ciò che il Signore ha messo dentro di noi. Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell'uomo interiore abita la verità. (s. Agostino De vera rel. 39, 72) Troppo spesso accumuliamo desideri, preoccupazioni, sofferenze; pensiamo di soffocare i primi aggiungendo altri desideri, altri problemi, altri piaceri; lasciamo che la nostra mente e i nostri cuori siano occupati perennemente da altro, ci ingarbugliamo come i gatti con i gomitoli di lana senza trovarne il bandolo.
Impariamo da conoscere se stessi sapendo che soltanto in Dio siamo pienamente conosciuti, che in Cristo possiamo raggiungere la pienezza della nostra umanità.

Fonte:http://www.qumran2.net/