Movimento Apostolico"E fu trasfigurato davanti a loro"

E fu trasfigurato davanti a loro
Movimento Apostolico - rito romano  
II Domenica di Quaresima (Anno A) (12/03/2017)
Vangelo: Mt 17,1-9 
Mai, a nessuno prima di questo istante, è stata concessa una grazia così grande. Mosè chiese al
Signore di vedere la sua gloria e vide solo le spalle. Il volto non lo vide.
Disse il Signore a Mosè: «Anche quanto hai detto io farò, perché hai trovato grazia ai miei occhi e ti ho conosciuto per nome». Gli disse: «Mostrami la tua gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere» (Es 33,17-23).
Isaia nel tempio sente la presenza del Signore, vede degli Angeli, ma non vede il Signore. Il Dio invisibile ancora non ha mostrato il suo volto.
Nell'anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l'uno all'altro, dicendo: «Santo, santo, santo il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria». Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi: «Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti» (Is 6,15).
La visione più eccelsa è quella raccontata da Ezechiele. Lui però descrive il carro divino. Ma neanche lui vede il volto di Dio. Vede i segni della sua presenza.
Al di sopra delle teste degli esseri viventi era disteso una specie di firmamento, simile a un cristallo splendente, e sotto il firmamento erano le loro ali distese, l'una verso l'altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali. Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste. Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve qualcosa come una pietra di zaffìro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Da ciò che sembravano i suoi fianchi in su, mi apparve splendido come metallo incandescente e, dai suoi fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore simile a quello dell'arcobaleno fra le nubi in un giorno di pioggia. Così percepii in visione la gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava (Ez 1,22-28).
Pietro, Giovanni, Giacomo hanno una missione così alta da vivere domani nel mondo da richiedere la contemplazione della gloria eterna di Cristo mentre ancora è in vita.
Più grande è la missione e più alta è la rivelazione della gloria del Signore. San Paolo non fu confortato prima con la visione della luce e poi con il suo rapimento nel Cielo di Dio? San Giovanni non vede tutta la storia governata da Gesù Signore? Vi è qualcosa di più grande della sua Apocalisse? La storia della Chiesa non è tappezzata di visioni?
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri missionari di Gesù.
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