padre Gianmarco Paris,Commento Quinta Domenica di Quaresima - A

3 Aprile 2017
Quinta Domenica di Quaresima - A
(commento di p. Gianmarco Paris)
La Quaresima è un cammino, un tempo in cui siamo invitati a tornare all’essenziale, a quello che
conta nella nostra vita, e scoprire che ciò che più vale viene dal nostro incontro sempre nuovo con Dio. Mi sembra di poter tradurre così la “conversione”, alla quale ci invita la liturgia della Quaresima. Chi ha incontrato Gesù ha fatto questa esperienza, è stato aiutato ad andare al centro della sua vita. Anche noi ogni anno, preparandoci alla Pasqua, siamo chiamati a riscoprire Dio; questo incontro ci porterà subito a rivedere quello che facciamo con noi stessi e con gli altri. Leggendo con attenzione i Vangeli, vediamo che Gesù incontra la gente per le strade e nelle case. Solo in qualche occasione nelle sinagoghe o nel Tempio, ma anche in questi casi non fa gesti “religiosi”, ma gesti umani, come le guarigioni: e sono tutti incontri che cambiano la vita.
Oggi il Vangelo di Giovanni ci presenta l’incontro di Gesù con le sorelle che piangono il fratello morto e poi l’incontro con Lazzaro che Gesù chiama fuori dalla morte. Lo avevano avvisato che l’amico era malato. Gesù, che si trovava in una regione lontana, non si era messo in cammino subito. Ai discepoli aveva detto che quella malattia non era per la morte, ma per la gloria di Dio: che cosa potevano capire i discepoli da questa frase? Quando arriva a Betania, Gesù non entra subito nel villaggio: le sue sorelle gli vanno incontro, per accoglierlo e per esprimere il loro dolore. Mentre capiamo il  pianto di Marta e Maria e la compassione di Gesù per loro, ascoltiamo anche quello che egli dice a Marta: tuo fratello risusciterà, non solo nell’ultimo giorno, ma in questo giorno. Gesù, dopo essersi presentato come fonte di acqua viva alla Samaritana e come luce per il cieco, ora si presenta come la resurrezione e la vita e promette che chi crede in lui, pur passando per la morte, vivrà. Con la fede di Marta e Maria, una fede ancora fragile ma in cammino, seguiamo Gesù fino al sepolcro; lo sentiamo ringraziare il Padre perché lo ascolta. Poi lo sentiamo gridare verso il morto, ordinandogli di uscire. Ed eccolo, l’amico Lazzaro ritornato alla vita, nato una seconda volta, risuscitato.
Nel vangelo di Giovanni, come nel cammino di quaresima, siamo a una svolta: la risurrezione di Lazzaro è per l’evangelista l’ultimo segno compiuto da Gesù, quello che provoca la decisione della sua morte e anticipa il mistero della sua risurrezione. Nel cammino catecumenale della quaresima, dopo le tentazioni e la trasfigurazione, che manifestano l’umanità obbediente di Gesù e la sua divinità nascosta, dopo la samaritana e il cieco nato, che ci presentano i simboli battesimali dell’acqua e della luce, ecco ora il segno di Lazzaro, che ci presenta Gesù come risurrezione e vita, e ci introduce nella settimana santa. Chi crede in Gesù come Messia, Signore della vita, può attraversare la morte senza rimanerne prigioniero, può accompagnare Gesù nella sua passione, confidando come Lui nella potenza del Padre.
Crediamo nella risurrezione come destino del credente dopo la morte; ma la fede nella risurrezione riguarda anche la vita di ciascuno di noi ora, durante la nostra vita in questo mondo. Le prime due letture della liturgia di oggi ce lo confermano e ce lo spiegano. Ezechiele annuncia la risurrezione del popolo che stava in esilio, paragonando questa situazione alla morte e annunciando il ritorno alla terra della promessa. Paolo, scrivendo ai Romani, ci ricorda che chi vive secondo la carne è come morto, mentre chi vive sotto il potere delle Spirito possiede una fonte di vita che produce i suoi effetti di vita già da ora, portandoci a compiere le opere della luce, dando vita piena al nostro corpo, che è mortale a causa del peccato. Vincendo il peccato Gesù ha vinto la morte e ci ha aperto il cammino per la vita in pienezza, che inizia già in questo mondo e continua in Dio. Il nostro battesimo, che nella notte pasquale rinnoviamo, non è qualcosa di statico, di avvenuto una volta per sempre, ma è camminare ogni giorno in modo nuovo sulla strada che Gesù ci ha aperto, verso la vita piena di Dio.

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