#PANEQUOTIDIANO, «Fu trasfigurato davanti a loro»

La Liturgia di Domenica 12 Marzo 2017   VANGELO (Mt 17,1-9) Commento:Rev. D. Jaume GONZÁLEZ i Padrós (Barcelona, Spagna)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su
un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Parola del Signore

«Fu trasfigurato davanti a loro»
Rev. D. Jaume GONZÁLEZ i Padrós 
(Barcelona, Spagna)
Oggi, incamminati verso la Settimana Santa, la liturgia della Parola ci presenta la Trasfigurazione di Gesù Cristo. Sebbene nel nostro calendario c'è un giorno liturgico festivo riservato a quest’evento (il 6 agosto), adesso ci si invita a contemplare la stessa scena nella sua intima relazione con i successi della Passione, Morte e Risurrezione del Signore.

Infatti, si avvicinava la Passione per Gesù e, sei giorni prima di salire sul Tabor, lo annunciò molto chiaramente: aveva detto ai discepoli che Egli «doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno» (Mt 16,21).

I discepoli, però, non erano preparati a veder soffrire il loro Signore. Egli, che si era mostrato sempre compassionevole verso i derelitti, che aveva restituito la bianchezza alla pelle danneggiata dalla lebbra, che aveva restituito la luce agli occhi di tanti ciechi e riabilitate le membra di tanti invalidi, non era possibile che ora il Suo corpo venisse deformato da colpi e dalle flagellazioni. Ma, contutto ciò, Egli affermava, senza diminuzioni: «doveva soffrire molto». Incomprensibile! Impossibile!

Nonostante tutte le incomprensioni, Gesù sa, tuttavia, il perché è venuto a questo mondo Sa che ha assunto tutta la debolezza ed il dolore che pesa sull’umanità, per poterla divinizzare e, così, riscattarla dal circolo vizioso del peccato e della morte, in tal modo che questa -la morte- finalmente vinta, non continui a schiavizzare gli uomini, creati a immagine e somiglianza di Dio.

Perciò, la Trasfigurazione è una splendida immagine della nostra redenzione, dove la carne del Signore viene manifestata nell’esplosione della risurrezione. Così, se l’annuncio della Passione provocò angustia tra gli Apostoli, il fulgore della Sua divinità, li rassicura nella speranza ed anticipa loro il giubilo pasquale, sebbene ne Pietro, ne Santiago, ne Giovanni sappiano con precisione che cosa significhi l’espressione...`risuscitare tra i morti´(cf. Mt 17,9).Tempo verrà che lo capiranno!

Dalle parole di Papa Benedetto

«Secondo i sensi, la luce del sole è la più intensa che si conosca in natura, ma, secondo lo spirito, i discepoli videro, per un breve tempo, uno splendore ancora più intenso, quello della gloria divina di Gesù, che illumina tutta la storia della salvezza. San Massimo il Confessore afferma che "le vesti divenute bianche portavano il simbolo delle parole della Sacra Scrittura, che diventavano chiare e trasparenti e luminose" (Ambiguum 10: Patrologia Graeca 91, 1128 B).
[dall'Angelus del 20 marzo 2011]