Padre Paolo Berti“So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E' risorto...”

Domenica di Pasqua - Risurrezione del Signore (Liturgia della Veglia Pasquale)              
Mt.28,1-10 
“So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E' risorto...”
Cristo è risorto, è veramente risorto! Questo è l'esclamazione gioiosa della Chiesa.

Cristo è stato messo a morte, ha conosciuto la tomba, ma è risorto e ora vive in eterno.
C’erano solo le guardie davanti al sepolcro quando una folgore arcana, di fuoco bianco, scese dal cielo per ribaltare a terra la porta del sepolcro, mentre un terremoto scuoteva la terra a sottolineare che la sua presa, alleata della morte, era stata vinta.
La terra, dalla quale era stato tratto l’uomo e alla quale l’uomo ritorna perché segnato da un antico peccato, non poteva trattenere il corpo dell'Umo-Dio.
La narrazione dei vari evangelisti non è perfettamente concorde in alcuni dettagli; non meravigliamoci di questo, perché ciò è garanzia di autenticità storica. Le guardie, testimoni oculari, sono sconvolte e poi saranno pagate per non parlare, ma la corruzione delle guardie per un po' di denari trapelò ugualmente; cose del genere è difficile tenersele dentro per sempre. Le donne erano stordite e gli apostoli non si preoccuparono di interrogarle nei dettagli; l'evento era che Gesù era risorto. Così Matteo parla di un angelo che si siede sulla porta di pietra ribaltata. Luca parla di due angeli che appaiono alle donne. Marco parla di un angelo seduto all’interno del sepolcro. Ma il fatto è uno solo, ed è che la porta, sigillata dalle guardie, venne sbalzata dal suo posto, guardie presenti, e il Cristo risorto uscì dalla tomba e fu visto dalle donne e poi dai discepoli.
Nessun dubbio il Crocifisso morto, con morte controllata da un colpo di lancia al cuore e, ancora, dall’asfissia della tomba invasa dai profumi dell’imbalsamazione e, se non bastasse già, dalle bende impregnate di paste aromatiche, è risorto.
Tutto è sconvolto. La terra scossa dal terremoto e la porta del sepolcro, munita di sigilli, ma buttata lontano, dichiarano la loro impotenza. I soldati, impossibilitati a tutto perché dall’alto piombò una folgore senza precedenti, compiendo l'azione di aprire la tomba, erano sbalorditi e inerti. Le donne, che si trovarono di fronte ad un ribaltamento totale dei loro pensieri. Pensavano di andare alla tomba di un morto e si sentirono dire (Mt 28,6): “Non è qui. E’ risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era deposto”. Gli apostoli, che di fronte all’incontenibile annunzio della risurrezione da parte delle donne si ritrovarono a pensare di dover essere loro, semmai, i primi a vedere il Signore, erano i più spiazzati.
Cristo è risorto! E’ un annuncio di vittoria. Gli apostoli, le donne non hanno seguito un illuso, un sognatore, ma il Figlio di Dio, vincitore della morte e del peccato. Si dovevano rimproverare gli apostoli e gli altri di avere avuto momenti di stordimento, di pessimismo, di cedimento alla paura di fronte alla spietata determinazione del tempio, ma non avevano vissuto una storia da dimenticare, di cui vergognarsi, avevano vissuto con Cristo, il Figlio di Dio, ora risorto, imprendibile.
Risorto, non riportato semplicemente di nuovo a vita, ma glorioso di eterna vita. Non più in rapporto con la terra, non più segnato dai giorni, dalle ore, dai minuti, ma dominatore dello spazio e oltre i giorni e le ore della terra, poiché nel giorno eterno di Dio. L’Uomo-Dio ora risorto è piuttosto da riguardare come il Dio-Uomo che fa risplendere il suo essere divino.
Chi crede in Cristo, fratelli e sorelle, risorge da morte, dalla morte dello spirito, causata dalla colpa. Risorge al momento del Battesimo, e unito a Cristo non può più restare prigioniero delle cose della terra, ma, libero, viverle nella luce delle cose del cielo.
La forza del Risorto entrerà nei discepoli a Pentecoste e l’annuncio della Chiesa non potrà più essere fermato. “Nessuno può fermare la Chiesa”, ci ha detto Giovanni Paolo II; il che vuol dire che l’annuncio del Risorto non cesserà mai. La Chiesa potrà essere perseguitata, ma l’annuncio del Risorto nessuno lo può fermare. Anzi, i martiri annunciano la risurrezione proprio con la loro morte; una morte affrontata nella speranza della risurrezione, poiché se siamo in Cristo, siamo già risorti da morte nell’anima mediante la vita della grazia, e ciò è garanzia che dopo la morte del corpo, conosceremo la vita, la vita eterna, e poi anche la risurrezione del corpo, riunito alle nostre anime.
La risurrezione è la speranza e la forza dei martiri. Essi hanno creduto che non solo lasciavano la terra per il cielo, ma anche che avrebbero riavuto nell’ultimo giorno il corpo. Essi, mentre erano spogliati del corpo non dimenticavano che sarebbero stati sopravvestiti con un corpo immortale e glorioso nell’ultimo giorno; il loro corpo reso glorioso dall'azione dello Spirito della gloria (1Pt 4,14). Così dice san Paolo nella seconda lettera ai Corinzi (5,4): “In realtà quanti siamo in questa tenda sospiriamo come sotto un peso, perché non vogliamo essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita”.
Cristo, dice san Pietro, non è apparso “a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti”. Non è apparso a tutto il popolo, eppure appare in maniera potente (At 1,8; Ef 3,20; Col 1,11) attraverso i suoi testimoni, gli apostoli, i quali non solo dicono di averlo visto risorto ma in modo talmente evidente da aver mangiato e bevuto con lui.
“La vostra vita è nascosta con Cristo in Dio“, dice Paolo. “Nascosta” perché si attua nel mistero, ma che tuttavia si palesa nella testimonianza di ogni giorno (Mt 5,13s).
Cristo non è apparso a tutto il popolo perché ci fosse un’unione superiore ad ogni unione umana nel popolo, quella che è presente nel popolo rinnovato dalla grazia che è la Chiesa, dove ogni membro è testimone all’altro membro di un’unione abissale nel Cristo.
La comunione dei santi ha in sé la gioia della testimonianza reciproca per l’edificazione reciproca; e in tal modo la Chiesa rende testimonianza al mondo intero del Cristo Risorto. Cristo è risorto, fratelli e sorelle, è veramente risorto! Amen. Ave Maria. Vieni, Signore Gesù.

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