D. Gianni Mazzali SDB, "UNA VIA SICURA"

14 maggio 2017 | 5a Domenica di Pasqua - A | Omelia

UNA VIA SICURA

Ci si smarrisce oggi di fronte a tante sollecitazioni, a innumerevoli proposte, ad infinite soluzioni che
ci vengono presentate. E tutte queste vie, i percorsi innovativi, le continue proposte della scienza e del costume se ci esaltano da una parte, ci disorientano e ci rendono più ansiosi. Eccesso ed ansia che si coniugano con estrema efficacia quando per ore vaghiamo tra le innumerevoli offerte dei settori di un centro commerciale. L'oroscopo, lo psicologo, l'esperto, il giornalista accattivante, tutti ci propongono percorsi, ci segnalano pericoli, ci offrono ricette, ci mettono in guardia. Dov'è il vero? Qual è la strada giusta? Ci sono altri interessi di fronte a tante sollecitazioni suadenti? L'eccesso ti disorienta e ti opprime. L'animo nostro ha bisogno di essenzialità e di semplicità e su questo necessità essenziale si innesta oggi la Parola di Gesù che ci dice senza distinguo e senza forse "Io sono la via". Vale la pena di seguirlo per vivere in pienezza una vita vera che merita di essere vissuta.

LA VIA DEL SERVIZIO

E' certamente degno di nota quanto sottolinea la prima lettura e diventa un chiaro orientamento per il nostro cammino. Si parte da un problema: c'è una carenza di assistenza nei confronti delle donne vedove, soprattutto quelle che provengono dal paganesimo. La nuova comunità cristiana manifesta fin dalle origini una attenzione concreta nei confronti delle persone che ne fanno parte, ed in particolare verso le categorie più deboli che a quel tempo erano i bambini orfani e le vedove. Si percepisce anche il problema di una certa discriminazione tra le diverse provenienze dei convertiti. Il problema viene affrontato adottando un criterio saggio: la distinzione dei ruoli e delle funzioni. Il diaconato è frutto di un discernimento della comunità che concentra sugli Apostoli il servizio della Parola e della preghiera e affida ai diaconi la cura delle mense e dei bisognosi della comunità. Risalta fin dalle origini della comunità cristiana che la via di Dio incrocia la via dell'uomo come sottolinea la Gaudium et Spes: "Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore.(…) Perciò la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia".
Ed è egualmente chiaro che la via della salvezza è una via integrale ed integrata: il servizio di Dio richiama il servizio dell'uomo in situazione e viceversa.

PIETRE VIVE CON CRISTO

Continuiamo ad ascoltare Pietro con grande attenzione e simpatia. Soprattutto ci colpiscono la sua concretezza, la sua aderenza alla vita, il suo spirito incoraggiante. L'immagine che egli ci richiama è quella di un edificio, ancorato, come avveniva per gli edifici in pietra, alla pietra angolare: "quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo".
Nella visione di Pietro l'edificio spirituale, che si riferisce sia ai singoli che alla nuova comunità dei credenti, ha il suo fulcro, la sicurezza della sua stabilità in Gesù, "pietra d'angolo" dirà poi. In altre parole Pietro ci vuol dire che la via della crescita spirituale dei singoli cristiani e di tutta la comunità è il Cristo. L'apostolo non si perde in ragionamenti, non offre ricette sofisticate. "Tu puoi crescere come credente sia nel tuo amore verso Dio che nell'amore verso il prossimo, perché il tuo punto di forza, la tua energia proviene da Gesù. Con le tue sole forze, con la tua buona volontà non puoi andare molto lontano. Sei una pietra viva, appoggiato a Gesù. Anzi con Lui sei sacerdote, celebri la liturgia della vita, offri il sacrificio delle tue gioie e dei tuoi dolori, sei membro attivo di una comunità che celebra e vive nella luce di Dio".
Pietro, con grande consapevolezza, continua il suo dialogo con la nostra perdurante tentazione di autosufficienza, con la pretesa dell'uomo "diventato adulto" di basarsi solo sulla sua razionalità, sulle sue capacità e sulle sue conquiste: "la pietra che i costruttori hanno scartato". E' anche un monito a non perderci in noi stessi e "morire di noi stessi".

LE OPERE DI DIO

Se siamo in Gesù siamo nel Padre, viviamo nella pienezza di Dio e possiamo compiere le sue opere: "(…) chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre". La confusione, l'incapacità a districarci nel dedalo odierno di strade e di vie trovano una sintesi nella via di Dio, del Padre che è Gesù, il Figlio. Ammettiamo che ci si possa trovare in difficoltà, ci sentiamo, ancora una volta rappresentati da Tommaso che esprime a Gesù il suo disagio: "(…) come possiamo conoscere la via?". Se vogliamo raggiungere Dio, le sue opere, il suo amore, decidiamoci di ascoltare Gesù: "Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me".

"Fra la rivoluzione di Gesù
e quella di certi casinisti nostrani
c'è una bella differenza:
lui combatteva per una realtà integrale
piena di perdono,
altri combattevano e combattono
per imporre il loro potere."

(Fabrizio De André)
Don Gianni MAZZALI SDB
Fonte:http://www.donbosco-torino.it

Post popolari in questo blog

fr. Massimo Rossi Commento su Matteo 25,31-46 - "Cristo Re"