D. Severino GALLO sdb"GESÙ: VIA, VERITÀ E VITA - #FEDE



14 maggio 2017 | 5a Domenica di Pasqua - A | Omeli
GESÙ: VIA, VERITÀ E VITA - FEDE
Il brano evangelico di oggi è tolto dal lungo discorso di addio di Gesù dopo l'ultima Cena. Ogni frase,
ogni pensiero meriterebbe un commento a parte. Ma questo non è certamente possibile.
Gesù, con uno stile denso e a riprese, espone la sua riflessione o confidenza di addio ai suoi discepoli nell'ora suprema, prima della sua morte: è un autentico testamento spirituale.
Gesù fa ai discepoli le sue ultime raccomandazioni e cerca di tonificare il loro animo, la loro salute morale piuttosto gracile e debole, con buone iniezioni di coraggio, di fiducia e di energia: "Abbiate fede in Dio ed abbiate fede anche in me!".

Egli è sul punto di uscire visibilmente dalla scena di questo mondo, ma la sua fine, in veste di perdente, di sconfitto, non deve sgomentarli. Per lui la morte è l'inizio della vittoria: "Quando sarò innalzato da terra, trarrò tutto a me". Il Padre ha rimesso nelle sue mani il giudizio: "Il Padre non giudica alcuno, ma ogni giudizio ha dato al Figlio" (Gv. 5,22): a lui spetta assegnare i posti, e non soltanto nella vita futura, ma anche su questa terra le file della storia umana fanno capo a Lui.

Chi ha conosciuto e seguito Gesù, non deve spaventarsi davanti ai crolli che possono avvenire accanto alla propria persona. Chi costruisce sul saldo fondamento, che è Gesù, non fallirà mai nella vita.
Gesù infatti è via, verità e vita. Egli ha aperto un cammino con le sue parole, i suoi gesti, le sue scelte, e soprattutto con la sua morte e risurrezione. Questa è la strada da battere; avere la certezza che seguendo Lui non si sbaglia mai, perché Gesù non solo sta dalla parte della verità, ma Egli stesso è la Verità. Se mancano le forze per seguirLo, Egli è la Vita, quindi rifornimento di vita e di energia.

Egli è la perfetta immagine del Padre e vive insieme al Padre nel mistero trinitario: bisogna credere questo con fede schietta, pena la decadenza di tutto il resto del discorso. Per chi dubita della realtà divina di Gesù e del suo essere col Padre, l'affermazione: "Io sono Via, Verità e Vita" diventa un assurdo, una indebita presunzione, un falso in atto pubblico, un inqualificabile orgoglio.

A quanti Lo seguono, Gesù promette che potranno ripetere le sue opere meravigliose. Nella Chiesa primitiva, presso i Santi, queste opere non sono mancate; ma l'opera fondamentale è quella di chi nel mondo riproduce la vita stessa di Gesù con la propria vita.

1 - Gesù ci ha tracciato la via.

In mille cose noi abbiamo bisogno di una guida: abbiamo bisogno del maestro e del professore che ci guidi alla scoperta del vero; per attraversare le vie di una città sconosciuta, abbiamo bisogno di una pianta", di una guida della città per orientarci; non si scala una montagna pericolosa senza una guida che ci indichi i passaggi e i sentieri sicuri; le navi e gli aerei hanno il radar che segnala continuamente la loro posizione di rotta e gli eventuali ostacoli...
Anche la vita umana è un monte da scalare, un mare da solcare... Chi ci farà da guida? Naturalmente solo colui che ha superato vittoriosamente tutti gli ostacoli della vita e anche quello della morte. Questi è Gesù, morto e risorto e vivente tra noi e in noi. Egli perciò è la "Via": non giungiamo al Padre se non passando da Lui. Questo significa che anche noi dobbiamo "far pasqua": cioè passare da morte a vita.
Significa che dobbiamo imitare la Sua vita; mettere i nostri piedi sulle orme che Egli ha tracciate. Gesù è la "Via", appunto perché egli ha percorso per primo la strada che noi tutti dobbiamo percorrere.

2 - Gesù ci fa scoprire la verità.

Il grande umorista inglese G. Bernard Shaw, invitato una sera a cena, nel ricevere il saluto della padrona di casa, vide un quadro dietro le spalle di lei.
- Ma quello sono io! - pensò tra sé.
Aveva mai visto un suo ritratto così fedele, ma così crudelmente vero.
Racconta poi lo scrittore: - Mi avvicinai, e più mi avvicinavo, più il ritratto acquistava rassomiglianza; finché scopersi che mi stavo guardando in uno specchio!

Si può essere tentati di guardare a Gesù per scoprire qualche verità su di Lui, per saperne qualcosa di più; ma se Gesù è visto solo con l'occhio della curiosità, rimane impenetrabile, non dice molto; tutt'al più ci potrà apparire come un personaggio storico eccezionale, eroico; ma non è tutto e nemmeno il più importante.
Quando invece guardiamo a Lui come suoi amici e fratelli, allora è la nostra fisionomia spirituale che ci appare più nitida e vera.

Specchiamoci in Lui, Egli ci fa vedere le nostre rughe, i nostri difetti, le nostre imperfezioni. Egli è per noi lo specchio della verità: ci dice come siamo realmente. Non c'è trucco che valga di fronte a Lui. Il Suo occhio penetra la coscienza e ci scruta fino in fondo. Più ci avviciniamo a Lui, più scopriamo a fondo la verità di noi stessi. Ecco perché ha potuto dire di Sé: "Io sono la Verità".
Però non facciamoci illusioni. La verità che Gesù ci presenta è una verità crocifissa, non applaudita.
Una verità contro cui molti provano una voglia matta di scagliare sassi, non una verità trionfale.
Una verità che reca i segni dei chiodi, non una verità brillante, da salotto.

Chi vuol staccare questa verità dalla croce, diventa il commediante della verità, non il testimone.
La garanzia dell'autenticità, della validità delle nostre parole, è il "segno dei chiodi". Di fronte alle parole di Gesù, c'è una sola alternativa: O si abbraccia la sua verità crocifissa. O si raccattano i sassi" (ALESS. PRONZATO, Vangeli scomodi, p. 248).

3 - Gesù ci fa amare la vita

L'uomo deve ancora lottare contro tante malattie mortali, che menano strage in mezzo all'umanità. Che terribile lotta contro la morte, propria e altrui! La disperazione si impadronisce dell'uomo, quando si vede impotente a vincere la morte. Una vita senza la morte è sempre stato il sogno di tutti i tempi.
Ma finora solo un Uomo l'ha realizzato: Colui che dopo la morte è risorto! Ma era anche Dio: Gesù. Dopo questa risurrezione ogni uomo può credere e sperare che la vita avrà questo esito.

Gesù, vincendo la morte, ci fa amare la vita e ce la comunica. Per questo si definì: "Io sono la Vita".
"Chi vive e crede in me, non morrà in eterno". Gesù diventa per noi sorgente di vita, attraverso la fede in Lui. Nella liturgia di oggi almeno cinque volte ritorna il pensiero della fede.

Nella prima lettura, S. Stefano ci viene presentato come "uomo ricolmo di fede e di Spirito Santo". - S. Pietro nella seconda lettura ci dice che chi crede in Gesù "pietra angolare, non sarà confuso". Ad ogni istante della nostra vita siamo posti al bivio: o accettare Gesù con la fede, oppure respingerlo. E' un problema bruciante quello della nostra fede.
Gridiamo forte la nostra fede con le parole, ma soprattutto con le opere e diventeremo anche noi salvatori di tante anime.

Dopo un duro combattimento, un Maggiore con i suoi infermieri faceva la raccolta dei feriti, quando sentì un grido: "Maggiore, venga da me. Muoio. Presto, un prete!".
Il Maggiore corse, e lo trovò addossato ad un muricciolo, tra due suoi commilitoni già morti.
"Maggiore, lei è prete...", disse il ferito: "Presto, mi dia l'assoluzione".
"No, mio caro, non sono prete... Ma sono cristiano. Ti trasporterò all'ambulanza: là troverai un Sacerdote". "Ah, Maggiore, io non avevo più fede, ma ciò che ho visto poco fa e ciò che ho sentito, me l'hanno fatta riacquistare.
"Guardi - gli disse mostrando uno dei due corpi che erano vicini a lui - : quest'uomo, ferito come me, ha chiamato un prete, finché ne ebbe le forze. Poi, sentendosi morire, gridò: "Io sono cristiano e voglio morire da cristiano".
Si intinse il dito nel sangue che usciva dalla sua ferita, e scrisse su quel muricciolo: "Io credo in Dio"... e scrivendo queste parole è morto.
Ebbene, ora credo anch'io e voglio morire da cristiano".
Cari Fratelli e Sorelle, scriviamo anche noi con le opere e con il sangue la nostra fede in Gesù e saremo salvi e salvatori di altre anime.
La Madonna, prima credente in Gesù, ci doni una fede viva come la Sua.
Don Severino GALLO SDB
Fonte:http://www.donbosco-torino.it