don Angelo Sceppacerca, "Non sia turbato il vostro cuore"

Commento su Giovanni 14,1-12
Agenzia SIR  
V Domenica di Pasqua (Anno A) (14/05/2017)
Vangelo: Gv 14,1-12
Sono le parole del Signore la notte della lavanda dei piedi e prima del suo arresto. Sta per soffrire la
più spaventosa delle passioni eppure Gesù ha premura di rassicurare i discepoli, premunendoli dinanzi alla fatica dovuta al suo ritorno al Padre e alla loro solitudine da Lui. È il grande insegnamento sulla vita cristiana, le fatiche e le luci dei discepoli che non saranno mai abbandonati.
Sono le parole di Gesù per il suo discorso d'addio. Alcuni fatti dolorosi stanno per accadere: sta per lasciarli, Giuda prepara la sua cattura, si preannuncia il rinnegamento di Pietro. Le ultime parole riassumono tutto il mistero. Se ascoltiamo veramente, sentiremo parole di consolazione: "Non sia turbato il vostro cuore"; di speranza: "Nella casa del Padre mio vi sono molti posti"; parole di signoria: "Io sono la via, la verità e la vita"; parole di vocazione esigente: "Chi crede in me compirà le opere che io compio". Per accogliere queste parole occorre la fede: "Abbiate fede in Dio e in me". Con la fede, le situazioni di turbamento, ma anche quelle di rinnegamento e di tradimento, si capovolgono.
Il Signore Risorto non ha lasciato la sua Chiesa. La sua resurrezione non diminuisce, ma rafforza i suoi rapporti con la comunità dei credenti. Andando al Padre la sua presenza nella Chiesa sarà più intensa e i credenti potranno compiere le sue opere e anche di più grandi. Tutto questo è possibile perché il Signore è "Colui che è e che sarà sempre con te".
Il turbamento è un momento di prova, lo puoi vincere solo con la fiducia; Gesù lo ha superato soltanto con la fiducia nel Padre. Il turbamento è scompiglio, rimescolamento, eppure è occasione per crescere nella fiducia e nel coraggio. Anche Gesù ha avuto questi momenti: davanti alla morte dell'amico Lazzaro, davanti alla propria morte e davanti al rifiuto di Giuda che lo vuole uccidere. Lui, come Figlio, pone tutta la fiducia nel Padre. In noi c'è sempre, nel nostro cuore, la paura insieme alla fiducia, ma in proporzione inversa rispetto a Gesù. Il Vangelo di questa domenica si pone fra questi due sentimenti opposti: il turbamento di chi avverte un imminente distacco e la fiducia che in cielo ci sono dei posti preparati. In mezzo c'è sempre la fede, la sola che può superare questa apparente contraddizione.
Commento a cura di don Angelo Sceppacerca
Fonte:http://www.qumran2.net

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