Missionari della Via, "Gesù che ascende al cielo e siede alla destra del Padre. "

Commento su Matteo 28,16-20
Missionari della Via  
Ascensione del Signore (Anno A) (28/05/2017)
Vangelo: Mt 28,16-20 
Oggi contempliamo Gesù che ascende al cielo e siede alla destra del Padre.

Quando diciamo che Dio è in cielo, usiamo un'immagine, un modo di dire che non significa che Dio è in un luogo fisico lontano, oltre le nuvole. Dire che Dio è in cielo significa dire che Dio è nella gloria, in un'altra dimensione, "celeste", meravigliosa, tanto vicina (Dio infatti è ovunque) quanto diversa (in Dio non c'è il male, ma solo bellezza, gioia e amore). Il cielo dunque non è tanto un luogo fisico, ma è la dimensione, la condizione di Dio, di beatitudine piena, che noi possiamo iniziare ad assaporare nella misura in cui gli apriamo le porte del cuore. «Il paradiso infatti è Dio; ci sarà il paradiso quando la creatura [dopo la morte] sarà in comunione piena con Dio. [Già ora] Dovunque ci si avvicina a Dio, ci si avvicina al Paradiso e già in parte ci appartiene. Che verità bella e profonda. Se Dio è carità infinita, come noi fermamente crediamo, ogni vera esperienza di carità è anche esperienza di Dio e quindi di paradiso» (A. Comastri).
Dunque Gesù ascendendo al cielo non se ne va lontano, anzi, è più vicino di prima! Prima infatti Gesù era soggetto ai limiti della condizione umana (poteva essere solo in un posto, soggetto a fame, sete, stanchezza...); ora, essendo nella gloria di Dio, è presente ovunque, ascolta tutti ed è vicino a tutti gli uomini di tutte le epoche! Egli, entrando nella dimensione di Dio anche con la sua natura umana, ha spalancato a noi uomini le porte del cielo, anzi, Lui stesso è il nostro cielo con il quale, dopo la morte, se lo avremo accolto e amato, andremo a unirci, dapprima in modo "imperfetto" come anime separate dai corpi, e alla fine dei tempi, quando tornerà nella gloria, anche con un corpo bello e glorioso per sempre!
Nel Vangelo, il Signore risorto dice: a me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Egli è il Re e Signore della storia: è presso il Padre, laddove inter-cede per noi e sarà Lui il nostro giudice. Che bello sapere che non viviamo immersi in un mondo senza senso, cha va verso il nulla, ma che la nostra storia umana, nonostante gli attacchi del male, è guidata, sostenuta e diretta dal Signore Gesù, vincitore del peccato e della morte!
Ma con l'ascensione è tutto finito? No, Gesù continua a farsi carico della sorte dell'uomo. Ma come? Attraverso la cerchia dei suoi amici, dei suoi discepoli, ossia della Chiesa: alla Chiesa Gesù affida il Suo potere di perdonare e di salvare gli uomini, per dare loro una vita nuova e farli suoi discepoli! Questa Chiesa sin dall'inizio appare con tutti i suoi limiti umani: i discepoli hanno paura, sono 11 perché uno ha tradito Gesù; adorano il Signore, ma intanto nel loro cuore dubitano... ma proprio a loro e a ciascuno di noi il Signore affida il compito di generare figli a vita nuova, di trasmettere la vita eterna mediante l'annunzio del Vangelo e i sacramenti. Ed è proprio lì che incontriamo il Risorto, in quella Chiesa, Suo Corpo sulla terra, umanamente povera e debole, ma forte della Sua Presenza, che come una prolunga, trasmette lungo i secoli la "corrente" della grazia, ossia dello Spirito Santo, che rende presente il Signore risorto!
Questo è splendido: Dio, l'Onnipotente, non vuole fare tutto da solo, ma ci affida una missione grande: Lui vuol salvare il mondo con la nostra collaborazione, per-ché Dio ci ama davvero, ci prende sul serio, si "fida" di noi. È inutile lamentarsi dicendo che Dio "non fa niente per la fame nel mondo, per le ingiustizie", quando Egli ha fatto ciascuno di noi perché possiamo, ognuno nel suo piccolo, seminare bellezza, giustizia e amore!
Chi è dunque il cristiano? Uno che ha il cuore in cielo e i piedi sulla terra, uno che tiene lo sguardo puntato sul Signore Gesù dandosi da fare per gli altri, portando tutto il peso della storia, sentendo la responsabilità per i problemi umani nell'impegno per la giustizia e per una concreta solidarietà!

Fonte:http://www.qumran2.net

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