Missionari della Via "Gesù si definisce Pastore e porta."

Commento su Giovanni 10,1-10
Missionari della Via  
IV Domenica di Pasqua (Anno A) (07/05/2017)
Vangelo: Gv 10,1-10
Nel Vangelo di oggi Gesù usa due immagini per far riflettere alcuni farisei che non accettano la sua
testimonianza perché più attaccati "alla poltrona" che non alla Verità: Gesù si definisce Pastore e porta.
Gesù, proclamandosi come vero Pastore, sta riaffermando la sua divinità e la sua autorità. Lui entra nel recinto per la porta: la Scrittura lo testimonia, non ha bisogno di arrampicate e imbrogli. Ma non solo, Egli è anche la porta del recinto: il recinto, in greco aulè, indica il cortile del Tempio di Gerusalemme, il luogo della presenza di Dio, dove la gente andava per pregarLo e per incontrarLo. Dunque Gesù è la porta che permette di entrare in comunione con Dio.
Gesù entra per la porta: è un'immagine che ci dà serenità; quante volte ci complichiamo la vita in cerca di aperture impossibili, o cerchiamo di arrampicarci di qua e di la, di raggiungere i nostri fini, non sempre nobili, attraverso l'inganno, il doppio gioco... ci dovremmo chiedere: ma quando entro in casa, da che parte entro: dalla porta o dalla finestra? Chiaro no, dalla porta! Ecco, Gesù si presenta come la porta della vita, l'ingresso naturale, semplice: passare attraverso di Lui significa dunque vivere la vita alla luce della sua Parola, nella libertà dei figli di Dio, nella piena felicità che tutti desideriamo.
Spesso preferiamo vivere invece secondo le nostre logiche e strategie: pensiamo di essere liberi e non ci rendiamo conto che alla fine facciamo tutti le stesse cose: bombardati dai mezzi di comunicazione, senza mai riflettere, finiamo per essere omologati, così che tutti dobbiamo avere lo stesso cellulare, gli stessi vestiti, lo stesso look. Lla vita si muove secondo il principio: bisogna fare quello che fanno tutti. Oggi si divorzia? Lo faccio pure io! Oggi si ricorre alla tangente, ai favoritismi? Lo faccio pure io. In classe tutti copiano o usano il cellulare? Lo faccio pure io. Risultato: viviamo imprigionati in una gabbia, chiusi nel nostro egoismo, tutti intenti a soddisfare noi stessi. Appena poi qualcuno non ci corrisponde, incontrando inevitabilmente qualche suo limite, ecco che tagliamo i ponti, alziamo i muri: sì, perché non siamo liberi nelle relazioni, fatichiamo ad amare.
La soluzione invece è semplice: per uscire da un luogo chiuso, che ci vuole? Certamente una porta! Ecco, Io sono la porta, dice Gesù! È Lui la porta che ci permette di uscire dalle nostre schiavitù, dalle nostre mediocrità: è Lui il vero Pastore che ci guida alla libertà, che ci dona pienezza di vita e che ci conduce sicuri verso la nostra meta nell'aldilà. Ci vuol solo il coraggio di ascoltare la Sua voce, che risuona nel Vangelo, nella Chiesa e nel cuore, e seguirla, imparando ad obbedirgli! Egli vuol entrare nel nostro cuore, e lì chiamarci per nome.
Se ascoltiamo la sua voce, e gli obbediamo, ci tira fuori dai nostri recinti, anche dai nostri modi antiquati e legalisti di vivere la fede. Quanti cristiani anche oggi riducono il rapporto con Dio a una serie di cose da fare o non fare: io non uccido, non rubo, vado a messa, sono a posto, sono un buon cristiano... quanti lo pensano e poi di cristiano nella vita hanno ben poco! Lasciamoci liberare dal Signore! Coraggio! Solo seguendo Gesù, solo imparando a riconoscere la Sua voce tra le tante voci che ci arrivano da tutte le parti, saremo liberi davvero!

Fonte:http://www.qumran2.net

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