Enzo Bianco, "LA TRINITA', MODELLO PER NOI

11 giugno 2017 | 10a Domenica: La Ss. Trinità - A | Omelia

LA TRINITA', MODELLO PER NOI
Riascoltiamo - dalla Prima Lettura odierna - il caldo saluto che Paolo aveva rivolto ai cristiani di
Corinto. Aveva detto loro: "La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio (Padre), e la comunione dello Spirito Santo, siano con tutti voi" (2 Cor 13,13). Un limpido atto di fede nel Dio Uno e Trino, tre volte santo.
L'apostolo scrisse quella Lettera attorno all'anno 56, quando la Chiesa contava più o meno 25 anni di esistenza. E le sue parole contenevano già un riferimento esplicito alla Trinità. Segno che il mistero della Trinità era già diventato famigliare, era ormai entrato nel modo di pensare, pregare e vivere dei primi cristiani.

* Essi avevano già intuito il mistero trinitario: avevano imparato da Gesù che Dio è Padre suo e Padre nostro. Riflettendo sui segni che il Signore aveva compiuto, e soprattutto sulla sua risurrezione, erano giunti alla conclusione che Gesù era veramente Figlio di Dio; e avevano pure constatato che lo Spirito Santo, inviato da Gesù ai discepoli, agiva nelle coscienze e nella Chiesa in modo divino.
Sapevano contare fino a tre, e avevano concluso che nel Dio rivelato da Gesù erano presenti tre Persone operanti nei loro cuori. Un Dio-comunità, la famiglia trinitaria.
Da allora i cristiani in ogni tempo possono ripercorrere questo ragionamento elementare. E rendersi conto che forse qui è il nocciolo del Cristianesimo. Si tratta di un Dio-amore, che con i diversi interventi delle tre Persone dimostra la sua premurosa presenza nella nostra storia.

QUEL FIGLIO UNIGENITO, FATTO NOSTRO FRATELLO

Già nell'Antico Testamento Dio risultava non solitudine ma sempre in dialogo, e l'uomo oggetto della sua tenerezza e benevolenza. Il pieno ingresso nel mistero avverrà con Gesù.
Il Vangelo odierno ricorda alcune sue parole dense, rivolte al fariseo Nicodemo in cerca di verità. Gesù gli dichiara che "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito". Per un padre, un figlio unico è la cosa più preziosa. E il Padre celeste lo ha donato agli uomini. E in quell'unigenito, diventato nostro fratello, ha chiamato tutti gli uomini a diventare figli suoi.

* Un teologo ha scritto - in un grosso libro pieno di cose difficili - una cosa facile facile, che cioè Dio agisce con gli uomini come le mamme con i loro bambini.
- Si sa: la mamma è di statura alta, e il figlio un piccoletto, a livello terra lì accanto a lei. La mamma Che fa? Si china, si porta all'altezza - o meglio alla bassezza - del suo piccoletto. E così ha fatto Dio con la venuta del Verbo incarnato sulla terra: dall'alto dei cieli, il Verbo si è portato al nostro livello e si è fatto come uno di noi.
- Poi la mamma tenendo il bambino in braccio si rialza, e lo porta su in alto, fino alla propria altezza, all'altezza di persona adulta. Così ha fatto anche il Verbo incarnato, Dio sceso al nostro livello: Gesù, tornando al Padre, ha detto: "Vado a prepararvi un posto".
- E ora accoglie l'uomo in alto accanto a sé. L'umanità sollevata da Cristo, portata alla sua altezza, nella casa del Padre.

* I primi cristiani erano impressionati da ciò che Gesù aveva loro rivelato sul conto di Dio. E hanno lasciato che attraverso i sacramenti la Trinità invadesse la loro vita.
- Nasce un bambino, e i genitori lo portano al battistero perché rinasca alla vita della fede "nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo".
- "Io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo", si sentono dire i cristiani quando portano i loro peccati in confessionale.
E sul letto di morte ricevono il commiato del parroco: "Parti, o anima cristiana, da questo mondo, e ritorna all'unico tuo Dio. Torna al Padre che ti creò, torna al Figlio che ti redense, torna allo Spirito Santo che ti santificò".

IL LOGO DEL CRISTIANO

Nella società moderna ogni ente o gruppo ha il suo marchio, il suo logo. Da duemila anni il logo del cristiano è il segno della croce, che accompagniamo con i nomi delle tre Persone. Segno solenne, pieno di significati. Lo hanno inventato i primi cristiani. Stupendamente bello, se non lo riduciamo per la fretta a uno sgorbio, a uno sghiribizzo. Come fanno i calciatori quando entrano in campo.

* Attraverso i segni e i sacramenti, la Trinità invade la vita dei cristiani. Essi sono battezzati col segno della croce. Con questo segno sono cresimati, uniti in matrimonio, introdotti al sacerdozio, perdonati, accompagnati al passo estremo.
Di fatto col segno della croce il cristiano esce dal tran-tran quotidiano ed entra in una nuova dimensione, spirituale: vive alla presenza del Padre, del Figlio, e dello Spirito.

"DIO HA AMATO NOI PER PRIMO"

La Trinità, è la grande rivelazione su Dio che ci ha fatto Gesù, il vertice del suo messaggio di salvezza. E la Famiglia trinitaria, col suo amore contagioso, è diventata per l'umanità il modello di vita.
Il filosofo Fedorov, sempre imprevedibile, ha sostenuto: "Il nostro programma sociale è la Trinità". Intendeva dire che essa è di fatto il nostro modello. Si tratta di realizzare a livello di società umana l'amore vicendevole delle tre Persone divine, che non si voltano tra loro le spalle ma si fondono nell'unità dell'unico Dio.

* In sostanza, come ha spiegato san Giovanni, "Noi amiamo perché Dio ha amato noi per primo" (1 Gv 4,19).
Ora la nostra riflessione sul Dio tre volte santo, appena varcate le soglie del mistero, si ferma. Ma questo ci risulta chiaro: che si tratta di un mistero di amore. E non resta che viverlo, nella fede.

Don ENZO BIANCO SDB
Fonte:http://www.donbosco-torino.it

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