fr. Massimo Rossi Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno A)

Commento su Giovanni 6,51-58
fr. Massimo Rossi  
Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno A) (18/06/2017)
Vangelo: Gv 6,51-58 
Domenica scorsa ci siamo aggiornati sull'affermazione: l'Eucaristia è Cristo; rifiutare l'eucaristia,
significa rifiutare Cristo. Il Vangelo che avete appena ascoltato ribadisce il concetto: "sono Io il pane della vita"; e, scrivendo ai cristiani di Corinto, san Paolo ci ritorna sopra con rinnovata enfasi: "Il calice che benediciamo, non è forse il sangue di Cristo? e il pane che noi spezziamo, non è forse il corpo di Cristo?".
Che cos'è il mistero dell'Eucaristia?
Un bel concetto... un po' complicato...ma bello!
Temo che per molti sia proprio soltanto un concetto, o, per usare termini più politically correct ...o più clericali: è un dogma, un articolo di fede, al quale un cristiano deve dare l'assenso...
E tutto finisce lì.
In fondo, non ci costa poi tanto rispondere "Rendiamo grazie a Dio!", "Lode a te, o Cristo!",o "Credo in Dio, etc. etc...".
Non c'è alternativa all'Eucaristia; non si può incontrare Cristo in modo più pieno e reale, che nell'Eucaristia. Partecipando al sacramento dell'altare, noi non solo incontriamo Cristo, ma lo riceviamo dentro di noi; e lì rimane, e lì lavora. Certo, da solo, non può operare nulla, né per noi, né per il mondo. Se noi ci impegniamo a collaborare, allora possiamo fare grandi cose, per noi e per il mondo. Anche questo ce lo hanno insegnato le maestre di catechismo, per prepararci alla Prima Comunione. Quanto tempo è passato! Chissà se ci abbiamo ancora riflettuto sopra,...dopo.
Fare la Comunione non è un atto di devozione ...che più se ne fa, meglio è!
Non facciamo anche noi l'errore di confondere un sacramento (pubblico) con le devozioni private! La devozione si deve ai Santi; Cristo si adora! Tra devozione e adorazione c'è una bella differenza! La devozione è un misto di ammirazione, invidia positiva, riconoscenza... L'adorazione è riservata soltanto a Dio: in quell'atto (di adorazione) non solo rendo a Dio l'omaggio della mia fede, ma ritrovo il Lui il modello unico, Colui che ha dato addirittura la sua vita per me - nessun Santo si è mai arrogato questo privilegio; soltanto Dio può dare la vita per tutti e, in questo dono, salvare tutti.
San Paolo commenta con una vena di amarezza: "Oggi a stento si trova qualcuno disposto a morire per una persona per bene..." (cfr. Rm 5). Un Santo dà la sua vita per Dio; Cristo invece morì per gli empi! C'è una sostanziale differenza, una distanza incolmabile tra la persona di Cristo e i Santi! Come si può affermare: "Io a Messa non ci vado tanto - cioè quasi mai... - ma sono molto devoto a padre Pio"...e credere che la nostra devozione ci guadagni il Paradiso? Se la devozione per i Santi non conduce all'adorazione di Dio, non sarà servita a niente! Quante devozioni, sono in realtà delle deviazioni!
I Santi non potevano fare a meno dell'Eucaristia...
Questo, tutte ste schiere degli devoti lo sanno?
I Santi vivevano del corpo e per il corpo del Signore.
Questi presunti adoratori - a sto punto, dubito che ‘adoratori' lo siano davvero... - hanno mai considerato la questione: "Da dove i Santi traevano e traggono la forza, il coraggio, la ‘virtus', l'energia per condurre la loro missione?"
Avete mai sentito parlare delle Sante anoressiche? si nutrivano dell'Eucaristia, solo dell'Eucaristia.
Caterina da Siena era una di queste.
Essere devoti ad un Santo, ad una Santa significa prima di tutto emularli in ciò che ci è possibile, cioè nei fatti della nostra vita...non di quella del Santo. Il banco di prova, il criterio di verità delle devozioni, così come della fede, è sempre e soltanto la nostra vita.
"Non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei cieli; ma chi fa la Volontà del Padre mio che è nei cieli!" (cfr.Mt 7,21).
Lo ripeto: il discorso vale per la fede e per la devozione. Restare ore seduti in chiesa a sgranare rosari; accendere candele davanti alle statue, compiere atti religiosi e basta, non ci salverà!
È come gettare monete in un sacchetto bucato... sappiamo come va a finire... Ma non sappiamo dove vanno a finire i nostri soldi, le nostre preghiere, che ci eravamo illusi di mettere al sicuro in quel sacchetto bucato...
Tornando un'ultima volta al Vangelo, dobbiamo riconoscere che questa dichiarazione del Signore - "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo..." - è difficile da ascoltare, prima che da vivere: dopo quelle parole, Giovanni registra che molti discepoli non si facevano più vedere in compagnia di Gesù (cfr.Gv 6); ebbene, invece di correre ai ripari ridimensionando i suoi discorsi, rinegoziando i rapporti, Gesù guarda negli occhi i Dodici e chiede: "Volete andarvene anche voi?".
Gesù va dritto per la sua strada, anche da solo.
Se accettiamo di seguirlo, forse perché abbiamo intuito, come Simon Pietro, che solo Gesù ha parole di vita eterna, scopriremo anche noi la gioia di seguirlo, oltre che la fatica e le sconfitte.
Se invece decideremo di non seguirlo, o di proclamarci cristiani solo a parole, il Signore non ce ne vorrà... Continuerà ad offrirsi sull'altare ogni domenica, ogni giorno...anche per noi.
Il suo amore, la sua dedizione non cambiano. Dovendo scegliere tra rinunciare alla sua vita e rinunciare a noi, Gesù scelse noi...
Diversamente, come potremmo cantarlo: "Santo, Santo, Santo..."?
Fonte:http://www.qumran2.net

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