p. José María CASTILLO, "DIO HA MANDATO IL FIGLIO SUO PERCHE’ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

S.S. TRINITA’ – 11 giugno 2017 - Commento al Vangelo
DIO HA MANDATO IL FIGLIO SUO PERCHE’ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI
di p. José María CASTILLO
Gv 3, 16-18
[In quel tempo disse Gesù a Nicodèmo:]
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada
perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
La fede della Chiesa professa che nel Dio unico e vero, nel quale noi cristiani crediamo, ci sono tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questo modo di intendere Dio si afferma esplicitamente per la prima volta nel “Credo” del primo concilio di Costantinopoli (anno 381). Per questo il “credo” di questo concilio ha una struttura trinitaria (DH 150). Sebbene è noto che il Credo di questo concilio non sia stato accettato come Credo della Messa fino al concilio III di Toledo (anno 589) (P. Hünermann: DH, p. 109).
Che il Figlio sia uguale nella divinità al Padre, è stato definito nel concilio di Nicea (325). E la divinità dello Spirito Santo nell’anno 381. Si sa che in questi concili hanno avuto un’importante influenza gli imperatori Costantino I (Nicea) e Teodosio I (Costantinopoli). Il cosiddetto “cesaropapismo”, intromissione degli imperatori nella teologia, è stato più forte di quello che alcuni sospettano. Erano i tempi del crollo dell’Impero. E gli imperatori avevano bisogno di una religione forte e unita, cosa che trovarono nella Chiesa e nei suoi dogmi. Questo non toglie credibilità a tali dogmi. Ma certamente dice che è necessario studiarli a fondo e conoscere la corretta interpretazione di cui i testi dogmatici hanno bisogno.
Seguendo la nota distinzione fatta dal Karl Rahner, non è la stessa cosa la trinità di Dio in sé stesso (Trinità “immanente”) della trinità di Dio nella sua comunicazione con l’uomo (Trinità “economica”). Della prima non possiamo sapere con certezza in cosa consista, poiché Dio è il Trascendente ed il suo essere e la sua natura sono fuori dalla nostra portata. Tramite il Nuovo Testamento sappiamo che Dio si è comunicato con noi come Padre, che ci ama; come Figlio, che ci rivela il Padre e ci traccia la via della salvezza; come Spirito, che ci dà la forza di cui abbiamo bisogno e ci comunica il significato della rivelazione in ogni tempo e situazione. Ma, quando ci rapportiamo con Dio, l’aspetto determinante non sono i “concetti”, ma l’”esperienza” che abbiamo di Lui, che si traduce nelle convinzioni che guidano la nostra vita.
Spesso capita che nelle cose di Dio abbiamo concetti sbagliati perché la nostra esperienza di questo Dio è anche sbagliata. Quello che mi importa è che sperimentiamo e sentiamo Dio come Padre, Gesù come la luce e la via che ci guida, con la forza e la libertà dello Spirito.
Fonte:http://www.ildialogo.org

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