don Luciano Cantini " Insieme"

 Insieme
don Luciano Cantini
XVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (23/07/2017)
  Visualizza Mt 13,24-43
Il regno dei cieli
Sono ben sette le parabole che in questo capitolo hanno per oggetto il regno dei cieli. Tutti i giorni nel
Padre nostro diciamo: venga il tuo Regno! E nella messa proclamiamo con solennità: “Tuo è il Regno, tua la potenza e la gloria nei secoli!”. La folla a cui Gesù parlava sapeva bene quanto la Bibbia parlasse del Regno, ma anche che l'umanità col suo peccato oppone resistenza al Regno, la Bibbia è piena di tali amare constatazioni tanto da intuire che il Regno c'è, ma non si vede. L'attesa degli Ebrei devoti era di un Messia che veniva al mondo a mettere a posto le cose, a ristabilire il diritto, condannando tutti i nemici, distruggendo tutti i peccatori, eliminando tutti i malvagi. Gesù, invece annuncia qualcosa di diverso, di non proprio digeribile; quando i discepoli chiedono «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo» non è perché non l'avevano capita, ma perché avevano paura di capirla.
Che cosa è il regno dei cieli? Gesù non si preoccupa di spiegarlo. Lo enuncia fin dall'inizio del suo Vangelo: «Il regno dei cieli è vicino»; - anche oggi è vicino, fra noi - tuttavia non lo fa mai vedere direttamente, ma sempre di riflesso, narrando l'agire di un padrone, di un re, di dieci vergini... Preferisce lasciarlo intuire, con parabole e similitudini, manifestandone soprattutto gli effetti: il regno dei cieli è capace di cambiare il mondo, come il lievito nascosto nella pasta; è piccolo ed umile come un granello di senape, che tuttavia diventerà grande come un albero (Papa Francesco, 26 luglio 2014).
Il regno di Dio è una realtà sospesa tra il tempo che viviamo - la nostra storia - e l'incontro con Dio che raggiungerà la sua pienezza alla fine del nostro tempo nel passaggio dalla storia all'eternità, ma è concretamente realizzato nella storia in ogni incontro autentico con Dio. Il Regno di Dio non è un pacco regalo che scarteremo alla fine della vita per scoprirne le ricchezze ma il progressivo spazio che lasciamo al Signore nella nostra storia. Il Regno è già nelle nostre mani (è seminato, è impastato) e si manifesta ogni volta che siamo capaci rigenerarci al Vangelo, ogni volta che incontriamo Gesù nella morte e risurrezione, a iniziare dal Battesimo quando non si ferma al rito ma diventa risposta al dono della vita eterna che abbiamo ricevuto. Le Beatitudini (cfr. Mt 5), le opere di misericordia (cfr Mt 25) sono le immagini del modo concreto in cui è rigenerato il cuore dell'uomo. Il Regno di Dio non è un concetto, una astrazione quanto il modo tangibile in cui ogni battezzato instaura nella sua vita le relazioni con gli altri e le cose del mondo, secondo la parola e l'esempio di Gesù.
Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme
Nella parabola del grano e della zizzania: lasciate crescere insieme, ci racconta del supplemento di tempo che ci è dato, tempo prezioso in cui prendere coscienza del disegno di Dio per l'umanità e dare una svolta alla storia, una occasione all'umanità per conoscerlo meglio e convertire atteggiamenti, prospettive, progetti, per liberarsi dalle paure, dai silenzi, le complicità, i tornaconto, gli egoismi, le prepotenze, i poteri. Dio non ha fretta di raccogliere la zizzania in fasci e di bruciarla. La sua intenzione non è quella di condannare il mondo, ma di salvarlo (cfr. Gv 3,17; 12,47)
Noi a volte abbiamo una gran fretta di giudicare, classificare, mettere di qua i buoni, di là i cattivi... Ma ricordatevi la preghiera di quell'uomo superbo: “O Dio, ti ringrazio perché io sono buono, non sono non sono come gli altri uomini, cattivi....” (cfr Lc 18,11-12). Dio invece sa aspettare. Egli guarda nel “campo” della vita di ogni persona con pazienza e misericordia: vede molto meglio di noi la sporcizia e il male, ma vede anche i germi del bene e attende con fiducia che maturino. Dio è paziente, sa aspettare. Che bello questo: il nostro Dio è un padre paziente, che ci aspetta sempre e ci aspetta con il cuore in mano per accoglierci, per perdonarci. Egli sempre ci perdona se andiamo da Lui (Papa Francesco 20 luglio 2014).
Fonte:http://www.qumran2.net

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