fr. Massimo Rossi, "Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe" (Anno B)

Commento su Luca 2,22-40
fr. Massimo Rossi  
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno B) (31/12/2017)
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Leggendo questa pagina del Vangelo di Luca, ho notato un particolare al quale non avevo mai dato importanza - non è mai troppo tardi! -: i personaggi che calcano la scena dei primi due capitoli sono molto, molto su di età: mi riferisco, ovviamente, a Zaccaria ed Elisabetta, genitori di Giovanni il precursore, e Simeone e Anna.

E proprio dalla bocca di Zaccaria e di Simeone, risuonano i cantici rispettivamente del Benedictus e del Nunc dimittis, compendio di tutta la Rivelazione, che la Chiesa provvidenzialmente ha inserito nella preghiera liturgica del mattino - Lodi - e della sera - Compieta -.

Le vicende legate alla vita di questi ‘santi' vecchi costituiscono un monito forte e chiaro per tutti coloro che hanno superato gli -anta già da un pezzo, affinché si mantengano docili alla voce dello Spirito Santo, e attenti a cogliere i segni della novità evangelica - tautologia -.

Invece, quanti vecchi sono stanchi di vegliare, son pieni di pregiudizi e diffidenze nei confronti di ciò che va appena fuori di un pollice dalle loro consuetudini rassicuranti, ormai trite e ritrite!... Vecchi che non si stupiscono più di nulla e se ne vantano pure; vecchi convinti che la vita non riservi loro più alcuna sorpresa. Vecchi arrabbiati con il mondo, specialmente con i giovani: in verità sono arrabbiati con sé stessi, perché non sono più in grado di stare al passo con una società che cambia sempre più velocemente, ma soprattutto (non sono più in grado) di fare quello che facevano fino all'anno scorso; il grave è che, non accettando di essere vecchi, pretendono di farlo ancora, con tutte le conseguenze del caso, a loro carico, e a carico di chi deve prendersi cura di loro.

Ma torniamo ai santi Vecchi del Vangelo: è ammirevole la loro apertura alla Provvidenza, al soffio dello Spirito Santo... Doppiamente ammirevole perché, oltre alla perseveranza di attendere il compimento delle promesse di Dio, questi personaggi ci danno una lezione - e che lezione! - sul coraggio di adattarsi alla realizzazione dei (loro) sogni; la quale (realizzazione), immagino, non fu proprio come se l'erano immaginata; perdonate la formulazione dell'italiano, un po'...rock...

E chi se lo poteva aspettare un simile prodigio? un bambino nato dalle viscere di una donna che, al massimo, sarebbe potuta essere sua nonna... idem per il padre. Per non parlare di ciò che accadde dopo, quando Giovanni lasciò la famiglia e si ritirò nel deserto, per ‘diventare' quel singolare personaggio che tutti conosciamo, profeta dalla lingua di fuoco, tanto da meritarsi l'appellativo di Elia redivivo. Non posso spingermi oltre, perché il Vangelo tace. Ma immaginare non è peccato.

A proposito di santi vecchi, la Chiesa è maestra anche in questo: pensate ai Pontefici. Recentemente è andata in onda una fiction, per la verità molto chiacchierata, tal titolo “The young Pope”, il giovane Papa, il cui protagonista è appunto un Papa appena quarantenne, tormentato dal suo passato, pieno di dubbi sul futuro, specchio ed icona dei padroni di questo mondo, tanto prepotenti quanto fragili. Se ve lo siete perso, non avete perso granché...

Non così i veri successori di Pietro che si sono avvicendati nella ormai bimillenaria storia della Chiesa. C'avevate mai pensato? un Vescovo di Santa Romana Chiesa diventa Papa ad un'età che mediamente corrisponde all'età della pensione, quando l'uomo medio esce dal mercato del lavoro, dopo quarant'anni di onorato servizio, e si gode finalmente il meritato riposo. Secondo le leggi canoniche, un Vescovo porta a compimento il suo mandato di pastore della Diocesi a 75 anni e deve dimettersi;...e diventa vicario di Cristo. Da quel momento, tutta la Chiesa poggia sulle sue spalle.

Non so come farebbe, se non fosse sostenuto dalla forza dello Spirito Santo! una prova dell'esistenza di Dio! - e non è una battuta! -.

Simeone e Anna sono anche i primi rappresentanti dell'entourage del Tempio ad incontrare il figlio di Maria e Giuseppe, riconoscendo in Lui l'atteso Messia, e additandolo presente nel mondo.

Anche il Vangelo di Giovanni, ma in tutt'altra veste, colloca l'inizio della missione di Gesù nel Tempio; a significare che il culto costituisce il punto di partenza per convertirsi e per convertire. Mentre per il quarto evangelista Gesù sale a Gerusalemme ormai adulto e purifica il Tempio cacciando mercanti e cambiavalute, san Luca ci mostra la presentazione del neonato, come atto solenne di sottomissione (del Figlio di Dio) alla Legge di Mosè: l'ossequio alla Legge da parte del Signore costituisce (per Luca) un passaggio obbligato verso il superamento della stessa e la promulgazione della Legge nuova.

Si tratta del più prezioso insegnamento di tutto il Vangelo; e l'insegnamento è questo: non si può superare una situazione semplicemente criticandola dall'esterno, demonizzandola, rifiutandola a priori come sbagliata: la storia si supera, la storia si cambia vivendola in prima persona dall'interno!
Prima si obbedisce, e poi si innova!

È la dinamica del dissenso, un aspetto delicato e preziosissimo della Chiesa, così come di un partito, di un movimento, della stessa famiglia. Il dissenso non è la versione elegante, un po' intellettuale, del rifiuto tout court... Dissente colui che ha fatto un'esperienza profonda e integrale di una realtà. Non si dissente uscendo da un contesto, ma rimanendoci saldamente inseriti.

Dissenso non significa far saltare in aria uno status quo! Il dissenso, lo ripeto, scaturisce dall'obbedienza ad un costume di vita sostanzialmente apprezzato ed amato, ma del quale si colgono aspetti che è venuto il momento di superare.

Non si dissente per odio - sarebbe eversione -; si dissente per amore.

Una grande lezione di fede! L'Autore dell'Antica Alleanza, vi si sottomette, per inaugurarne a pieno titolo una Nuova, questa volta definitiva ed eterna.

Il fondamento di questa nuova Alleanza non è teorico, né di principio.

Il fondamento, unico e immutabile, della Nuova ed Eterna Alleanza è il sangue di Cristo.

Ecco il secondo aspetto di questo prezioso, il più prezioso insegnamento del Vangelo: Colui che innova l'Alleanza, paga (sempre) di persona... fino a morire.
Come si suol dire: fatti, non parole!

Fonte:www.qumran2.net

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