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Visualizzazione dei post da Settembre, 2013

Buona Novella

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VANGELO (Lc 9,51-56)
Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto,
Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme
e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per
preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era
chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi
che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li
rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Parola del Signore.
Pensiero:Durante il cammino di Gesù verso Gerusalemme, san Luca riferisce i
diversi avvenimenti e i diversi insegnamenti di Gesù, primo fra tutti il
rifiuto dei Samaritani di ascoltare l'annuncio della "Buona Novella".
Gesù calma le violente reazioni dei discepoli e si dirige verso un altro
villagg…

Dall\'«Autobiografia» di santa Teresa di Gesù Bambino,

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Nel cuore della Chiesa io sarò l\'amore
    Siccome le mie immense aspirazioni erano per me un martirio, mi rivolsi alle lettere di san Paolo, per trovarvi finalmente una risposta. Gli occhi mi caddero per caso sui capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi, e lessi nel primo che tutti non possono essere al tempo stesso apostoli, profeti e dottori e che la Chiesa si compone di varie membra e che l\'occhio non può essere contemporaneamente la mano. Una risposta certo chiara, ma non tale da appagare i miei desideri e di darmi la pace.
    Continuai nella lettura e non mi perdetti d\'animo. Trovai così una frase che mi diede sollievo: «Aspirate ai carismi più grandi. E io vi mostrerò una via migliore di tutte» (1 Cor 12, 31). L\'Apostolo infatti dichiara che anche i carismi migliori sono un nulla senza la carità, e che questa medesima carità è la via più perfetta che conduce con sicurezza a Dio. Avevo trovato finalmente la pace.
    Considerando il corpo mistico della C…

Papa Francesco Omelia S. Marta

Pace e gioia, non l'organizzazione, segno della presenza di Dio nella Chiesa Durante l'omelia a Santa Marta, papa Francesco ricorda uno degli insegnamenti di Gesù: ritornare bambini per ereditare il Regno dei Cieli CITTA' DEL VATICANO, 30 Settembre 2013 (Radio Vaticana) - Non un'organizzazione e una programmazione perfette, ma “pace e gioia” sono il segno della presenza di Dio nella Chiesa: è quanto ha affermato il Papa nella Messa di stamani a Santa Marta commentando le letture del giorno. Ce ne parla Sergio Centofanti.
***
I discepoli erano entusiasti, facevano programmi, progetti per il futuro sull’organizzazione della Chiesa nascente, discutevano su chi fosse il più grande e impedivano di fare il bene in nome di Gesù a quanti non appartenevano al loro gruppo. Ma Gesù – spiega il Papa – li sorprende, spostando il centro della discussione dall’organizzazione ai bambini: “Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi – dice - questi è grande!”.
Così, nella Lettura del pr…

Un Caloroso saluto ai frati di Schio

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Ciao Dino ,ciao Sandro ,ciao Clode,ciao Michele ,e ciao Paolo ,un saluto dalla fraternità o.f.s. di Schio,un ciao di cuore tanto so che troverete un gran calore in Val di Sole .Toni Bortoloso e Fraternità O.F.S.

Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci

I LATI SCONOSCIUTI DI PAPA GIOVANNI E WOJTYLA Posted: 29 Sep 2013 01:53 AM PDT Il miracolo che lunedì 30 settembre farà proclamare santo Giovanni Paolo II colpisce per l’enormità di quella guarigione improvvisa (a quella signora non era stata data alcuna speranza).
Insieme con Wojtyla papa Francesco canonizzerà Giovanni XXIII. E’ una decisione che dà un segnale di unità portando finalmente la Chiesa fuori dalle vecchie polemiche attorno al Concilio che hanno caratterizzato la seconda metà del XX secolo.
Con buona pace sia di quegli ambienti conservatori che oggi storcono il naso perché papa Giovanni viene canonizzato senza il miracolo prescritto dalle norme.
Sia degli sfegatati tifosi di Giovanni XXIII che – da decenni – cercano di farne un rivoluzionario e  contrapporlo a tutti gli altri papi della Chiesa.

IL VERO RONCALLI

Montini – che fu il prezioso riferimento ecclesiale di Giovanni XXIII e poi, da papa, sarà colui che compirà il Concilio – capì l’operazione strumentale che si sta…

Casati - 6 ottobre 2013 XXVII Tempo Ordinario

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Posted: 29 Sep 2013 12:53 PM PDT
Ab 1,2-3; 2, 2-4
2 Tim 1,6-8.13-14
Lc 17,5-10

Quante volte apri il libro e le parole sembrano interpretare il tuo cuore, i sentimenti del tuo cuore. Sono le parole che vorresti dire tu a Dio. E le trovi scritte. Anche oggi, in apertura.
"Fino a quando, Signore, implorerò e non ascolti, a te alzerò il grido: "Violenza!" e non soccorri? Perché mi fai vedere l'iniquità e resti spettatore dell'oppressione? Ho davanti rapina e violenza, e ci sono liti e si muovono contese". Non possiamo negare che la visione immediata è questa, è anche questa: violenza, quanta violenza, ma anche rapina, la si denuncia un po' meno, ma anche quanta rapina sulla terra! E poi ci sono liti e si muovono contese. E tu dici: fino a quando? E Dio che non interviene, sembra spettatore muto, sembra assente. Sono le nostre parole, sono i nostri sentimenti, i sentimenti del cuore. Abacuc, come noi, "è figlio del suo tempo. Sono passati i tempi in cui il …

Alberto Maggi Chi non muore si rivede

Buona Notizia

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VANGELO (Lc 9,46-50)
Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse
più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se
lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome,
accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi
infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che
scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti
segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi
non è contro di voi, è per voi».
Parola del Signore.
Pensiero:Gesù non vuole che tra i suoi discepoli nascano queste rivolte di palazzo. Esse però sempre sorgeranno se dallo Spirito Santo non si lasceranno ricomporre geneticamente il loro spirito e il loro cuore. Cuore e mente devono essere miti, piccoli, umili. Lo Spirito di Dio dovrà tra…

Dal «Prologo al commento del Profeta Isaia» di san Girolamo, sacerdote

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L\'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo
    Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell\'apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo.
    Perciò voglio imitare il padre di famiglia, che dal suo tesoro sa trarre cose nuove e vecchie, e così anche la Sposa, che nel Cantico dei Cantici dice: O mio diletto, ho serbato per te il nuovo e il vecchio (cfr. Ct 7, 14 volg.). Intendo perciò esporre il profeta Isaia in modo da presentarlo non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. Egli infatti ha detto anche di sé quello che dice degli altri evangelisti: «Come sono belli sui monti i pie…

Crediamo veramente all'esistenza del Paradiso e dell'Inferno?

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Colui che si è rifiutato di aprire le porte della sua casa non riceverà nessuna forma di accoglienzaDi Osvaldo Rinaldi ROMA, 29 Settembre 2013 (Zenit.org) - Il ricco cattivo e il povero Lazzaro è un passo del Vangelo di Luca che ha la missione di risvegliare le coscienze degli uomini di ogni generazione. Il cuore di questo testo non è tanto da ritrovarsi nel suo contenuto, che possiamo trovare “distribuito” in altri Vangeli, quanto la prospettiva attraverso la quale si guarda la vicenda terrena ed escatologica di due categorie di persone: i poveri e ricchi.
Il ricco è un personaggio anonimo, che vestiva con abiti sfarzosi e passava molte ore della sua giornata a tavola. Non viene specificato se al banchetto ci fossero altri inviati. Il racconto fa supporre che la sua casa era frequentata probabilmente dai suoi fratelli, perché successivamente egli mostrerà di preoccuparsi per la loro sorte. Quindi tutta la vita di questo ricco ha un perimetro esclusivamente familiare. Il suo sguardo …

Papa Francesco Sappiamo risvegliare negli altri la memoria di Dio, che scalda il cuore?"

PAPA FRANCESCO"Sappiamo risvegliare negli altri la memoria di Dio, che scalda il cuore?" Durante la messa per la Giornata dei Catechisti, papa Francesco ammonisce: se riponiamo la nostra sicurezza nelle cose del mondo, perdiamo il nostro volto umano e diventiamo delle "nullità"Di Luca Marcolivio CITTA' DEL VATICANO, 29 Settembre 2013 (Zenit.org) - Il catechista è un uomo di Dio che mette la memoria del suo incontro con il Signore al servizio degli uomini. Lo ha detto stamattina papa Francesco durante l’omelia per la Santa Messa per la Giornata dei Catechisti.
La celebrazione, che rientra tra gli appuntamenti dell’Anno della Fede, si è tenuta sul sagrato di piazza San Pietro alla presenza di quasi 10mila pellegrini. Oltre 600 sono stati i sacerdoti concelebranti. Alla messa ha partecipato anche Youhanna X, patriarca greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente.
Le letture di oggi (in particolare Am, 6,1.4 e Lc 16,19-31), ha sottolineato il Santo Padre, rap…

Buona Notizia

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VANGELO (Lc 16,19-31)
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni; e Lazzaro i suoi mali; ma ora
lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava
vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti
banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di
piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco;
ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo.
Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti,
alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora
gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a
intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché
soffro terribilmente in questa fiamma".
Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto
i tuoi beni, e …

Dalla «Lettera ai Filippesi» di san Policarpo, vescovo e martire

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Foste salvati gratuitamente
    Policarpo e i presbiteri, che sono con lui, alla chiesa di Dio che risiede come pellegrina in Filippi: la misericordia e la pace di Dio onnipotente e di Gesù Cristo nostro salvatore siano in abbondanza su di voi.
    Prendo parte vivamente alla vostra gioia nel Signore nostro Gesù Cristo perché avete praticato la parola della carità più autentica. Infatti avete aiutato nel loro cammino i santi avvinti da catene, catene che sono veri monili e gioielli per coloro che furono scelti da Dio e dal Signore nostro. Gioisco perché la salda radice della vostra fede, che vi fu annunziata fin dal principio, sussiste fino al presente e porta frutti in Gesù Cristo nostro Signore. Egli per i nostri peccati accettò di giungere fino alla morte, ma «Dio lo ha risuscitato sciogliendolo dalle angosce della morte» (At 2, 24), e in lui, senza vederlo, credete con una gioia indicibile e gloriosa (cfr. 1 Pt 1, 8), alla quale molti vorrebbero partecipare; e sapete bene che siete …

Omelia Papa Francesco S. Marta

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CHIEDERE LA GRAZIA DI NON FUGGIRE LA CROCE DEL 28 SETTEMBRE 2013. PUBBLICATO IN OMELIE A CASA SANTA MARTA
Chiedere la grazia di non fuggire la Croce: questa la preghiera del Papa durante la Messa di stamane a Santa Marta. L’omelia ha preso lo spunto dal Vangelo del giorno in cui Gesù annuncia ai discepoli la sua passione. “Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini”: queste parole di Gesù –afferma il Papa – gelano i discepoli che pensavano a un cammino trionfante. Parole che “restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso” e “avevano timore di interrogarlo su questo argomento”: per loro era “meglio non parlare”, era “meglio non capire che capire la verità” che Gesù diceva: “Avevano paura della Croce, avevano paura della Croce. Lo stesso Pietro, dopo quella confessione solenne nella regione della Cesarea di Filippo, quando Gesù un’altra volta dice questo, rimprovera il Signore: ‘No, mai, Signore! Questo no!’. Aveva paura della Croce. Ma non…

Vangelo del Giorno

VANGELO (Lc 9,43b-45)
Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di
interrogarlo su questo argomento.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva,
Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il
Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose
che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su
questo argomento.
Parola del Signore.
Pensiero:Colui che è venuto in mezzo a noi, che opera cose meravigliose ed è ammirato per questo, non sarà riconosciuto come Salvatore; ancora una volta la sua dimora in mezzo a noi non sarà accolta. È il misterioso cammino quotidiano di ogni persona, in continua tensione di fiducia/sfiducia. Fidiamoci! Apriamo senza riserve il nostro cuore e lasciamo che oggi il Signore prenda la sua dimora nella nostra vita, cambi i nostri lutti in gioia, ci consoli, ci …

Dal «Commento sui salmi» di sant\'Ilario, vescovo

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(Sal 64, 14-15; CSEL 22, 245-246)
Un fiume e i suoi ruscelli
rallegrano la città di Dio

    «Il fiume di Dio è gonfio di acque; tu fai crescere il frumento per gli uomini. Così prepari la terra» (Sal 64, 10).
    Il simbolismo del fiume è chiaro. Dice infatti il profeta: «Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio» (Sal 45, 5). Lo stesso Signore dice nel vangelo: «Chi beve dell\'acqua che io gli darò, diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4, 14). E ancora: «Chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui» (Gv 7, 38-39). Dunque questo fiume di Dio è gonfio d\'acqua. Siamo infatti inondati dai doni dello Spirito Santo e da quella fontana di vita si riversa in noi il fiume ricolmo dell\'acqua di Dio. E abbiamo pronto anche il cibo. Qual è

Papa Francesco (Il Catechista,testimone della fede)

"Dio non ha paura delle periferie" Discorso del Papa nell'Udienza ai partecipanti al Congresso Internazionale sulla Catechesi CITTA' DEL VATICANO, 27 Settembre 2013 (Zenit.org) - Riprendiamo di seguito il testo del discorso tenuto questo pomeriggio da papa Francesco nell’Aula Paolo VI durante l’Udienza ai partecipanti al Congresso Internazionale sulla Catechesi (26-28 settembre 2013) sul tema: “Il catechista, testimone della fede”. L’evento è promosso e organizzato in occasione dell’Anno della fede.
***
Cari catechisti,
sono felice che nell’Anno della fede ci sia questo incontro per voi: la catechesi è un pilastro per l’educazione della fede, e ci vogliono buoni catechisti! Grazie di questo servizio alla Chiesa e nella Chiesa. Anche se a volte può essere difficile, si lavora tanto, ci si impegna e non si vedono i risultati voluti, educare nella fede è bello! Aiutare i bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti a conoscere e ad amare sempre di più il Signore è una del…

Papa Francesco omelia s.Marta

PAPA FRANCESCOSei un "cristiano del benessere" o segui Gesù fino alla croce? Durante l'omelia a Santa Marta, papa Francesco ricorda che le umiliazioni vanno sopportate con "gioia e pazienza"Di Luca Marcolivio CITTA' DEL VATICANO, 27 Settembre 2013 (Zenit.org) - Sopportare la croce delle umiliazioni e vincere la tentazione del “benessere spirituale”. Su questi concetti si è espresso papa Francesco nell’omelia durante la messa di stamattina nella Casa Santa Marta.
Come spiega il Vangelo di oggi (Lc, 9,18-22), Gesù chiede ai discepoli chi Lui sia e Pietro risponde: “Il Cristo di Dio”. Si tratta chiaramente di una domanda “rivolta anche a noi”, ha osservato il Papa. In base alle risposte che ognuno di noi può dare, è misurabile il livello di maturità della nostra fede.
È come se Gesù ci domandasse: “Per te chi sono io? Il padrone di questa ditta, un buon profeta, un buon maestro, uno che ti fa bene al cuore?”. Ma Cristo è molto più di tutto questo, non è sempl…

Vangelo del giorno

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VANGELO (Lc 9,18-22)
Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli
erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che
io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri
uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il
Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio
dell'uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani,
dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo
giorno».
Parola del Signore.La Parola che Dio manda  fra gli uomini cresce senza mai fermarsi, dilaga, incendia i cuori, incoraggia e converte, quale potere umano potrà mai fermarla? Ma non è sufficiente fermarsi all'ammirazione nei confronti del Maestro, bisogna lasciarsi interrogare dalla sua provocazione: chi è Gesù …

Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de\' Paoli, sacerdote

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Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de\' Paoli, sacerdote
(Cfr. lett. 2546, ecc.; Correspondance, entretiens, documents, Paris 1922-1925, passim)
Servire Cristo nei poveri
    Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri. Nella sua passione non aveva quasi la figura di uomo; appariva un folle davanti ai gentili, una pietra di scandalo per i Giudei; eppure egli si qualifica l\'evangelizzatore dei poveri: «Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18).
    Dobbiamo entrare in questi sentimenti e fare ciò che Gesù ha fatto: curare i poveri, consolarli, soccorrerli, raccomandarli.
    Egli stesso volle nascere povero, ricevere nella sua compagnia i poveri, servire i poveri, mettersi al posto dei poveri, fino a …

Vangelo domenica 29 settembre Ermes Ronchi

Le piaghe del povero, carne di Cristo XXVI domenica
Tempo ordinario - Anno C

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma"». (...)
C'era una volta un ricco... La parabola del ricco senza nome e del povero Lazzaro inizia con il tono di una favola e si svolge con il sapore di un apologo morale: …

La rivoluzione della Parola Alberto Vianello

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La rivoluzione della Parola Quando Gesù interviene su povertà e ricchezza, come nel Vangelo di questo domenica, viene da pensare che abbia imparato da sua madre fin da quando era nella sua pancia. Da quando, cioè, Maria, riconosciuta beata da Elisabetta perché aveva posto tutta la sua fiducia di povera nella Parola di Dio, vera fecondità della sua vita, ha risposto proclamando quello che la Parola realizzava in lei e nel mondo: «Ha ricolmato di beni di affamati, ha rimandato i ricchi e a mani vuote» (Lc 1,53). Poi Gesù ha imparato da Maria quando, appena partorito, la madre gli ha fatto saggiare la scomodità di avere una mangiatoia come culla, la ruvidità delle carezze dei pastori mandati dagli angeli a onorarlo, la dignità di essere presentato al tempio con l'offerta prescritta solo per i poveri, la drammaticità di essere esule in fuga in terra straniera. Poi, nei molti anni di crescita e di vita quotidiana, il Figlio di Dio ha dovuto maturare tra le relazioni semplici della fami…

Papa Francesco Omelia S.Marta Non si può conoscere Gesù in prima classe, bisogna coinvolgersi con Lui

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NON SI PUÒ CONOSCERE GESÙ IN PRIMA CLASSE, BISOGNA COINVOLGERSI CON LUI DEL 26 SETTEMBRE 2013. PUBBLICATO IN OMELIE A CASA SANTA MARTA Per conoscere Gesù, bisogna coinvolgersi con Lui. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha affermato che Gesù non si può conoscere in “prima classe”, ma nella vita quotidiana di tutti i giorni. Quindi ha indicato i tre linguaggi necessari per conoscere Gesù: “della mente, del cuore e dell’azione Chi è costui, da dove viene? Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo dalla domanda che Erode si pone su Gesù. Un interrogativo, ha detto, che in realtà pongono tutti coloro che incontrano Gesù. E’ una domanda, ha affermato, “che si può fare per curiosità” o si “può fare per sicurezza”. E osserva che, leggendo il Vangelo, vediamo che “alcuni incominciano a sentire paura di questo uomo, perché li può portare a un conflitto politico con i romani”. “Ma chi è questo che fa tanti

Commento al Vangelo della XXVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno C Di Don Antonello Iapicca

PAROLA E VITA"Solo una completa rigenerazione del cuore può cambiare parole e gesti" Commento al Vangelo della XXVI Domenica del Tempo Ordinario - Anno CDi Don Antonello Iapicca TAKAMATSU, 26 Settembre 2013 (Zenit.org) - Il Signore ci ama e viene ogni giorno per strapparci a  un'esistenza distesa tra vizi e lussi anestetizzanti. Non servono chissà quanti soldi per vivere come l’ “uomo ricco”. Bastano anche i desideri, quelli indotti dalle pubblicità suadenti di prodotti che sembrano regalati; e non possiamo più vivere senza essere connessi non-stop e senza i film in HD, mentre le concupiscenze inesauste ci sbiadiscono i sentimenti.
“Banchettare lautamente” significa mangiare ovunque e senza freni per diventare poi obesi di effimero; “vestirsi di porpora e bisso” significa indossare ipocritamente l’onore, il rispetto, il prestigio e il successo per i quali si è sacrificato tutto, soprattutto la propria anima. I mille compromessi, le menzogne, le invidie, le gelosie e l’a…

Pensiero al Vangelo

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VANGELO (Lc 9,7-9)Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Parola del Signore Pensiero:La voce del papa Francesco [udienza generale, mercoledì, 26 giugno 2013]:
Ciò che era prefigurato nell'antico Tempio, è realizzato, dalla potenza dello Spirito Santo, nella Chiesa: la Chiesa è la "casa di Dio", il luogo della sua presenza, dove possiamo trovare e incontrare il Signore; la Chiesa è il Tempio in cui abita lo Spirito Santo che la anima, la guida e la sorregge.

Dal «Discorso sui pastori» di sant\'Agostino, vescovo

Dal «Discorso sui pastori» di sant\'Agostino, vescovo
(Disc. 46, 24-25. 27; CCL 41, 551-553)
In pascoli ubertosi pascolerò le mie pecore
    «Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti di Israele» (Ez 34, 13).
    Per «monti di Israele» devono intendersi le pagine delle Sacre Scritture. Lì pascolate, se volete pascolare con sicurezza. Tutto quello che ascolterete da quella fonte, gustatelo con piacere; tutto quello invece che è al di fuori, rigettatelo. Per non andare errando nella nebbia, ascoltate la voce del pastore. Radunatevi sui monti delle Sacre Scritture. Ivi troverete le delizie del vostro cuore, ivi non c\'è nulla di velenoso, nulla di dannoso: solo pascoli ubertosi. Venite solamente voi; pecore sane, venite; voi solo pascolate sui monti di Israele.
    «E lungo i ruscelli e in ogni luogo abitato del paese» (Ez 34, 13 volg.). Infatti dai monti, di cui abbiamo parlato, sono scaturiti i fiumi della…

26a domenica del tempo ordinario - anno C - Fernando Armellini

Commento al vangelo del 29 settembre 2013 Paolo Curtaz

Commento di don Fabio Rosini al vangelo della 26° Domenica del T.O. C

Udienza Generale Papa Francesco

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Udienza generale. Il Papa: la Chiesa è unità armonica nella diversità, non privatizziamola

All’udienza generale di stamani in Piazza San Pietro, il Papa ha proseguito la catechesi sulla Chiesa. Nel «Credo» - ha affermato – “noi diciamo «Credo la Chiesa, una», professiamo cioè che la Chiesa è unica e questa Chiesa è in se stessa unità. Ma se guardiamo alla Chiesa Cattolica nel mondo scopriamo che essa comprende quasi 3.000 diocesi sparse in tutti i Continenti: tante lingue, tante culture! Qui ci sono vescovi di tante culture diverse, di tanti Paesi … c’è il vescovo dello Sri Lanka, il vescovo del Sudafrica, un vescovo dell’India … dell’America Latina. La Chiesa è sparsa in tutto il mondo, eppure le migliaia di comunità cattoliche formano un’unità. Come può avvenire questo?”.

“Una risposta sintetica – ha detto - la troviamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che afferma: la Chiesa Cattolica sparsa nel mondo «ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un’unica successione apostolica…

Commento di Domenica 29/09 Paolo Curtaz

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domenica 29 settembre 2013 anno CXXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Prima lettura: Am 6, 1a.4-7
Dal libro del profeta Amos.
Così dice il Signore onnipotente: «Guai agli spensierati di Sion e a quelli che si considerano sicuri sulla montagna di Samaria! Essi su letti d'avorio e sdraiati sui loro divani mangiano gli agnelli del gregge e i vitelli cresciuti nella stalla. Canterellano al suono dell'arpa, si pareggiano a David negli strumenti musicali; bevono il vino in larghe coppe e si ungono con gli unguenti più raffinati, ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano. Perciò andranno in esilio in testa ai deportati e cesserà l'orgia dei buontemponi» .Salmo Responsoriale Dal Salmo 145
Beati i poveri in spirito.

Il Signore rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti.

Il Signore protegge lo straniero,
egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolg…

Buona Notizia

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VANGELO (Lc 9,1-6)
Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti
i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di
Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né
pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate,
rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono,
uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come
testimonianza contro di loro».
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque
annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
Parola del Signore.
Pensiero:La voce del papa Francesco[udienza generale, mercoledì, 18 settembre 2013]:

Pensiamo ai dieci Comandamenti: ci indicano una strada da percorrere per maturare, per avere dei punti fermi nel nostro modo di comportarci. E sono frutto della tenerezza, dell'amor…

Dal libro del profeta Ezechiele 37, 1-14

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La risurrezione del popolo di Dio,
visione delle ossa vivificate

    Un giorno la mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt\'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: «Figlio dell\'uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete:

Papa Francesco omelia S. Marta l Sacramento non è un rito magico, è l’incontro con Gesù che ci aspetta.

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L SACRAMENTO NON È UN RITO MAGICO, È L’INCONTRO CON GESÙ CHE CI ASPETTA DEL 24 SETTEMBRE 2013. PUBBLICATO IN OMELIE A CASA SANTA MARTA
Gesù ci aspetta sempre, questa è l’umiltà di Dio. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa, che ha preso spunto dal Salmo “Andremo con gioia alla Casa del Signore”, ha sottolineato che il Sacramento non è un rito magico, ma l’incontro con Gesù che ci accompagna nella vita. “Andremo con gioia alla Casa del Signore”. Papa Francesco ha preso spunto dal Salmo di oggi, recitato dopo la Prima Lettura, per soffermarsi sulla presenza del Signore nella nostra vita. Una presenza che accompagna. Nella storia del Popolo di Dio, ha osservato il Papa, ci sono “momenti belli che danno gioia” e anche momenti brutti “di dolore, di martirio, di peccato”: “E sia nei momenti brutti, sia nel momenti belli una cosa sempre è la stessa: il Signore è là, mai abbandona il Suo popolo! Perché il Signore, quel giorno del peccato, …

Commento Luciano Manicardi Domenica 29 settembre

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Fonte:monasterodibose domenica 29 settembre 2013 Anno C
Am 6,1a.4-7; Sal 145; 1Tm 6,11-16; Lc 16,19-31


L’ingiustizia rappresentata da uno stile di vita preoccupato del proprio benessere e totalmente insensibile alle sofferenze e ai bisogni dei poveri: questa la denuncia del profeta Amos e il sottofondo della pagina evangelica. Dai testi emerge la domanda: chi è l’altro per me? E soprattutto, tra gli altri, il povero, l’ultimo, il reietto.
Quale responsabilità accetto di assumere nei confronti di chi è povero, bisognoso, e con la sua miseria è grido che chiede aiuto e che mi interpella? Ma i testi annunciano anche il giudizio che colpirà chi, vivendo nel lusso e nell’esibizione sfacciata della propria ricchezza, finisce nell’incoscienza di chi dimentica l’umanità del fratello povero e obnubila anche la propria umanità. Giudizio storico in Amos (“andranno in esilio in testa ai deportati”: Am 6,7), giudizio escatologico in Luca (il ricco si trovò “nell’inferno, tra i tormenti”: Lc 16,23), se…

Enzo Bianchi Commento Vangelo XXVI domenica del tempo ordinario

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XVI domenica del tempo ordinario
L’ uomo ricco in mezzo ai tormenti prega Abramo di inviare Lazzaro Anno C
Lc 16,19-31 29 settembre 2013 «C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente»: così incomincia la parabola narrata da Gesù nel vangelo odierno. Quest’uomo è senza nome, è definito unicamente da ciò che possiede; egli ammassa avidamente beni per sé, illudendosi forse di difendersi in questo modo dalla paura della morte, come se avere molte cose potesse impedire l’evento che lo attende al termine della sua esistenza. E così, accecato dalla sua brama idolatra, non si accorge della presenza alla sua porta di «un povero di nome di Lazzaro, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla sua tavola».

Vangelo del giorno

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VANGELO (Lc 8,19-21)
Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e
la mettono in pratica.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non
potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano
vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che
ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Parola del Signore.
Pensiero:Siamo chiamati a diventare amici ,padri ,madri e fratelli di Gesù,pietre vive del regno di Dio, pietre del Tempio .Ascoltare con il cuore per poi mettere in pratica ,la parola di Dio.

Dal libro del profeta Ezechiele(Futuro rinnovamento del popolo di Dio)

Dal libro del profeta Ezechiele 36, 16-36
Futuro rinnovamento del popolo di Dio:
il cuore nuovo e lo spirito nuovo

    Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell\'uomo, la casa d\'Israele, quando abitava il suo paese, lo rese impuro con la sua condotta e le sue azioni. Come l\'impurità di una donna nel suo tempo è stata la loro condotta davanti a me. Perciò ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali l\'avevano contaminato. Li ho dispersi fra le genti e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni. Giunsero fra le nazioni dove erano spinti e disonorarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese. Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che gli Israeliti avevano disonorato fra le genti presso le quali

Enzo Bianchi: con Francesco una nuova primavera

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Enzo Bianchi: con Francesco una nuova primavera Posted: 22 Sep 2013 04:43 AM PDT Si intitola Le sorprese di Dio. I giorni della rivoluzione di Francesco il libro in cui Aldo Maria Valli per l’editrice Ancora ripercorre i primi mesi del pontificato di papa Bergoglio – dall’elezione del 13 marzo alla Giornata della gioventù (23-28 luglio) – analizzando il suo stile di governo della Chiesa e di testimonianza evangelica al mondo. Dal volume – in libreria in questi giorni – proponiamo il capitolo d’apertura, costituito da un dialogo tra Valli e il priore di Bose Enzo Bianchi. 

Allora, caro Enzo, sembra proprio che con Francesco sia cambiata l’aria… Sì, abbiamo l’impressione di una primavera. Io non dimentico che ho vissuto una primavera della Chiesa e nella Chiesa quando avevo vent’anni, con Giovanni XXIII, e vedere adesso un’altra primavera, nella mia anzianità, mi sembra un dono straordinario. Sono particolarmente felice di vedere che c’è una primavera per la Chiesa e per le Chiese. Il mona…