Monastero Janua Coeli" Su questa pietra"

Vangelo: Mt 16,13-20
Le chiavi del regno dei cieli. Sei costruito sulla roccia? Le chiavi per aprire e gustare la vita ti sono date... Preferisci continuare a tirar su costruzioni improvvisate sulle sabbie incostanti delle vicende del momento? Sei libero di scegliere ma di certo non potrai varcare la soglia dell'oltre. Cielo e terra sono un tutt'uno per chi si costruisce sul fondamento incrollabile dell'essersi ricevuti in dono. Ma per chi tenta di costruire torri di confusione sulla base delle proprie certezze non resta che il crollo! Le vuoi le chiavi oppure no? Fermati un
attimo e ascolta il Signore che ti dice chi sei. Allora sì, potrai entrare nei segreti della tua e altrui vita, e non ci saranno confini invalicabili. Il cuore dell'uomo sarà il tuo cuore, perché il cuore di Dio sarà il cuore di ognuno che incontrerai, il cuore della Vita che si espande e la Verità traccerà per te la Via dello stupore e del far memoria.
Su questa pietra
MEDITAZIONE
Domande
Chi sono io per te? E' Gesù che ti chiede. Vuoi dargli una risposta?
Chiave di lettura
E' molto interessante il modo di comunicare che Gesù usa con i suoi. Sa che quando vanno in giro i commenti sono diversi. E li invita a parlare. e chiede cosa gli altri: andando in giro, cosa gli altri dicono di me: chiede ai suoi discepoli cosa la gente pensi di lui. E poi restringe il campo e domanda a loro cosa pensano di lui. La risposta non può che venire dall'alto. Pietro ha dato voce al Padre nel dire: Tu sei il Figlio del Dio vivente. Risposta che non può venire dalla terrà: siamo invitati a entrare negli orizzonti dell'Altrove per discernere la vera realtà delle cose e non fermarsi a supporre, a ipotizzare secondo le proprie vedute, per quanto ampie, pur sempre ristrette. Siamo esperti nel ragionare, peccato che per farlo usiamo i pochi elementi di cui ci sentiamo sicuri e non aggiorniamo il nostro vocabolario di idee. E come costringersi a stare in una pozzanghera quando c'è la possibilità di stare sulle rive di un fiume o dell'oceano: le onde di pensiero e di sentire che giungono non sono minacce alla propria sussistenza. Magari avessimo il coraggio di spaziare nel pensare, il coraggio di sostare presso il pensiero e il sentire altrui: in quelle aree dove non si trovano risposte ancora sicure perché sono officine di ricerca! Sull'affermazione di Pietro Gesù costruisce la sua Chiesa. La convocazione sacra, il suo corpo visibile, la comunità dei figli ha per pane una certezza: Cristo è il Figlio del Dio vivente. Dio non è il Dio dei morti ma dei viventi!
Dio: non è un'idea, un concetto, una spiegazione, una risposta. E' una realtà viva, tangibile che si fa presente nella vita di ognuno. Dire a Pietro che il Padre gli ha rivelato la sua identità equivale a credere che nei nostri pensieri passi Colui che vive. Poco dopo Gesù dirà a Pietro: Allontanati da me, satan! Quale responsabilità nel pensare!!! Ci sembra di pensare con cose nostre, ma poi in realtà c'è di tutto dentro la nostra testa: pensieri nostri, pensieri degli altri, pensieri nati per caso magari guardando uno spot per strada o ascoltando delle persone in tram, pensieri letti, pensieri che nascono dagli abissi dell'interiorità e pensieri che furtivamente incrinano altri pensieri, già chiariti e compresi. Come in un luna park si intrecciano, saltano, sbandano, si spengono o si attivano: e noi? Noi prendiamo qua e là senza più renderci conto di ciò che davvero ci appartiene. Nel linguaggio divino c'è uno spazio interiore in cui è possibile fare la cernita di ciò che è proprio e di ciò che non lo è. La gente che dice di te? E tu cosa pensi di te stesso? Su questi binari corre la tua storia quotidiana finché non riesci più a capire se sei quello che altri dicono o quello che senti di essere tu! Entra nello spazio del silenzio e si schiarirà in te lo sguardo dell'appartenenza. La grandezza del Signore è a portata di mano, ma riesci a vederla ordinariamente? E' lui che dice a Pietro: A te darò le chiavi del regno dei cieli. Non è una realtà lontana, appartiene anche a te. Gesù ti dà le chiavi del suo regno, perché è anche casa tua. E non puoi permetterti di perdere le chiavi di te stesso perché il regno di Dio è in te.
PREGHIERA
Io per la tua grande misericordia entrerò nella tua casa, mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio. Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici; spianami davanti il tuo cammino. Gioiscano quanti in te si rifugiano, esultino senza fine. Tu li proteggi e in te si allieteranno quanti amano il tuo nome. Signore, tu benedici il giusto: come scudo lo copre la tua benevolenza. Ad acque tranquille mi conduce (salmo 5).
CONTEMPLAZIONE
Signore, riesci a trovare in me una roccia su cui poggiare la tua famiglia? Ci sono tante pietre dentro di me, pietre su cui puntualmente inciampo: la durezza del giudizio, l'asprezza del non sentirmi accolto, lo squallore di certi sentimenti, le parole dure ascoltate su di me: puoi costruire su queste pietre? Se le sistemo come fondamenta e tu vi pianti la tua tenda, forse sì. Di ciò che vivo mi vien voglia di scartare tante cose. Ma poi mi accorgo che tu riprendi ciò che io ho accantonato e gli dai collocazione e significato. Questo mi conforta e mi rassicura. Sei tu il "collante" della mia storia. Se permetto a te di stare in ogni spazio mio interiore, ciò che sembrava insignificante e "peccato" viene attraversato dalla luce della tua presenza e torna a dire la sua, come se ne rivivessi il senso perduto. Chi sei tu per me, Gesù? Sei la mia identità più vera, il volto del mio desiderio, la memoria di ciò che sono veramente.
Il Vangelo dei piccoli
La gente parla e dice tante cose di tutti. Tra questa gente ci siamo anche noi: ci viene facile valutare ogni persona che incontriamo: se ci piace, se ci sta sul naso, se ci potrà capire, se riusciremo a creare un rapporto di amicizia e di simpatia: Quando noi lo facciamo di altri, va tutto bene. Quando altri lo fanno di noi, non ci sta bene. Gesù chiede ai suoi discepoli di dirgli quello che sentono dire dalla gente su di lui. E, pensando a quello che le persone dicono di Lui, potremo concludere che non ci hanno capito granché. Pensavano che fosse Giovanni il Battista, altri pensavano che era Elia, altri ancora che era Geremia o comunque qualcuno dei profeti». La gente non vive con Gesù, quindi è comprensibile che non conosca la vera identità di Gesù. Infatti appena chiede a Pietro, subito gli dice quello che Lui veramente è: Figlio di Dio. Questo ci dice che quando le cose le vediamo da lontano o meglio da fuori, saltuariamente, possiamo rischiare di prendere una cosa per un'altra. Quando stiamo vicini, se siamo attenti osservatori e ascoltatori, capiamo di più. Ti conviene allora, prima di parlare di qualcuno o di qualcosa, avvicinarti, conoscere i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi progetti, entrare nella vita dell'altro fino in fondo. E questo non solo prima di parlare, ma anche prima di pensare! Gesù dà le chiavi del regno dei cieli a Pietro e gli dice che qualsiasi cosa faccia in terra sarà fatto anche in cielo. Questa è davvero una cosa speciale. Tu fai quello che io ti dico e io farò quello che dici tu. Tu sei una roccia e io ti prendo per costruirci sopra. Poi a te do le chiavi di quello che costruisco. Tu fai quello che faccio io e io faccio quello che fai tu. Leghi in terra? Lego in cielo. Sciogli in terra? Sciolgo in cielo. C'è una piena sintonia e niente e nessuno potrà mai eliminarla perché le chiavi sono in buone mani. Sono in cielo e sono in terra, le chiavi che aprono tutte le porte, le chiavi dell'amore autentico, quello che non si sbandiera qua e là ma si vive nel silenzio di gesti importanti che non si dimenticano più.

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