Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM"TUTTI QUELLI CHE TROVERETE CHIAMATELI ALLE NOZZE "

XXVIII TEMPO ORDINARIO – 12 ottobre 2014
Mt 22,1-14
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi
servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio
pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”.

Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi
presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece
uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora
ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade,
quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì
di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli
disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re
ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore
di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
La parabola dei vignaioli assassini ha scatenato l’ira dei sacerdoti e dei farisei che, scrive l’evangelista,
capirono che parlava di loro. Nessun segno di pentimento, né di conversione, ma cercano di catturarlo
per eliminarlo. Ebbene di fronte a questa minaccia Gesù, non solo non indietreggia, ma rincara la dose
con al terza e ultima parabola con la quale Gesù polemizza con le autorità giudaiche.
Queste tre parabole sviluppano progressivamente il tema di fondo, la denuncia contro le massime
autorità religiose che si mostrano refrattarie e ostili al disegno di Dio. In questa parabola Gesù dice il
perché, qual è il motivo di questa ostilità: la convenienze, l’interesse.
1Sentiamo allora il vangelo di Matteo, cap. 22 versetti 1-14. Gesù riprese a parlare loro, ai sommi
sacerdoti, agli anziani e anche ai farisei, con parabole. “Il regno dei cieli”, è importante che Gesù parli di
un regno dei cieli, non di un regno nei cieli, non sta parlando dell’aldilà ma della nuova società
alternativa che Dio vuole inaugurare su questa terra.
“E’ simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio”. Ancora una volta tornano un padre e un
figlio e questa volta Gesù paragona il regno dei cieli, cioè il regno di Dio, questa nuova alternativa che lui
è venuto a proporre, con la festa più bella e gioiosa che c’è nella vita degli individui, una festa di nozze.
“Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire”.
Ebbene il re non si scoraggia, manda altri servi e ora comprendiamo il motivo di questo rifiuto. E’ strano
che si rifiuti di partecipare a una festa bella e gioiosa. “Dite agli invitati: ‘Ecco ho preparato il mio
pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!’”
Cerca di attirarli con l’aspetto più attraente della festa, cioè una grande mangiata. In tempi di grande
fame, in tempi di grande miseria, si aspettavano le nozze per abbuffarsi. Ma Gesù dice: “Quelli non se ne
curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari”. Rifiutano la proposta de regno per il
proprio interesse. Gesù smaschera l’atteggiamento dei capi dell’istituzione religiosa che tutto quello che
fanno è per la propria convenienza.
Partecipare a un pranzo di nozze non è produttivo, non conviene, e, a una proposta di vita, rispondono
con una di morte. “Altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero”. E’ la sorte dei profeti inviati
dal Signore. Quindi a una proposta di pienezza di vita, come le nozze, rispondono con una di pienezza di
morte. “Allora il re si indignò: mandò le sue truppe”, e qui Gesù usa il linguaggio dei profeti, un
linguaggio colorito e sta annunziando quella che sarà la sorte di Gerusalemme, che uccide i profeti, che
ha seminato violenza e sarà travolta dalla violenza.
“Fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città”. E’ la sorte che capiterà a Gerusalemme.
Ma ecco la parte positiva. “Poi disse ai suoi servi: ‘La festa di era pronta, ma gli invitati non ne erano
degni; ora andate …’” e qui è importante la traduzione, trovo scritto “i crocicchi delle strade”, ma non si
tratta di crocicchi. Il termine greco indica il punto finale di un territorio, là dove le strade romane
terminavano e iniziavano i sentieri di campagna. Era il punto finale del territorio, ma l’inizio di altri
territori.
Allora Gesù in questa parabola mette in bocca al re queste parole, di andare alle periferie, di questo si
tratta. Le periferie è dove vivono gli esclusi, gli emarginati. E’ un’indicazione che l’evangelista da ai
missionari per sapere dove orientare la loro predicazione. Andare nelle periferie, dato che ci sono le
persone emarginate, i lontani, i rifiutati. “’E tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze’”, tutti, non
c’è più un popolo eletto, ma c’è una chiamata universale.
“Usciti per le strade i servi radunarono tutti quelli che trovarono”, è interessante che Gesù parli prima di
cattivi e poi di buoni, non c’è un giudizio, l’amore di Dio è offerto a tutti. L’amore di Dio non è concesso
come un premio per i meriti delle persone, ma come un regalo per i loro bisogni. “Cattivi e buoni, e la
sala delle nozze si riempì di commensali.
2“Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale”. La veste nel
Nuovo Testamento e nel libro dell’Apocalisse, indica le opere buone delle persone, e il re rimprovera
questa persona che non ha l’abito, di cui vedremo ora il significato. “Gli disse: ‘Amico, come mai sei
entrato qui senza abito nuziale?’ Quello ammutolì”.
Qual è il significato? Non basta entrare nella sala del banchetto. L’invito è aperto a tutti, ma una volta
entrati occorre cambiare. Gesù ha messo la conversione come condizione per appartenere al regno di
Dio. A una società basata sui valori dell’avere, del salire, del comandare, Gesù offre una possibilità
alternativa di una società diversa dove ci sia la condivisione, lo scendere e il servire.
Questo è l’abito, quindi non basta entrare, ma bisogna cambiare. “Allora il re ordinò ai servi: ‘Legatelo
mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”’. Adoperando le immagini
tipiche e il linguaggio colorito dei profeti della scrittura, Gesù parla della frustrazione per la perdita di
un’occasione unica nella propria vita.
La conclusione: “Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti”. Per molti si intende tutti. L’amore di Dio è
rivolto a tutti, ma purtroppo ci sono poche persone che l’accolgono in pienezza

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