da INTIMITÀ DIVINA di GiBo << rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio >>

DOMENICA XXIX 
ANNO A Vangelo: Mt 22,15-21 
Tu sei il Signore! Fuori di te non c’è altro Dio ( Is 45,6)
     Nessun avvenimento della storia sfugge alla provvidenza di Dio. Gli stessi governanti, anche senza saperlo, sono strumenti dei quali Dio si serve per attuare i suoi piani di salvezza. La prima lettura ne presenta ne presenta l’esempi tipico in Ciro, il fondatore dell’impero persiano che fu, nelle mani di Dio, il liberatore del popolo eletto. << Io l’ho preso per la destra>> (ivi 1), dice di lui il Signore. E in forma più esplicita e diretta: <<Per amore di Giacobbe mio servo e di
Israele mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho designato quando tu non mi conoscevi>> ( ivi 4 ). La storia degli individui e dei popoli è nelle mani di Dio, ed egli la tesse anche per mezzo degli uomini che non lo conoscono e che agiscono con ben altri intenti. Al di sopra di ogni governo umano, sta il governo di Dio col quale nessuno può competere: <<Io sono il Signore; non ce n’è altri. Fuori di me non c’è divinità >> ( ivi 5 ). Ciro pagano, ordinando il rimpatrio degli Ebrei da Babilonia e autorizzando la ricostruzione del tempio di Gerusalemme, ha collaborato, sia pure inconsapevolmente , a far conoscere l’onnipotenza del Dio d’Israele e a divulgarne il culto. Interpretata alla luce della fede, la storia di ogni uomo e di tutta l’umanità acquista il suo vero significato, quello che davanti a Dio; ed è sempre un significato di salvezza.

     Il Vangelo del giorno riferisce il pensiero di Gesù circa l’autorità politica. L’occasione è data dalla domanda insidiosa dei farisei sulla liceità del tributo a Cesare. Pagare le tasse all’impero romano era considerato da alcuni una limitazione del dominio di Dio sul suo popolo; mentre rifiutarsi di pagarle poteva essere interpretato una ribellione all’autorità costituita. Perciò qualsiasi risposta affermativa o negativa avrebbe dato motivo di condannare  Gesù. Ma egli sfugge al tranello e oltrepassando ogni questione di lecito o illecito, si fa dare la moneta del tributo; essa porta l’effige e l’iscrizione di Cesare, quindi la risposta è ovvia: << rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio >> ( ivi 21 ). Queste semplici parole mettono fine all'antica concezione che considerava lo stato come l’espressione non solo dell’autorità politica, ma anche di quella religiosa. Gesù invece traccia una linea di divisione: l’autorità politica,benché derivante da Dio e tenuta a rispettare le sue leggi, ha un campo suo proprio riguardante l’ordinamento e il bene pubblico temporale; e in questo campo deve essere riconosciuta, rispettata, obbedita. Ma lo stato non può esigere quello che è dovuto soltanto a Dio, ossia l’ossequio assoluto. Il cristiano deve mantenere e difendere la sua libertà di onorare Dio al di sopra di ogni legge e di ogni autorità politica perché << si deve obbedire a Dio, più che agli uomini>> (At  5,29 ). Nel contempo deve essere convinto che Dio può valersi anche delle situazioni politiche più avverse e areligiose per realizzare la storia della salvezza. Perfino le leggi di Roma pagana sono servite per il compimento dei disegni divini circa la nascita e la passione di Gesù, come le condizioni di pace del grande impero e in seguito le stesse persecuzioni dei cristiani sono stati validi strumenti per la diffusione del Vangelo. L’importante è che il cristiano, sia nelle circostanze propizie sia in quelle avverse, si mantenga saldo nella fede senza cedere di fronte alle ostilità, sicuro che << Dio collabora in tutte le cose al bene di coloro che lo amano ( Rm  8,28 )
da | NTIMITÀ DIVINA
di GiBo

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