Ermete TESSORE sdb"I SANTI E I NOSTRI MORTI ? SEMPLICEMENTE... CI ASPETTANO PER RIVIVERE L'AMORE CON NOI

  1 novembre 2014 | 30a / Tutti i Santi A | T. Ordinario | Omelia di approfondimento
Il significato dell'odierna solennità lo possiamo cogliere nella domanda del vegliardo dell'Apocalisse:
"Quelli vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?".

La risposta non lascia dubbi sulla loro identità. "Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello".

La seconda parte del quesito: "Donde vengono?" non trova una risposta immediata nel brano scritturistico. Essendo, coloro che sono vestiti di bianco, i santi, non possono che venire dalle nostre file.

Non sono spuntati come funghi nel deserto, ma hanno condiviso con noi tutte le traversie della vita ed ora dormono il sonno della pace nell'eternità divina. Per dare loro un volto o una voce non dobbiamo ricorrere a dolorosi parti di fantasia.

Con loro abbiamo vissuto, condiviso gioie e dolori.
Da loro abbiamo ricevuto la vita,
ci hanno trasmesso la fede,
ci hanno accompagnato
e sostenuto nella nostra crescita umana.
Quasi sempre ci hanno compresi,
ma qualche volte ci siamo urtati con loro.

Ci hanno testimoniato il bene,
rare volte hanno conosciuto il male,
sempre sono usciti migliori dalle loro sconfitte.

Si sono dimostrati figli di Dio , come dice Giovanni nella seconda lettura; per questo hanno conosciuto il Cristo che li ha resi puri come Egli è puro.

Hanno testimoniato, nonostante i loro limiti, le beatitudini. In un mondo specializzato nel complicarsi l'esistenza essi hanno saputo fare della semplicità di cuore il segreto della loro felicità esistenziale. Hanno sperimentato la sofferenza dandole un profondo significato di compartecipazione alle sofferenze del loro Gesù.

Il dolore non li ha gettati tra le braccia della disperazione,
ma sempre, anche nelle situazioni più drammatiche,
sono stati illuminati dal senso della croce.

Appunto perché provati duramente hanno vissuto la misericordia ed alleviato le afflizioni. Hanno coltivato la giustizia e non hanno lasciato spazio alla prepotenza ed al sopruso.

Il loro occhio era buono e non si sono piegati davanti alla calunnia, al giudizio ed alla condanna. Non hanno tenuto conto degli insulti e nel testimoniare la fede non si sono lasciati sopraffare dalla paura o dal rispetto umano.

La solennità odierna ci invita a fare rivivere in noi, attraverso la preghiera ed il ricordo, tutti coloro verso cui siamo debitori di qualcosa. Possono essere genitori, fratelli o sorelle, parenti più o meno stretti, amici o conoscenti con cui abbiamo condiviso momenti di vita.

La loro presenza accanto a noi ci è assicurata dalla fede.
Dobbiamo sentirci in profonda comunione con loro.
Sono i nostri migliori intercessori e patroni presso Dio.

La solennità di tutti i santi non ha nulla di lugubre ed ha niente da condividere con il rozzo paganesimo di Halloween. I nostri morti hanno nulla di pauroso e di tetro. Non incutono terrore e non minacciano nessuno.

Non vagano, nelle notti eterne, senza meta o alla ricerca di vendetta gratuita.
Semplicemente ci aspettano per poter rivivere in pienezza, senza più i condizionamenti della debolezza umana, tutto l'amore che ci siamo scambiati durante l'esistenza quaggiù.

                  Ermete TESSORE sdb

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