don Giovanni Berti" Nella chiesa nessuno è straniero"

XXXIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) - Cristo Re (23/11/2014)
Vangelo: Mt 25,31-46
Una volta un bambino mi ha posto una domanda più o meno con queste parole: "Gesù dopo che è morto è andato in paradiso perché era tanto buono e aiutava tutti?"

La domanda è proprio da bambini, ma se ci pensiamo bene non è poi così banale perché mi costringe a pensare profondamente l'identità di Gesù, la sua vita e l'insegnamento che vien fuori dal suo agire.
La pagina che leggiamo questa domenica è il racconto dell'ultimo grande discorso di Gesù prima di entrare nel racconto della sua morte e resurrezione: è il riassunto e il senso profondo di tutta la sua esistenza, e dopo queste parole affronta il capitolo più intenso di tutta la sua vita.
Gesù parla di un giudizio finale e come sempre, mentre dà insegnamenti ai suoi discepoli, rivela molto anche di se stesso.
Chi è Gesù se non colui che ha fatto di tutto per mettersi dalla parte degli ultimi, dei più piccoli, dalla parte dell'affamato, dell'assetato, del povero, dello straniero e del malato? Gesù ha scelto di compromettersi totalmente con gli ultimi, anche a costo di essere frainteso e giudicato male persino dai suoi amici. Nella sua vita si scontra con le autorità religiose che più volte lo considerano un impuro e indegno perché sta con i peccatori e le prostitute, tocca e si fa toccare dai malati, e proviene dalla Galilea che è ai confini e lontana dal centro ortodosso della fede che è Gerusalemme. Il Maestro scandalizza anche i suoi discepoli quando mette al centro i bambini, come metro di misura su chi è veramente grande nel Regno di Dio.
Gesù è davvero l'Emmanuele, cioè il Dio-con-noi, dentro la realtà umana anche nelle sue pieghe più umili e limitate. Ogni volta che anche io mi immedesimo nel piccolo e povero, e ogni volta che mi prendo carico delle sue sofferenze, sono dalla parte di Gesù che ha fatto la stessa cosa, ed è addirittura dentro quel piccolo e povero.
Tra le varie opere di misericordia che la pagina del Vangelo elenca ce n'è una di estrema attualità ed è assai provocante per noi cristiani di oggi: "ero straniero e mi avete accolto"
La nostra Diocesi di Verona ha elaborato un documento che nel panorama delle Diocesi italiane rimane un po' unico e davvero esemplare. Si tratta del lavoro che una equipe di preti e laici ha elaborato sulla questione del rapporto tra immigrati e comunità cristiane. Il titolo scelto è davvero riassuntivo e illuminante "Nella mia parrocchia nessuno è straniero".
Nel lavoro fatto si sono evidenziati i percorsi possibili di una pastorale che veda gli stranieri, sempre più numerosi nel nostro contesto sociale, non solo come realtà da servire in modo distaccato e lontano, ma come persone da includere sempre più come parte della comunità cristiana stessa. Se davvero crediamo che nello straniero accolto, accogliamo Gesù ("ero straniero e mi avete accolto") allora non possiamo certo trattare Gesù da estraneo, lui che è fondamento della nostra esperienza di fede e di comunità.
Sono tante le tensioni che attraversano la nostra nazione e le nostre realtà locali riguardo il rapporto con gli stranieri e il carico di problemi che si creano, mischiati alle problematiche della crisi economica che si fa sempre più profonda. La risposta del cristiano parte decisamente dal Vangelo che non può rimanere relegato sull'ambone in chiesa, ma deve tradursi in scelte e atteggiamenti condivisi da tutti.
Certo non è facile e non bastano due iniziative di carità per risolvere la questione. Bisogna prima di tutto ricordarci chi siamo e quale stile aveva Gesù Cristo, di cui portiamo il nome.
Lui, straniero per eccellenza, è si è fatto cittadino del mondo e chiamava fratelli tutti gli esseri umani.
Così la comunità cristiana sceglie di far sì che chiunque, italiano e non, comunitario o extra-comunitario, cristiano o non, non si senta mai straniero e non trovi mai confini e dogane umane a respingerlo.
Riprendendo la domanda che mi era stata posta dal bambino, posso proprio dire che Gesù davvero è andato in paradiso perché dal paradiso era sceso per mostrare la bontà di Dio e l'amore verso tutti.

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