MACHETTA Domenico SDB 2a Domenica - T. Ordinario B | Appunti per la Lectio

18 gennaio 2015 | 
1ª LETTURA: 1 Sam 3,3-10.19
Emerge con forza il tema della chiamata nella prima lettura e nel Vangelo di questa domenica. Dio fa irruzione nella storia di una persona aperta, disponibile, generosa, pronta allo stupore. Samuele è in posizione di "attacco". Il suo "eccomi" lo definisce. È il classico "eccomi" biblico che parte da Abramo e giungerà alla sua pienezza in quell'"eccomi" risuonato a Nazareth, che ha cambiato il corso della storia.
Ricordiamo però che il capitolo della chiamata di Samuele era iniziato con una battuta amara: "La parola del Signore era in quei giorni rara...". Normalmente la Parola è rara quando abbondano le parole. Il terreno silenzioso e fertile di Samuele ha dato spazio a Dio: "Samuele acquistò autorità poiché il signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole". Il Signore parlerà perché il suo servo ascolterà.
Il momento vertice del "parlare" di Dio avrà come risposta la pienezza dell'ascolto: la Vergine si proclamerà serva del Signore, completamente consegnata al progetto di Dio.

VANGELO: Gv 1,35-42

Guardiamo ora i due discepoli del Vangelo. Samuele e questi due diventano per i credenti un "canone" in campo
di vocazione. Gesù, Parola incarnata, è presente nella storia, passa in mezzo alla gente. Giovanni lo indica ai suoi discepoli: "Ecco l'agnello di Dio" (Giovanni forse "gioca" su un termine aramaico che significa sia agnello, sia servo). Giovanni è un tramite, una mediazione, è una freccia, indirizza gli sguardi altrove. È estremamente importante quell'"ecco". Dio chiama, si comunica attraverso mediazioni. Anche Simone sarà avvicinato da Andrea, e così via.
I due seguono dunque Gesù su indicazione di Giovanni, di cui si fidano. La fede si trasmette per fiducia. Non mi fido del primo che passa nella strada, ma di uno con cui ho rapporti di affetto e di stima. Gesù si volta e dice: "Che cosa cercate?". Attenzione ora alla domanda dei discepoli: "Rabbì, dove abiti?". Gesù non risponde. Dice: "Venite e vedrete". Intanto è di estrema importanza, nel contesto del Vangelo di Giovanni, quel "dove". C'è un misterioso "dove" che percorre il IV Vangelo, lo troviamo quasi in tutti i capitoli.
C'è sempre una domanda "provocatoria", in tutti i capitoli, per creare nel lettore una specie di "inquietudine", una spinta a camminare, a cercare, a dare una risposta attraverso l'esperienza: "Venite e vedrete". "Andarono dunque, videro dove abitava e quel giorno si fermarono (in greco c'è il verbo "rimanere", caro a Giovanni) presso di lui". L'evangelista segna l'ora, la decima, l'ora della decisione, quella del "sì" allo sguardo di Gesù. Le ore delle risposte al Signore sono le uniche che contano, sono assorbite dall'eterno, sono segnate; le altre ore passeranno, come passa la scena di questo mondo.
Quel "dove" dunque ti provoca. Nel II capitolo il maestro di tavola di Cana non sa di "dove" venga il vino buono; nel capitolo III, Gesù parla a Nicodemo del vento... che non si sa di "dove" venga e "dove" vada; nel capitolo IV la Samaritana dice a Gesù: "Signore tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva?". Potremmo continuare. Gesù chiederà simpaticamente a Filippo: "Dove possiamo comprare il pane?...", e il cieco nato dirà, con molto buon umore, ai fa-risei: "Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi".
Che cosa vuol dirci l'evangelista? Quando Pilato farà a Gesù la domanda: "Di dove sei?", l'evangelista aggiungerà: "Ma Gesù non gli diede risposta". Sì, perché la risposta è negata ai potenti. Solo gli umili, quelli che silenziosamente seguono l'Agnello fino al Golgota, avranno le antenne per captare la risposta.

MACHETTA Domenico

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