GIOVANNINI Attilio sdb"La vera gloria."

22 marzo 2015 | 5a Domenica - Tempo di Quaresima B | Appunti per la Lectio
*Ecco, verranno giorni nei quali con la casa di Israele e la casa di Giuda concluderò un'alleanza nuova...
Serve un po' di cronologia. Il profeta Geremia appare sulla scena del regno di Giuda, si presume, nel 626 a C., epoca in cui si gioca l'egemonia tra le due superpotenze: l'Egitto e Babilonia. In mezzo ai due colossi il piccolo regno di Giuda cerca di salvare la sua
indipendenza, appoggiandosi ora all'una ora all'altra, ma finendo per fare le alleanze sbagliate.
Geremia da sempre proclama, non ascoltato, che la sudditanza ai neobabilonesi è inevitabile e accettabile, e che quindi l'attività manovriera della corte porterà solo alla catastrofe.
Ma quando la sua profezia si avvererà, perché Nebukadnezar II nel 587 assedia e distrugge Gerusalemme, deporta tutta la classe dirigente a Babilonia, ecco che a sorpresa Geremia annuncia la rinascita, la ricostruzione.
Sì, dice, sorgerà un nuovo paese, che non farà mai più la fine del precedente, perché avrà la protezione di Dio. Farà infatti una nuova alleanza, che non rischierà di rompersi per l'infedeltà del popolo, perché sarà scritta nei cuori, sarà interiorizzata e diventerà spirito e volontà, per effetto di una maggiore vicinanza con Dio.
La catastrofe e l'esilio dunque non risulterà irrimediabile fine di una storia che pure aveva l'impronta divina, ma piuttosto passaggio a un livello più alto di storia, ...per coloro almeno che reagiranno al dramma riconoscendo la propria responsabilità e cercando di ripartire dai valori originari. Essi sperimenteranno che, per coloro che si riprendono, c'è uno straordinario aiuto di Dio. Dio sarà all'opera più da vicino ancora.
A questo messaggio di Geremia si attaccheranno in seguito tutti quelli che, di volta in volta vorranno condurre il popolo fuori dalle vicende più difficili e rovinose.
Anche Gesù di Nazaret indicherà una nuova alleanza come offerta viva per la salvezza del popolo che sta andando verso il disastro nazionale. Anche lui non sarà ascoltato, ma nella fatale catastrofe susseguente al suo rinnegamento e abbandono ecco che apparirà un nuovo popolo, si sperimenterà una nuova alleanza, si farà una esperienza di Dio più profonda per effetto di una effusione più spettacolare dello Spirito, che dal di dentro dei cuori trasformerà le persone.
Oh, anche questa nuova alleanza non esimerà ancora da ogni distruzione, ogni guerra, ogni persecuzione; ma renderà più chiaro che c'è sempre la possibilità di trasformare il disastro in occasione preziosa. Che in ogni dolore è nascosto un dono. Che Dio non ci salva magicamente da ogni male, ma ci salva attraverso ogni male.
Gesù ce ne dà l'esempio perfetto. Ha messo nel conto che gli eventi potevano andare nel senso della sconfitta e del fallimento, tuttavia non ha smesso di confidare

*in Dio, che poteva salvarlo da morte
e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. [Tanto che...]
...divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
La lezione di Gesù è quella del chicco ci grano: quando è tutto sommerso dal terreno, comincia a germogliare, ad alzare dritto lo stelo e a moltiplicare i frutti.
Il chicco non deve aver paura di essere gettato. La conquista passa per la perdita. La vita si conserva accettando la morte. Si trova se stessi uscendo da se stessi. Come Gesù. Seguendo Gesù. Per Gesù.

*Se qualcuno viene per servirmi, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo.
Perché chi mi avrà seguito e servito senza paura fino in fondo,
*il Padre mio lo onorerà.
GIOVANNINI Attilio sdb

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