Papa Francesco: i «cristiani nascosti» esempio per il Giappone di oggi

Il Papa nel discorso ai vescovi nipponici in visita ad limina apostolorum: fecero vivere la Chiesa nel paese anche quando i sacerdoti e i missionari vennero espulsi nel Seicento
Papa Francesco ha più volte ricordato i «cristiani nascosti» del Giappone, grazie ai quali, nel Seicento, «anche quando tutti i missionari laici e
i sacerdoti vennero espulsi dal paese, la fede della comunità cristiana non si raffreddò», nel discorso consegnato ai vescovi nipponici in visita ad limina apostolorum, indicandoli come un esempio positivo per la Chiesa giapponese di oggi.

La Chiesa in Giappone, scrive Jorge Mario Bergoglio, che da giovane gesuita avrebbe voluto partire missionario in Giappone, «ha sperimentato abbondanti benedizioni ma ha anche conosciuto sofferenze. A partire da queste gioie e dolori, i vostri antenati nella fede vi hanno trasmesso un’eredità viva che oggi adorna la Chiesa e incoraggia il suo cammino verso il futuro. Tale eredità si fonda sui missionari che per primi raggiunsero queste sponde e proclamarono la Parola di Dio, Gesù Cristo. Pensiamo in particolare a san Francesco Saverio», gesuita come il Papa, «ai suoi compagni, e a tutti coloro che nel corso degli anni offrirono la propria vita al servizio del Vangelo e del popolo giapponese».

Quest’anno, prosegue il Papa, «celebrate un altro aspetto di questa ricca eredità, ossia la comparsa dei “cristiani nascosti”. Anche quando tutti i missionari laici e i sacerdoti vennero espulsi dal paese, la fede della comunità cristiana non si raffreddò. Anzi, i tizzoni della fede che lo Spirito Santo accese attraverso la predicazione di quegli evangelizzatori e sostenne con la testimonianza dei martiri restarono al sicuro, grazie alla sollecitudine dei fedeli laici che conservarono la vita di preghiera e di catechesi della comunità cattolica in una situazione di grande pericolo e di persecuzione». Questi «due pilastri della storia cattolica in Giappone», l’attività missionaria e i «cristiani nascosti», «continuano a sostenere la vita della Chiesa oggi e offrono una guida per vivere la fede», scrive il Papa.

Dopo essersi soffermato sul valore dell’evangelizzazione, il Papa torna a parlare dei «cristiani nascosti»: «Se i vostri sforzi missionari devono recare frutti, l’esempio dei “cristiani nascosti” ha molto da insegnarci. Pur essendo pochi e pur dovendo affrontare ogni giorno persecuzioni, quei credenti furono capaci di conservare la fede restando attenti al loro rapporto personale con Gesù, un rapporto costruito su una solida vita di preghiera e su un impegno sincero a favore del bene della comunità». Non solo: «Anche se i “cristiani nascosti” non ebbero il beneficio della piena vita sacramentale della Chiesa, oggi le vostre Chiese particolari beneficiano del ministero di molti sacerdoti devoti che servono i bisogni spirituali dei fedeli. Si esige però molto da loro e le numerose responsabilità che hanno, spesso li allontanano dalle stesse persone che dovrebbero servire. Vi esorto a lavorare con i vostri sacerdoti per assicurare che abbiano il tempo e la libertà necessarie per essere disponibili per quanti sono stati affidati alle loro cure». Dopo avere ringraziato i religiosi e le religiose, «i “cristiani nascosti” del Giappone», ha messo in evidenza il Papa, «ci ricordano che l’opera per promuovere la vita della Chiesa e dell’evangelizzazione richiede la partecipazione piena e attiva dei laici». In questo senso, quando la testimonianza cristiana sembra carente, «non è perché i fedeli non vogliono essere discepoli missionari, ma piuttosto perché si ritengono incapaci di tale compito. Vi incoraggio in quanto Pastori a instillare in essi un profondo apprezzamento della loro chiamata e a offrire loro espressioni concrete di sostegno e di guida, cosicché possano rispondere a questa chiamata con generosità e coraggio».

«Anche se la comunità cattolica è piccola – scrive il Papa – le vostre Chiese particolari sono apprezzate dalla società giapponese per i loro numerosi contributi, nati dalla vostra identità cristiana, che serve le persone indipendentemente dalla loro religione. Vi elogio per i vostri numerosi sforzi nei campi dell’educazione, della salute, del servizio agli anziani, ai malati e ai disabili, e per le vostre opere caritative, che sono state particolarmente importanti in occasione della tragica devastazione provocata dal terremoto e dallo tsunami quattro anni fa». Il Papa esprime anche «profondo apprezzamento» per le iniziative dei vescovi a favore della pace soprattutto i vostri sforzi per conservare di fronte al mondo l’immensa sofferenza provata dal popolo di Hiroshima e Nagasaki alla fine della seconda guerra mondiale, settanta anni fa.

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